lunedì 26 Ottobre 2026
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Firenze, la pizzeria Piccolo Cesare e la qualità fuori dai radar delle guide

Finora quasi ignorata dalle guide e dalla critica, la pizzeria Piccolo Cesare di Firenze non è inferiore a tanti nomi noti dell’arte bianca cittadina. Ecco perché

pizzeria piccolo cesare

Esistono locali che preparano ottime pizze, ma per qualche strano motivo non riescono a far parlare di sé al di fuori dei “circoli” del vicinato e della clientela di quartiere. Pizzerie che il pubblico più vasto e la critica (per non parlare delle guide) stentano a intercettare – con opportune eccezioni, frutto dell’unico talent scout locale – nella diffusa tendenza ad alimentare una rete già consolidata di maestri e professionisti dell’arte bianca. Nulla di male, per carità, ma è innegabile che in una città come Firenze e una regione come la Toscana – entrambe celebrate come sede di alcune delle migliori pizzerie di stampo partenopeo fuori dalla Campania – lo spazio per i nuovi talenti talvolta non sia molto ampio.

piccolo cesare

Non troppo tempo fa avevamo provato a mettere l’accento sui giovani pizzaioli promettenti di Firenze: adesso raccontiamo Piccolo Cesare, una piccola pizzeria in via Pierluigi da Palestrina, la cui selezione non sfigura a fronte di nomi ben più blasonati. Accanto ai grandi classici dell’arte bianca, con Margherita a 6,50 e Marinara a 5,50, trovano posto trovate creative come le rivisitazioni dell’Amatriciana (Pomodoro San Marzano, pecorino Dop, fiordilatte campano, pepe, cipolla di Tropea e pancetta toscana, a 11 euro) o della Carbonara (uovo disidratato grattugiato, guanciale, pecorino Dop, fiordilatte, burrata e pepe nero, a 12 euro).

piccolo cesare

Interessante anche la pizza con le polpettine fritte, oppure la “Parmigiana di melanzane” (10) e quella col “Lonzino al tartufo” (13) dove spiccano i taralli sbriciolati con mandorle e pepe, che ritroviamo anche nella pizza “Tarallo” con lo speck tirolese (11,50).

Dal canto suo, la “Caramellata” abbina cipolle di Tropea caramellate, provola, salsiccia e melanzane (11,50), mentre in base alla stagionalità Piccolo Cesare sforna pizze con cavolo nero, salamino piccante e burrata (12,50).

pizzeria piccolo cesare

Aperta nel 2017 e da allora gestita dai fratelli Antonio e Daniele Perrone (parenti del compianto Lello Surace, già vicepresidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana), la pizzeria Piccolo Cesare mantiene un buon compromesso tra la qualità delle materie prime, il ventaglio dell’offerta (interessanti anche le montanarine e la selezione delle birre), i prezzi medi e la possibilità di trovare posto senza necessariamente dover prenotare con largo anticipo. Consigliata a chi vuol restare nell’alveo della tradizione napoletana ma è in vena di sperimentare qualcosa di nuovo.
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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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