A Firenze apre Italian Tapas: il concept spagnolo sposa la cucina toscana

Si allarga, l’offerta fiorentina di ristorazione sfiziosa: ha aperto i battenti in Oltrarno Italian Tapas,  un locale che unisce la tradizione delle tapas spagnole con materie prime e preparazioni tipicamente italiane quando non addirittura made in Tuscany

italian tapas firenze santo spirito

Di tapas a Firenze avevamo già parlato qui, ma a riprova dell’effervescenza che la città continua a vivere sul fronte della ristorazione, ecco arrivare in Oltrarno un nuovo attore, con quel qualcosa in più per distinguersi dal resto dell’offerta. Si tratta di Italian Tapas, una formula che unisce il concept tipicamente spagnolo delle tapas – gli stuzzichini da ordinare inizialmente a corredo di un drink, poi diventati ipso facto la parte predominante – alla cucina italiana in senso ampio e a quella toscana in particolare.

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Il ristorante, ricavato nei locali di una vecchia pasticceria in zona Santo Spirito rimasta chiusa per anni nel seicentesco Palazzo Panattoni, possiede uno stile contemporaneo ed essenziale, volutamente minimalista, che ben si sposa con un servizio frendly ma attento. Catturano l’attenzione dell’osservatore più attento un antico pozzo oggi trasformato in vaso e le tubazioni di scarto, modificate fino a diventare lampade. La lista dei cocktail è interessante perché non banale: accanto ai grandi classici ci sono preparazioni a base di carciofo e mirto, ad esempio. Stesso discorso per la carta dei vini, piccola ma ideale per chi vuole allontanarsi dai “soliti noti”.

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Ma veniamo alle tapas, che ricalcano diverse ricette della cucina tradizionale toscana aggiungendovi tocchi di creatività e strizzando l’occhio al mondo vegetariano e vegano. È il caso del brasato di manzo con le castagne (foto in alto), uno dei piatti meglio riusciti per l’abbinamento stagionale e fuori dagli schemi in un contesto tapeiro. Il piatto, così come tutti gli altri, viene ordinato al tavolo ma deve essere “ritirato” davanti alla grande cucina a vista quando vibra il disco che lo staff di sala consegna a ogni tavolata. Ciò spiega anche perché da Italian Tapas non è previsto coperto da mettere in conto.

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Un altro piatto significativo è il conchiglione di pasta fritto con pomodoro e ragù di mare, così come la triglia al melograno (foto in basso): proposte lontane anni luce dalle albondigas (le polpette), le “patatas bravas”, il polpo alla gallega, le tortillas o i gamberi all’aglio. Qui in Oltrarno le proposte del menù hanno la dignità del piatto, più che dello stuzzichino. Ciò vale almeno nell’impiattamento e nel sapore, perché le dimensioni sono generalmente proporzionate al concetto di una tapas e i prezzi restano compresi tra i 7 e i 9 euro cadauna.

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Come detto, a un concept spagnolo equivale una cucina che pesca a piene mani dal made in Tuscany: ecco dunque che dal menù spuntano pappa al pomodoro e crostone con ribollita (foto in basso) oppure il sushi di lampredotto. In generale, comunque, l’offerta del locale spazia tra le tapas italiane, quelle vegetariane e quelle creative, con 4-5 proposte per ognuna di esse.

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Chi c’è dietro al progetto di Italian Tapas? Sono i fratelli La Porta: Marco, giovane e entusiasta chef, e Matteo, da molti anni nel modo del marketing. Una sera i due, spostandosi in Toscana fra un cocktail bar ed una rosticceria, a distanza di pochi metri gli uni dagli altri, e mangiando e bevendo su sgabelli alquanto scomodi, si ritrovano a pensare alle taperie spagnole: luoghi versatili dove è possibile gustare piatti sfiziosi in un ambiente rilassante, divertente e poco impegnativo.
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Da lì a immaginare un locale, il passo è stato breve. La formula è intrigante, il rapporto qualità/prezzo quasi sempre azzeccato (salvo forse gli arancini), il concept stesso diverso dagli altri tapas bar presenti in città, la zona scelta ricettiva e non ancora satura. Restano da limare alcuni dettagli – ad esempio, suggerire al cliente di scaglionare l’arrivo delle tapas per evitare che il tavolo si riempia in un colpo solo e le temperature dei piatti ne risentano – ma le premesse per fare un buon lavoro ci sono tutte.

Marco Gemelli

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.ilforchettiere.it, embrione del Forchettiere.

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