Il ristorante Relais Le Jardin (Hotel Regency) torna ad aprirsi al pubblico fiorentino con un nuovo chef, il 32enne pugliese Claudio Lopopolo, e la sua raffinata cucina d’ispirazione mediterranea

foto di Luca Managlia

Bentornato Relais Le Jardin. In ordine di tempo, il ristorante dell’Hotel Regency a Firenze (Small Luxury Hotels) è stato uno degli ultimi a riaprire agli esterni dopo il biennio di pandemia, o almeno a riprendersi il posto che merita nel panorama dell’offerta gastronomica cittadina. Dall’inizio delle limitazioni legate al Covid la struttura in piazza Massimo D’Azeglio era rimasta aperta solo agli ospiti dell’albergo, ma adesso riapre con un nuovo chef al timone: al posto di Sandro Baldini è arrivato il 32enne pugliese Claudio Lopopolo.

chef claudio lopopolo (ph. Luca Managlia)

Originario di Bisceglie e una gavetta trascorsa tra l’Australia e Londra, prima di arrivare al Rosewood Castiglion del Bosco e – negli ultimi anni – ai fornelli della Pescatoria in via Palazzuolo, Claudio Lopopolo ha accettato la sfida della direttrice Claudia Gallo portando al Relais Le Jardin una cucina fortemente influenzata dalla sua ispirazione mediterranea.

Oltre a un paio di menù degustazione da 6 e da 8 portate (rispettivamente a 90 e 120 euro) il Relais Le Jardin ha una carta che vede antipasti (22-26 euro), primi (24-32) e secondi (26-35) muoversi tra una prevalenza di proposte di pesce – e non potrebbe essere altrimenti, viste le origini dello chef, che però ammette di preferire carne al pescato – con alternative sia vegetariane che “carnivore”. Ne sono un esempio la rana pescatrice con zucchine alla scapece, bufala bruciata e chips di riso soffiato al nero di seppia, oppure il risotto al pecorino e cannella con carpaccio di capriolo e riduzione di Chianti Classico.

chef claudio lopopolo (ph. Luca Managlia)

Il retaggio pugliese dello chef è evidente nelle fasi iniziali, sia nell’amuse bouche – un finto pomodorino accompagnato da un gelato alla bufala – sia in uno dei grandi classici della cucina locale, ossia Riso patate e cozze, per l’occasione rivisitato con chips di riso al prezzemolo a dare al piatto la parte croccante. Particolarmente ben cotte le cozze, qui autentico valore aggiunto in quella che è ormai diventata la variante fine dining dell’icona della tradizione pugliese.

capesante zucchine e caviale - chef claudio lopopolo (ph. Luca Managlia)

Il viaggio nella cucina di Claudio Lopopolo continua con le capesante al burro chiarificato con zucchine alla scapece e caviale, dove a quest’ultimo ingrediente è affidato il compito di contrapporre la propria sapidità alla dolcezza della capasanta e alla delicatezza della zucchina.

Il contrasto tra dolcezza e acidità è ancor più marcato nel piatto successivo, i bottoni ripieni di parmigiana di melanzane con gamberi e acqua di pomodori datterini. Un piatto fresco, fortemente mediterraneo, che gioca su contrasti forti ma senza mai andare sopra le righe.

Dal pesce si passa alla carne, nel menù del Relais Le Jardin affidato a Claudio Lopopolo: ecco un filetto di cervo alla senape con pezzi di pera, accompagnato da verdurine cotte nel burro. Da evidenziare proprio quest’ultimo elemento, il burro, spesso e volentieri presente nei piatti di uno chef proveniente da una regione a forte vocazione olivicola. Invece di strizzare l’occhio alle diverse declinazioni della coratina e più in generale all’olio Evo, la sua è così una cucina che predilige l’uso del burro.

Il gioco di contrasti che abbiamo visto finora si ripropone anche nel petto e coscia di piccione con gel di cioccolato aromatico, purea di carota e foie gras. Stavolta non c’è dolcezza VS acidità bensì le note amaricanti del cioccolato. Nella regione in cui il piccione è (quasi) appannaggio dei magnifici allievi di Gaetano Trovato, uno chef pugliese raccoglie la sfida e tira fuori dal cilindro una versione non scontata.

Completa l’esperienza il semifreddo di cocco con riccioli di cioccolato al 70%, dolce gradevole e non troppo impegnativo. In conclusione, con l’arrivo di Claudio Lopopolo il Relais Le Jardin – e più in generale il Regency, che ha sempre puntato molto sulla cucina e sull’apertura alla città – torna a riprendersi un ruolo negli equilibri gastronomici cittadini. E già si guarda ai brunch autunnali….

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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