A volte i consigli “stellati” su come preparare un barbecue tradiscono più l’abbondanza del tradizionale fumo rispetto all’arrosto che si vorrebbe cuocere, e pur di arrivare in fondo a un decalogo si gratta il fondo del barile. Pardon, della carbonella

    barbecue

Ricevo una mail con le “dritte” da parte degli chef di Masterchef su come realizzare un “Barbecue stellato” per il picnic del super-ponte. In altre parole, in vista della lunga vacanza (dal 25 aprile al 1 maggio) di cui molti usufruiranno, gli italiani che organizzeranno un barbecue in giardino o fuori porta – un milione di persone, mi conferma la mail senza citarne la fonte – potranno godere dei consigli degli chef della tv. Bene, la cosa mi incuriosisce e vado avanti. Del resto, leggo che un osservatorio sulle tendenze alimentari di un’azienda toscana avrebbe realizzato 110 interviste ad altrettanti cuochi di fama “per raccogliere i giusti consigli su come organizzare un barbecue sano e creativo”.

Barbecue

Man mano che scorro le righe, però, mi accorgo dell’ondata di banalità che sta per travolgermi. L’avvisaglia è di natura metodologica: in sostanza, gli chef stellati “ci indicano come cucinare all’aria aperta con gusto e qualità, puntando su prodotti di stagione, leggeri e facili da preparare, in pieno stile Easy Cooking, l’innovativo approccio che va oltre i confini del classico libro di ricette e si basa su prodotti naturali, adatti a creare un pasto di qualita’ con il minimo sforzo”. Toh, e io che in genere bramo piazzare sulla brace prodotti artificiali, adatti a creare un pasto dozzinale e sforzandomi moltissimo nel farlo….

Anche la signora in giallo del "Ferrero Rocher" si cimenta col barbecue
La signora in giallo della “Rocher” si cimenta col barbecue

Passino i suggerimenti a metà strada tra manuale del bricolage e protezione civile (accendere la brace con il giusto anticipo, evitare durante la cottura di aromatizzare troppo le carni, cuocere in maniera uniforme e corretta le pietanze), poi arrivano – puntuali come una cambiale – le statistiche: “Gli chef stellati consigliano agli amanti delle scampagnate e delle gite fuori porta prodotti di stagione (81%), legati alla tradizione della cucina italiana (51%). Alcuni esempi? Carni (81%), Verdure (75%), pizze rustiche (69%), pesce (65%), ricotta di pecora (57%), frutta (49%)”. In pratica, buona parte della piramide alimentare. Toh, e io che volevo portare sulla brace orsetti gommosi, cocomeri e goulash…

E ancora, in un crescendo rossiniano: “Occorrono prodotti naturali e leggeri che aiutano il metabolismo (49%), sono facili sia da portare con sé  (39%) sia da preparare (34%), e che rinfrescano il corpo provato dalle temperature stagionali alte (31%)”. Toh, e io che contavo di servire un intero maiale con tanto di mela in bocca, in fondo sono solo 12 ore di spiedo….

Dopo cotanta premessa, ecco il

 DECALOGO DEI MASTERCHEF PER UN BARBECUE

1-    SCAMPAGNATA CON SEMPLICITA’:

semplicità è la parola d’ordine anche fuori le mura domestiche: bastano prodotti naturali e leggeri che aiutano il metabolismo, facili sia da portare con sè, sia da preparare al momento e che rinfrescano il corpo provato dai primi caldi.

Mi tocca riesumare il maiale citato poco più su, con l’aggiunta del servizio di porcellana (quello buono, che la festa va santificata…)?

2-   BASTA UN POCO DI CREATIVITA’  E LA FESTA COMINCIA:

per un barbecue di successo non possono mancare fantasia e creatività nell’abbinare verdure e carne secondo il gusto personale.

Toh, e io che associo la formalità e il rigido protocollo del picnic a quello di un desco presidenziale…

3-    POCA IMPROVVISAZIONE, MOLTA ESPERIENZA:

per fare un buon barbecue ci vuole esperienza ed arte. Mai a cose improvvisate, soprattutto in presenza di bambini ed anziani.

Toh, e io che ho appena messo l’annuncio sul giornale: “Cerco apprendista con anni di esperienza…” come faccio?

4-    TEMPO DI PRIMAVERA: SI’ A PRODOTTI DI STAGIONE SULLA GRIGLIA:

non è barbecue senza carni, verdure, erbe aromatiche e pesce. E’ possibile variare secondo le occorrenze, ma l’importante è utilizzare prodotti stagionali.

Ok, niente panettone e cocomero, prometto…

babbo

5-    LA VERDURA SU TUTTO:

rigorosamente di stagione, in versione crudité, grigliata, o in versione mix, come le gustose insalate catalana con pomodori e cipolla rossa, oppure già pronta, come sottoli, melanzane e sottaceti: l’importante è non dimenticarla. La verdura su tutto.

Lo suggeriva anche nonna Adalgisa, buonanima… che però non è stellata.

6-    CARNE BIANCA SINONIMO DI LEGGEREZZA:

per un barbecue con i fiocchi non può mancare la carne, simbolo di convivialità. Sì soprattutto a carni bianche, in particolare il pollo arrosso o il pollo alla diavola, da tenere il fuoco lontano, per far scolare il grasso.

Vedi banalità (pardon, punto) 4

7-    POCO SALE E TANTO GUSTO NATURALE:

attenzione a non esagerare però con il sale, che disidrata gli alimenti

Al di là della pregevole rima, cardiologi e nutrizionisti lo ripetono da decenni. Ma neanche loro sono stellati…

8-    NON DIMENTICARE LA MARINATURA PER UN BARBECUE DA OSCAR:

la marinatura aiuta a tenere umida la carne. Da preferire con verdure, pomodori, erbe e spezie, ma anche latte di cocco, curry, aneto

Toh, e io che ricerco sempre quella particolare cottura “da suola di mocassino”…

9-    OCCHIO ALLA FIAMMA:

La brace va preparata due ore prima in modo da formare la carbonella giusta per non aggredire i cibi e bruciarli. Per una cottura sana e omogenea, occorre tenere il fuoco basso altrimenti si brucia l’alimento e può diventare dannoso alla salute;

Il consiglio è valido, ma me l’ha dato qualche anno fa mio nonno, poi mio padre, poi (in età scolare) i boy scout e la protezione civile. Nessuno di questi, giova ricordarlo, è stellato (tranne il boy scout Fantoni, che nell’89 aveva ottenuto la stella per aver eseguito dodici nodi diversi con un serpente)

10- NON DIMENTICARE IL KIT:

Mai iniziare un barbecue senza il kit necessario con cui cucinare nel modo più comodo possibile: per questo è bene equipaggiarsi di  forchettoni e spiedini con cui ‘domare’ la carne dalle fiamme.

Toh, e io che porto da casa giusto due pietre focaie (nemmeno la carne, tanto qualcosa da cuocere si trova sempre, fosse anche un procione)… Nemmeno il procione è stellato, comunque.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

1 COMMENT

  1. In caso di autoaccensione del carbone a causa del grasso che cola, avere sempre a portata di mano del ssale grosso per spegnere la fiamma per evitare di bruciare la carne

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