Sul muro del fu Casoni (e Giacosa) inaugurata la targa per il centenario del Negroni

targa centenario del negroni

Inaugurata a Firenze di fronte agli ultimi eredi del conte Camillo Negroni la targa dono di Campari, che incide su pietra il sempiterno ricordo del centenario del Negroni

Una nuova targa adorna le mura di Firenze, ed è forse l’unica in Italia a celebrare un cocktail. Ieri mattina, in una grande cerimonia patrocinata da Campari, è stata rivelata l’incisione che celebra il centenario della nascita del drink italiano più amato al mondo. Il Negroni, la cui storia è ormai stata narrata più e più volte, è ora consegnato all’immortalità, e le pareti che lo videro nascere porteranno per sempre il suo nome sopra, a beneficio dei passanti, dei turisti, ed dei sempre orgogliosi fiorentini.

Ottenere il riconoscimento nel centenario del Negroni non è stato facile, ed il merito è senza dubbio del lavoro fatto dal storico e barman Luca Picchi, che anno dopo anno ha saputo ricostruire la storia di questo cocktail e dei suoi protagonisti, fino a portarlo alla ribalta internazionale. Non a caso, lo stesso Picchi è uno dei protagonisti menzionati nel volume “Toscana da Bere” in cui racconta il suo Negroni.

targa centenario del negroni

Di pari passo è da lodare l’impegno di Campari, da sempre  il cuore rosso di questo drink, che da parte sua ha spinto a livello italiano ed internazionale per il riconoscimento del cocktail come parte del patrimonio gustativo italiano. Una vittoria di tutti, che nell’anno del centenario del Negroni sigilla una volta per sempre l’amore della città per il suo cocktail simbolo.

(Photo Martino Dini)

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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