Da febbraio in onda ogni domenica alle 10 il nuovo programma di cucina col rettore di Alma Gualtiero Marchesi (86 anni) e tre docenti della scuola internazionale di cucina italiana: in scena gli esami d’ammissione alla scuola e menù realizzati dai diplomati, per mostrare che oltre alla passione, per diventare chef serve tecnica e studio  

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Gli ingredienti ci sono tutti: un mostro sacro della cucina italiana come Gualtiero Marchesi (che superate le 86 primavere non ha alcuna intenzione di cedere il passo, per fortuna), la formula della “prova” tanto cara alle trasmissioni tv di settore, la professionalità garantita da Alma, la scuola internazionale di cucina italiana, insieme alla passione e al talento. Mescolando questi tre ingredienti, conditi con la conduzione affidata ad Elenoire Casalegno, otteniamo “Il pranzo della domenica”, il nuovo programma di cucina in onda a partire da febbraio per sei puntate su Canale 5.

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Guai a chiamarlo “talent show”, anche se un appassionato sosterrà l’esame di ammissione ad Alma mentre un diplomato realizzerà a “regola d’arte” lo stesso menu: l’obiettivo è spiegare al grande pubblico, magari affascinato e sedotto dai tanti fornelli nell’etere, una piccola grande verità. Ossia che la volontà non basta, se non accompagnata da studio, costanza, conoscenza delle materie prime e delle tecniche di lavorazione. Nei panni del direttore d’orchestra della scuola di Colorno (Parma), Gualtiero Marchesi trasmetterà un messaggio chiaro: quella del cuoco è insomma una professione che richiede – insieme a talento e passione – anche un’adeguata preparazione culturale e tecnica. Insieme a lui gli chef Matteo Berti, coordinatore didattico di Alma, Tiziano Rossetti e Bruno Ruffini. Il programma sarà ambientato nella Reggia di Colorno, sede della Scuola che oggi riconosciuta come il più autorevole centro di formazione al mondo per i futuri professionisti della ristorazione e dell’ospitalità italiana.

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Come detto, il format – ideato e realizzato da Prodotto, fattori di videoevoluzione – non prevede una sfida o una gara: ci si prepara per un esame e il “premio” è la possibilità di conoscere e formarsi. Un appassionato di cucina sosterrà l’esame di ammissione alla Scuola, sotto lo sguardo di Gualtiero Marchesi e facendosi valutare dai tre docenti di Alma. In palio, la possibilità di vivere una Alma Experience a Colorno, dando ai vincitori un assaggio della vita e della professionalità della scuola. Ogni candidato proporrà un menu di tre portate: un primo piatto, un secondo e un dessert. Grande importanza verrà data al modo in cui i piatti verranno presentati e pensati, all’equilibrio delle proposte e al rispetto per le materie prime utilizzate: come nella migliore lezione marchesiana la composizione del menu sarà un importante parametro di giudizio, insieme alle tecniche e alla correttezza degli abbinamenti, che saranno valutate dai giudici. Parallelamente al candidato, un diplomato Alma eseguirà lo stesso menu, mettendo in pratica gli insegnamenti di Gualtiero Marchesi. Il candidato e l’ex studente della Scuola non saranno in gara: il loro, piuttosto, vuole essere un dialogo costruttivo. L’idea è quella di mostrare al pubblico a casa che cosa significhi cucinare “a regola d’arte”, valorizzando la materia prima senza ricorrere a sovrastrutture e prestando attenzione alle tecniche. Perché – come afferma Gualtiero Marchesi – “la capacità di un cuoco poggia su due pilastri: la conoscenza della materia e dei modi di trattarla nel rispetto della sua natura”.

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«La nostra mission – spiega il general manager di Alma, Andrea Sinigaglia – è promuovere l’eccellenza agroalimentare italiana nel mondo attraverso la solida preparazione professionale di cuochi, pasticceri e responsabili di sala. Il format de ‘Il Pranzo della Domenica’ ci permette di evidenziare questa nostra specificità. Il messaggio che vogliamo veicolare è che, seppure siano accomunati dalla passione per la cucina, la distanza che separa il semplice foodie dal cuoco è notevole: padroneggiare l’arte della cucina, conoscere le tecniche e la materia prima, avere nozioni di storia della gastronomia e comprendere che la nostra identità non può prescindere dalla cultura del cibo. È necessario affrontare un percorso formativo ad hoc, sotto la supervisione di maestri e professionisti».

(foto di Vincenzo Di Cillo e istituzionali Alma)