Vincere è bello, replicare ancora di più: per il secondo anno consecutivo, il bitter Amaranto (liquorificio “Il Re dei Re” di Fabio Elettrico) è medaglia d’oro agli agli International Spirits Award ISW

È notizia di questi giorni che il miglior bitter al mondo proviene proprio dalla regione del conte Negroni. Il Bitter Amaranto, prodotto dal liquorificio Il Re dei Re si è infatti guadagnato la medaglia d’oro nella propria categoria agli International Spirits Award ISW 2019, oltre al massimo riconoscimento come miglior bitter al mondo 2020. Una riconferma, visto che il titolo era toccato al bitter della città labronica anche nel 2019.

Fabio Elettrico, titolare dell’azienda, ha deciso da alcuni anni di riprendere in mano le tradizioni della sua famiglia e aprire un opificio dove produrre liquori, amari, vermouth oltre a distillati (sambuca e gin) allo zafferano. “Sono molto felice di questo risultato – dichiara Elettrico, cosentino di origine ma toscano d’adozione – e lo voglio dedicare a Livorno, città che mi ha accolto e dove mi sento a casa”.

Il bitter Amaranto nasce da un accurato studio durato diversi anni, ed è ottenuto tramite infusione idroalcolica di erbe aromatiche, radici, fiori, zafferano, scorze di agrumi. Si contraddistingue al naso per sentori predominanti di china, rabarbaro, genziana, mentre in bocca emergono con personalità le note di genziana ed arancia. Ottimo in miscelazione, ma da gustare anche liscio.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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