E’ partita dall’Italia, la nuova campagna virale che sta spopolando sui social. Si chiama “Fate vedere le tette!” e mira alla prevenzione contro il cancro al seno. La campagna invita le donne di ogni età a postare un’immagine del proprio decolléte, la scritta “prevenzione” e le dita a formare un hashtag

Ogni tanto può esserci un buon motivo, per mostrare le tette. E se a chiedere alle donne di mettere in mostra la mercanzia è proprio una giovane dello stesso sesso, non restano molti dubbi sulla bontà dell’iniziativa. Anzi. Una volta tanto, le foto delle tette che da qualche tempo girano su Facebook non sono il risultato di selfie osé o pagine web a metà strada tra il pecoreccio e il goliardico. Tutt’altro: mostrare sul web il proprio decolléte, con la scritta “prevenzione” a fugare ogni riserva da parte delle protagoniste, è la nuova campagna contro il cancro al seno.
fate vedere le tette campagna lotta cancro seno
A ideare Fate vedere le tette! è stata una ragazza, Giusi, 37 anni, bolognese di nascita e romana d’adozione. E’ lei che ogni giorno lotta contro pregiudizi e superficialità per convincere le donne a mettersi a nudo per una buona ragione. E’ tutto molto semplice: la campagna invita le donne di ogni età a postare un’immagine del proprio decolléte, la scritta “prevenzione” e le dita a formare un hashtag. Un modo per ribadire l’importanza di sottoporsi a controlli periodici al seno. La campagna, partita da Facebook, è già diventata un trend sulla rete e ogni giorno arrivano numerose nuove… testimonial.

Giusi, perché hai iniziato a invogliare le donne a mostrare le tette?

“Il nostro obiettivo – spiega Giusi – è contribuire a creare una cultura della prevenzione e rompere quel dannato tabù che fa sì che la parola cancro non debba essere pronunciata. Si preferisce dire brutto male, ci si vergogna di essere malati e non se parla”.
fate vedere le tette campagna lotta cancro seno

A chi ti rivolgi con questa campagna?

“Ti dirò a chi NON mi rivolgo, in primis. Non mi rivolgo a chi è malato, perché immagino che non abbia voglia di scherzarci su. Parlo invece a chi è sano e che stupidamente non fa prevenzione perché non ha tempo, si vergogna e perché queste cose accadono agli altri. Allora, visto che parlo a gente sana, posso prendermi il lusso di giocare l’arma dell’ironia perché l’ironia aiuta a parlarne e parlarne aiuta ad agire”.

fate vedere le tette campagna lotta cancro seno

Verrebbe da pensare ad una motivazione… personale.

“Niente affatto. Non ho avuto il cancro al seno e non sono un medico. Ho avuto altri problemini di salute e so cosa vuol dire fare prevenzione, controlli, biopsie e cose così. Ma non credo che si debba essere dei pozzi di scienza per dire che i controlli periodici e la palpazione vanno fatti. Non dò consigli medici, dò consigli di buonsenso. Che tutti dovrebbero dare e tutti dovrebbero accettare”.
fate vedere le tette campagna lotta cancro seno
E così, al grido provocatorio di #fatevedereletette fa eco il desiderio di sensibilizzare l’opinione pubblica su un atteggiamento imprudente, ma ancora troppo frequente: disertare le visite di controllo dal ginecologo o dal medico curante, se non in caso di reale e immediato bisogno. Le motivazioni alla base di questo comportamento sono comuni a tutte: la pigrizia di fissare una visita non urgente, l’imbarazzo di farsi vedere nude e di farsi fare la palpazione o, semplicemente, il sottovalutare l’importanza vitale della prevenzione e della diagnosi precoce nella lotta ai tumori, in particolare di quello al seno.
tetteENG
#fatevedereletette è un’esortazione un po’ insolente, ma premurosa. Nessuna donazione da fare, nessun amico da sfidare: basta un selfie con la scritta “prevenzione” fatta sul decolleté con una matita per gli occhi e le dita messe a mo’ di hashtag per entrare a far parte della community di donne che hanno capito e vogliono far capire quanto sia importante prendersi cura non solo dell’aspetto estetico del proprio décolleté ma, soprattutto, della sua salute. E quindi di fare vedere le tette dal vivo al proprio medico e non solo virtualmente ai propri fan sulle pagine dei social media.
Articolo precedenteScuola, merenda gratis ai bimbi: torna il panettiere benefattore
Articolo successivoDal risotto al Risorto: se Gesù cucinava… da Dio
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

Rispondi