La famiglia della storica fiaschetteria di via dei Palchetti, accostata da mesi a facoltosi acquirenti albanesi o cinesi, ha invece comprato dal demanio militare le mura in cui sorge il ristorante, per 1,2 milioni di euro

Ormai la voce stava diventando ripetitiva, cambiavano al massimo solo i comprimari – una volta i cinesi, un’altra gli albanesi – ma la vulgata era la medesima: la storica fiaschetteria fiorentina “Latini” in via dei Palchetti avrebbe cambiato proprietà, con i titolari che avrebbero ceduto l’attività ad acquirenti stranieri. Nulla di più falso. Non solo Latini non vende, ma la famiglia ha addirittura appena finito di acquistare le mura dell’edificio in cui sorge il ristorante.

“Per mesi ci sono arrivate all’orecchio voci che davano ormai per certa la vendita di Latini a imprenditori di varie nazionalità – spiega Christian Guerra, genero di Torello Latini e oggi al lavoro al ristorante insieme alla moglie Emilia, che di Torello è figlia – in alcuni casi tirando in ballo facoltosi uomini d’affari già proprietari di altri ristoranti in città. Ma non c’è nulla di vero. Qualche anno fa abbiamo avuto un’offerta di 4 milioni di euro ma abbiamo rifiutato, non per la cifra ma per la continuità aziendale. Poi più nulla, tantomeno in tempi recenti”.

A chiudere definitivamente la questione, e a testimonianza di come la famiglia Latini non abbia alcuna intenzione di cedere la proprietà del locale, c’è una recente novità. All’ultima asta indetta dal demanio militare nell’ambito del progetto di dismissione degli edifici non più strategici, gli spazi di via dei Palchetti in cui sorge Latini – l’ex caserma Vannini – sono stati aggiudicati proprio alla famiglia. La vendita all’incanto si è tenuta lo scorso novembre: si partiva da una base d’asta di 900mila euro, ma nonostante il diritto di prelazione alla fine sono stati necessari 1,2 milioni di euro per aggiudicarsi i 940 metri quadri dove trovano posto le cucine del ristorante.

Le operazioni burocratiche avrebbero dovuto sancire il passaggio di proprietà delle mura tra settembre e dicembre 2020, ma in un primo momento l’emergenza Coronavirus aveva interrotto l’iter dell’atto. Salvo poi subire un’accelerata improvvisa quando lo Stato si è visto costretto a “fare cassa” con le dismissioni immobiliari in seno all’emergenza Covid. E così il 30 aprile scorso, in pieno lockdown, l’operazione si è concretizzata e le mura del Latini sono diventate a tutti gli effetti di proprietà della omonima famiglia, “con un risparmio di migliaia di euro al mese di affitto che ci consentirà in primis di cambiare la cucina, una delle poche in città ad avere ancora la griglia a carbone”.

Se con l’ingresso di Emilia e il compagno Christian il Latini vede al lavoro la quarta generazione della stessa famiglia – il ristorante era stato aperto oltre un secolo fa come fiaschetteria da Angelo, cui poi è succeduto il nipote Narciso, padre di Torello e nonno di Emilia, prima donna titolare della struttura – ancora oggi non è inusuale incrociare Torello in via dei Palchetti, nel ruolo non più di oste a tempo pieno ma di “padre nobile” della storica fiaschetteria.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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