domenica 25 Ottobre 2026
HomeEventiFeltrinelli inaugura "Red",...

Feltrinelli inaugura “Red”, il ristorante… con la libreria intorno

foto 5 (1)

Il sottotitolo, quello che dà l’acronimo a Red – Read, Eat, Dream – parla di lettura, cibo e sogni. Su quest’ultimo punto si può forse discutere, anche se un buon libro può facilmente aiutare, ma sui primi due l’iniziativa di Feltrinelli parte col piede giusto. Per il nuovo punto vendita nella centralissima piazza della Repubblica, dove fino a qualche tempo fa sorgeva la libreria Edison, la casa editrice ha pensato in grande: proposta gastronomica di qualità, wifi gratis, spazi di socialità e un concept innovativo. Non solo: Feltrinelli ha anche varato un accordo con l’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo con l’obiettivo di garantire un legame tra il ristorante e la cultura, i cibi e i produttori toscani. E così, su 700 metri quadri di superficie di vendita, il secondo Red italiano (dopo quello di Milano) offre un’ampia libreria e un ristorante da 70 coperti. Dopo aver investito circa 2 milioni per lanciare lo store, per la struttura disegnata dall’argentino Miguel Sal la previsione di fatturato è di 4 milioni, un quarto dei quali provenienti dalla ristorazione.

foto 4 (2)

Che dire? Niente toni entusiastici Eataly-style, ma forse una maggiore gradevolezza rispetto al vicino locale di Oscar Farinetti (che pure non manca, come si vede). Intanto la cultura qui non è limitata a una mostra fotografica sul Rinascimento, bensì affidata a un parco librario da 25mila volumi e a una serie di incontri con autori e intellettuali, con eventi calendarizzati mensilmente (a partire dagli incontri con Piero Pelù, Gianrico Carofiglio e Margaret Mazzantini). E, in tempi dove l’offerta gastronomica viene chiamata spesso a supporto di quella prettamente libraria – in fondo, sempre di cultura si tratta: “cibo per il corpo e per lo spirito” diceva qualcuno – Feltrinelli ha scelto una proposta alimentare di buon livello, sia per la vendita che per il consumo. Carlo Petrini, fondatore dell’Università di Pollenzo e patron di SlowFood, ha selezionato una serie di produttori toscani di salumi, carne, olio, pesce, pane – dall’Antica Macelleria Falorni ai pescatori della coop Santa Maria Assunta di Livorno, fino all’olio dell’azienda agricola Pruneti o il consorzio del pane toscano Dop – chiamati a fornire gli ingredienti dei piatti serviti dalla cucina, aperta ininterrottamente dalla colazione fino all’ora di cena. Un buon incentivo per intercettare la fascia d’età più giovane, che altrimenti difficilmente entrerebbe in una libreria di stampo tradizionale.

foto 1 (2)

«Il nostro obiettivo – spiegano Carlo Feltrinelli e Stefano Sardo, direttore dei business della casa editrice – è offrire una proposta nuova, coniugando lettura, eventi e gastronomia in un posto informale, accessibile, adatto a tutti». In attesa di sperimentarlo dopo che sarà passata l’onda lunga dell’euforia, registriamo la bontà dell’idea di affidarsi al lampredottaio di Gavinana, Leonardo Torrini, e a uno chef che vanta già una buona esperienza nel settore. Il prezzo non è forse esattamente concorrenziale, ma in fondo rimane uno dei migliori rapporti prezzo-qualità che Firenze può oggi offrire.

foto 3 (4)

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Domenica 25 ottobre Aliano, Stigliano e Gorgoglione si danno appuntamento al Mercato Centrale per raccontare un pezzo di Basilicata attraverso prodotti tipici, degustazioni e laboratori. Debutta fuori regione l’Accademia della Pasta Lucana Fatta a Mano, con le maestre pastaie pronte a svelare i segreti della tradizione.

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...