martedì 27 Ottobre 2026
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Estate, alla (ri)scoperta dei vermouth al bicchiere: Winestillery in Chianti

L’estate è il periodo migliore dell’anno per (ri)scoprire alcuni vermouth al bicchiere: ecco Winestillery, con il cuore nel Chianti

La Toscana è terra di grandi vini, conosciuti e amati in ogni angolo del pianeta. Eppure, questa terra racchiude altre tradizioni alcoliche, più misteriose e meno conosciute, ma non per questo meno affascinanti. Tra queste, il vermouth. Che sia di vino rosso o la versione col vino bianco di Prato, il vino aromatizzato rientra nella lista dei liquori tipici della regione. Un liquore a bassa gradazione alcolica, preparato a partire dal mosto e dalla sapiente miscela di erbe aromatiche, che gli conferiscono profumi dolci e balsamici, speziati e fruttati. Questo Agosto vogliamo farvene scoprire 3, due bianchi ed un rosso, che vi consigliamo di provare al bicchiere (magari freddi) per riscoprire il piacere di una tradizione antica. Oggi parliamo di Winestillery

La missione e il desiderio di Winestillery – ovvero una winery ed una distillery fuse insieme – è quello di esplorare il patrimonio tradizionale della Toscana per creare prodotti genuini che siano capaci di esaltarne il terroir in ogni sua sfumatura. Da queste premesse nascono tutti i prodotti dell’azienda guidata dall’enologo e agronomo Stefano Chioccioli Altadonna con i figli Enrico e Niccolò. Ne è un esempio il Vermouth Winestillery, prodotto a partire dal Sangiovese e da un’attenta selezione di antiche botaniche di eredità toscana.

“Non tutti sanno che il Vermouth ha radici antichissime nella nostra regione – spiega Enrico Chioccioli Altadonna, mastro distillatore della Chioccioli Altadonna Family Estate – legate alla storia di produzione di grandi vini e di commercio di spezie sin dal medioevo.

Nonostante la sua fama sia dovuta a Torino, infatti, esistono testi del XVIII secolo che descrivono produzioni di vermouth toscano ben prima dell’avvento del suo omonimo torinese. Il nostro vermouth – continua – si ispira ai sapori di quel tempo, e cerca di esplorare la tradizione con l’obiettivo di darle un nuovo impulso. La nostra ricetta è semplice: l’attenta selezione di vini pregiati unita alle migliori botaniche toscane. Infine, il rifiuto di usare caramello o qualsiasi altro colorante, per mantenere così intatto il naturale manto rubino del vitigno principe della Toscana”.

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