Fino a poco tempo fa era un magazzino del Monte dei Paschi, adesso lo storico Palazzo Tornaquinci in via delle Seggiole, a Firenze, rinasce a nuova vita e diventa il Locale: da un’idea dei titolari del Cestello arriva così un ristorante di alta fascia, immerso in un’atmosfera unica su 600 mq, con 90 coperti

IMG_9750 Ci sono alcuni locali che per il semplice fatto di esistere danno un valore aggiunto ad un’intera città. A Firenze è successo con l’apertura di Fratelli Cuore davanti alla Stazione di Santa Maria Novella (ne raccontiamo qui), e adesso con il Locale in via delle Seggiole, nel cuore del centro storico cittadino. Nel primo caso la sfida era ridare dignità a un’area degradata di Firenze, in quest’ultimo era far rinascere a nuova vita una struttura dall’altissimo valore storico ma che fino a poco tempo fa ospitava un magazzino del Monte dei Paschi di Siena. Proprio accanto a un altro ristorante di buon livello, lo Zibibbo 2.0 (di cui invece abbiamo raccontato qui). Abbiamo provato il Locale e ne raccontiamo la cucina qui, mentre di seguito raccontiamo un po’ lo stile e l’atmosfera della struttura.

Lo stile del “Locale” di via delle Seggiole, a Firenze

IMG_9752 Il merito di questa riscoperta va a Giacomo Corti, già proprietario del Cestello RistoClub e del Convivium (quest’ultimo lo abbiamo raccontato qui), che ha preso in mano i 600 metri quadri con colonne, corti interne e due piani trasformandolo in un ristorante d’alta fascia, con tutte le premesse per diventare uno dei luoghi top della ristorazione fiorentina. Accanto al nome, Corti ha voluto porre lo , il simbolo dell’infinito, a voler significare uno sguardo a tutto tondo nel tempo e nello spazio su Firenze. In fondo, prima ancora del cibo o del servizio, ciò che colpisce è la location: il Locale sorge nel prestigioso Palazzo delle Seggiole, ossia Palazzo Medici Tornaquinci, che riporta alla corte del Granduca Cosimo I e del suo plenipotenziario Bartolomeo Concini, la cui figlia si sarebbe unita in matrimonio con Cosimo di Francesco de’ Medici del ramo della Castellina, poi diventati Medici Tornaquinci.

palazzo tornaquinci firenze

A testimonianza di ciò, resta una stufa di maiolica risalente a Cosimo I che porta inciso il momento in cui la dinastia Medici ottenne il patriziato (nella foto in alto).

Gli ambienti del “Locale” di via delle Seggiole, a Firenze

10_UNANGOLODELRISTORANTE I due piani in cui è divisa la struttura – il piano terreno, sfarzoso e dal sapore rinascimentale, viene usato come ristorante “puro”, mentre il piano inferiore è adibito a bistrot – sono diversi ma complementari, ed entrambi sono preceduti da un giardino d’inverno verticale, con quinte costituite da piante che salgono sulle pareti fino a raggiungere una speciale copertura in vetro termico apribile. Il giardino fa da lounge, wine e cocktail bar, con un grande bancone centrale con rifiniture in “nero assoluto” che richiama le work station da disco-club per i cocktail. Da lì si entra nelle sale del ristorante, al piano terreno, impreziosite da stucchi e affreschi ai soffitti, e vetrate alle grandi porte. IMG_9746 Pochi gradini, per tuffarsi in un’altra epoca: siamo nel Medioevo, con un corridoio-tunnel a volta tonda e le sale che si aprono ai lati. Cambia tutto, a partire dai materiali, qua più spartani e di linee essenziali. Grandi tavoli e sedie robuste, un bancone geometrico: siamo nella ex lavanderia del 1200, dove l’intonaco è ancora quello originale semplicemente ripulito a far da cornice per cene o degustazioni alla maniera medievale, con il vino servito esclusivamente in bottiglie formato magnum. Di forte impatto l’antica cucina col grande focolare, l’acquaio in pietra serena e il forno che riporta la Croce ottagonale dei Cavalieri di Santo Spirito, poi la sala da pranzo con il tavolo tondo, le belle sedie in pelle e gli arazzi.

La cucina del “Locale” di via delle Seggiole, a Firenze

3_TARTARE DI  CHIANINA Fabio Silla, ventotto anni, ex sous-chef di Villa San Michele a Fiesole, è il timoniere della cucina, dove un particolare spazio è riservato alla griglia a carbone di quercia, protagonista principale dell’offerta gastronomica. Terra e mare per tanti piatti che partono dalla tradizione, dalla memoria e dal territorio, da Firenze e dalla Toscana, e sono poi affidati alle idee, all’estro e alla tecnica del giovane chef, naturalmente in team con la proprietà e con Gabriele Rastelli, lo chef di Cestello RistoClub che funziona da regista di tutta la squadra. Al centro c’è dunque la griglia, e quindi in particolare la carne, soprattutto nella sua massima espressione toscana, la Chianina (venduta a 60 euro/chilo) protagonista in tartare servite come semplice battuta al coltello e poi personalizzate al tavolo. Per chi volesse approfondire, ecco una mia recensione della cucina del Locale5_RISOTTO AL PICCIONE2 Ma anche in un antipasto di “carne salata” che richiama da lontano l’uso trentino e in un carpaccio. E poi in bistecche, costate e lombate, di vitello maschio e vitella scottona per consentire al cliente di apprezzare meglio le diverse consistenze e i diversi sapori. E per chi vuole provare emozioni e sapori diversi, ecco il manzo Wagyu di Kobe, rigorosamente certificato nella provenienza dal Giappone, e proposto al massimo grado di marmorizzazione del grasso. Ma carne non significa solo bovino: ecco la Cinta senese con i salumi e il carré di maialino da latte, ecco l’anatra e il piccione, e il controfiletto di agnello mugellano. LOCALE∞ resta aperto tutti i giorni, dalle 19,30 fino a notte, con un servizio di car vallet per i clienti. Si può arrivare quindi in auto fino al Locale e il servizio di garage è gratuito.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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