Non solo ristoranti d’alta fascia: per chi vuol concedersi un calice (o una bottiglia….) di champagne a Firenze, ecco un po’ di suggerimenti con le migliori selezioni di bollicine francesi

Non ci sono soltanto i ristoranti d’alta fascia, dove concedersi un calice di champagne a Firenze. Soprattutto se si vuol acquistare una bottiglia, la città del David offre una serie di soluzioni – enoteche, ma anche gastronomie e forni – dove trovare un’ampia o particolare scelta delle pregiate bollicine francesi. Ne abbiamo selezionate alcune:

Dolce Emporio (Borgo San Frediano)

Da meno di un anno una delle botteghe più antiche dell’Oltrarno ha riaperto all’insegna del gusto, della ricerca e della sostenibilità. Attorno a uno scenografico bancone realizzato con materiale d’epoca vi si degustano eccellenze di tutta Italia – dai pomodori di Ciro Flagella ai prodotti della linea Fiori di Spezie (foie gras, caffè, biscotti, dolci, ecc…) – selezionate dallo chef Fabio Barbaglini. Non manca una selezione di piccole maison di bollicine francesi.

Pane Amore e Fantasia (via Ponte alle Mosse)

Da almeno un decennio, Lulzim Vulashi ha trasformato un forno – Pane, Amore e Fantasia – in un caveau di champagne ricercati. Letteralmente, perché ogni anno il fornaio buono di via Ponte alle Mosse passa settimane in Francia alla ricerca di maison. E oggi intere pareti della sua gastronomia sono allestite con alcuni tra i migliori champagne al mondo, per un totale di circa 200 bottiglie (dal Dom Perignon al Salon, dal “Femme” di Duval-Leroy al Ruinart nelle annate più eccellenti, fino al “Belle Epoque” della maison Perrier-Jouët a Jacques Selosse o al Krug, il “Sir Winston Churchill” di Pol Roger o le grandi annate di Bollinger…

Gastronomia Galanti (piazza della Libertà)

Abbiamo una selezione di quasi 200 etichette di champagne tra piccoli produttori e grandi maison. Si va da Krug, dom Perignon (comprese le loro rarità come i collection, P2,P3) Bollinger, POL Roger, Ruinart e tante altre maison al mondo dei piccoli produttori come Selosse, Agrapart, chartogne Taillet, Vergnon, Marie Noelle Ledru, Pouillon, e tanti altri

Gurdulù (via delle Caldaie)

Qualche tempo fa ha cambiato volto, diventando un’affermata gastronomia. Insieme a una serie di prodotti gastronomici, sul fronte champagne collabora con la maison Guy Moussy. In carta Giovanni Rasoti propone il Blanc de Blancs Extra Brut, il Brut Rosè e il Blanc de Blancs Brut Grande Reserve Millesime 2012. Una delle referenze è sempre presente al bicchiere, a rotazione.

Enoteca Bruni (Borgo Ognissanti)

Recentemente premiata con le 3 bottiglie dalla guida del Gambero Rosso, con oltre 3500 referente ha la più ampia cantina dedicata ai vini naturali d’Europa e una filosofia purista sia in ambito di vino che di cibo. Gestita dai fratelli Stefano e Alberto Bruni, entrambi appassionati di vino e talent scout in ambito enologico così come di salumi pregiati e formaggi rari (ha da poco riaperto a pranzo), comprende una collezione di champagne davvero interessante, per numero e rarità di bottiglie.

Da Burde (via Pistoiese)

Beh, ormai lo sapete: Burde non è una semplice trattoria. E men che meno quando si parla di champagne: il connubio tra la cucina di Paolo Gori e la sommellerie del fratello Andrea fanno sì che in via Pistoiese si possa accompagnare un pasto con bottiglie come il Drappier Carte d’Or, il Th Petit Grand Cru Ambonnay 2012, il Pol Roger Vintage 2012, il Cattier Brut Premiere Cru…. e ovviamente il Cristal.
Articolo precedenteIl Birraio dell’Anno 2020 è il laziale Giovanni Faenza del birrificio Ritual Lab
Articolo successivoIl Gingegnere racconta il mondo del Gin: “25Zero14”, il distillato di Castenedolo
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

Rispondi