Tapas a Firenze, i 5 luoghi da non perdere

jamon serrano e formaggio iberico

Soprattutto d’estate, le tapas – gli antipasti spagnoli d’origine, ma ormai diffusi ovunque – sono un’eccellente alternativa alla cena tradizionale: consentono di variare sapori e preparazioni diverse, accompagnare drink, togliersi qualche sfizio in più rispetto a un aperitivo canonico senza spendere cifre da ristorante. Ecco i 5 luoghi da non perdere per le tapas a Firenze

100M_Montaditos e cerveca

Sono ormai state sdoganate come un’opzione valida tutto l’anno, ma soprattutto d’estate le tapas – gli antipasti originari della tradizione spagnola ma ormai diffusi ovunque – rapprsentano un’eccellente alternativa alla tradizionale cena al ristorante o in trattoria: in fondo, quella serie di piccoli assaggi consente di variare sapori e preparazioni diverse, accompagnare uno o più drink, togliersi qualche sfizio gastronomico in più rispetto a un canonico aperitivo senza per questo spendere cifre da ristorante. Ecco dunque i cinque luoghi da non perdere dove assaggiare le tapas a Firenze

100 Montaditos (via Forlanini, angolo via di Novoli)

100 Montaditos e tinto de verano tapas a Firenze

Flamenco, tinto de verano (bevanda fresca a base di vino) e oltre un centinaio di tapas e assaggi di cucina ispanica tra cui scegliere: è 100 Montaditos, ristorante spagnolo da poco aperto all’interno del centro commerciale San Donato di via Forlanini (Novoli). Il ristorante – che in estate propone diversi appuntamenti per giovani e famiglie, dagli show di flamenco e danze arabeggianti ai concerti di musica spagnola – offre una scelta di tapas che non ha eguali a Firenze tra i sapori tipici della Spagna. Il nome del locale è indicativo: 100 sono i “Montaditos”, ovvero i mini panini, sul menù. Le baguette mignon (8 cm circa) arrivano dalla Spagna (come l’80% degli ingredienti, eccezion fatta per il fresco), ma vengono cotte a Firenze e servite calde. All’interno i prodotti più rappresentativi della cucina iberica: jamon serrano, chistorra (sorta di salsiccia molto saporita), lomo al ajillo (filetto di maiale all’aglio), tortilla di patate, formaggio iberico, pollo Cajun e così via. Il piccolo formato si presta all’assaggio multiplo, scegliendo tra mix fantasiosi (come acciughe e crema di formaggio oppure calamari, Jamon Serrano e salsa aioli o ancora mortadella e peperoni verdi) o classici (come il montadito ripieno di porchetta). E aggiungendo qualche tapas dal gusto deciso: olive speziate, lacrime di pollo (straccetti fritti in pastella aromatizzata e serviti con salsa di senape e miele) o le originali patatas bravas tipiche di Valencia. Da bere un boccale di fresco “tinto de verano”, il vino leggero (4,8°) che fa da base alla sangria, o di birra Cruzcampo (di cui 100 Montaditos ha l’esclusiva italiana), un aperitivo da provare, magari approfittando della promozione del lunedì (un boccale più un montadito a 2,50 euro).

Corte Reale (piazza Adua, lato Stazione SMN)

Reale tapas a Firenze - Il forchettiere

Ha aperto da pochi mesi, è alla prima “sfida” estiva di tapas a Firenze: oltre che un american bar aperto fino a tarda notte, però, Corte Reale è soprattutto un tapas bar incentrato sulla somministrazione di piccole porzioni di cibi locali cotti alla griglia e accompagnati da birre artigianali, da consumare direttamente seduti al banco. Dietro buona parte dei 24 metri di bancone si trovano infatti proposte che si ispirano al modello spagnolo nella formula delle mini porzioni cucinate espresse, dal classico pane e pomodoro al più ricercato baccalà con porri e basilico. Ogni tapas costa dai 2 ai 5 euro e la versione “tapas” si potrà chiedere per tutti i piatti del menù.

Quisitapas (piazza Ognissanti, nel Westin Excelsior)

IMG_3885

Ne abbiamo parlato qui: il menù offre accanto ad alcuni must della categoria – il polpo alla gallega o la paella valenciana, ad esempio – una serie di proposte sfiziose come l’insalata andalusa con gamberi grigliati o il baccalà al riso nero e nuvola di profumi di campagna, oppure ancora il salmorejo con uova di quaglia e prosciutto. La preparazione è di elevata qualità, affidata a Manuel Sanchez Jimenez, chef 29enne sivigliano, tapasista pluripremiato, finora ai fornelli dello storico hotel Alfonso XIII di Siviglia. Il problema è che il conto lievita facilmente: le tapas sono assaggi, è vero, ma con la stessa cifra altrove ci si gusta un piatto regular-size. Nessuno può entrare al Westin Excelsior aspettandosi di spendere poco, questo è chiaro. Tuttavia forse a Firenze l’esperienza del tapeo si può fare anche altrove con analoga soddisfazione, non tanto per il portafogli quanto per lo stomaco. Non è questione di rimpinzarsi la pancia, intendiamoci, ma dell’approccio stesso legato alle tapas: sono fatte per essere gustate e apprezzate nella loro varietà, tutte in un locale oppure saltando da uno all’altro, e non è pensabile dover applicare per esse gli stessi schemi di un pasto ordinario (antipasto, primo, secondo, dolce) pur di non sforare un ragionevole tetto di spesa.

Tijuana (via Ghibellina e via Il Prato)

Schermata 2016-07-19 alle 18.39.17

Il (doppio) ristorante di ispirazione messicana – non spagnola, occhio – è da sempre un must per i curiosi delle tapas a Firenze. Se gli amanti del genere preferiscono altri posti in città, privilegiando la qualità alla quantità, per i novizi del settore il Tijuana può essere un buon punto di partenza prima di avventurarsi in un’escalation di complessità e qualità. In altre parole, le porzioni sono abbondanti e di sicuro riempiono lo stomaco, ma per avere sotto i denti qualche delikatessen, beh… magari ci sono posti più interessanti.

Salamanca (via Ghibellina)

tapas

Chiudiamo con un altro luogo storico della cucina made in Spain per chi ama le tapas a Firenze, il Salamanca: ha il difetto di essere spesso abbastanza affollato, rendendo meno facile potersi dedicare agli assaggi, ma in compenso ha una varietà di proposte – tutte comprese tra i 2 euro del pane e pomodoro ai 10 euro del pollo alla galiziana – che raggiunge le venti unità. Tra queste, segnaliamo il polpo alla maniera di Malaga (moscardini in salsa piccante), l’insalata di frutti di mare, le patate ripiene piccanti, le melanzane con besciamella e mela, la zuppa di pesce alla spagnola, le salsicce stufate nella birra, il gazpacho e le alici marinate.

 

Marco Gemelli

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.ilforchettiere.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

Be first to comment

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.