Ecco un locale che ha fatto degli hamburger di carne chianina il proprio punto di forza, anche (ma non molto) prima che a Firenze diventasse mainstream: è il Lungarno23

In città ormai si è conquistato un nome, più che altro per la trovata – degna dell’uovo di Colombo, per la sua semplicità – di servire carne di altissima qualità in un formato, quello dell’hamburger, che in altri momenti avrebbe fatto storcere il naso a più di un osservatore. Invece è proprio questa, la chiave di lettura del successo di Lungarno23 (www.lungarno23.it), sul lungarno Torrigiani, a Firenze. L’abbiamo provato, dopo una prima incursione qualche mese fa, ed ecco il risultato:

lungarno23 chianina hamburger

Iniziamo da un dato, forse piuttosto scontato. Il piatto è lontano anni luce da qualsiasi sua versione offerta dai fast food, e – visto il prezzo – non avrebbe potuto essere altrimenti. I tempi di servizio sono stati forse eccessivamente lunghi, soprattutto per un martedì sera in bassa stagione, ma possiamo dire che ne è valsa la pena. Il panino in sé non è il massimo della maneggevolezza, se qualcuno volesse mangiarlo con le mani, ma il fatto che venga servito praticamente “scorporato” nei suoi ingredienti di base – carne, lattuga, pomodoro – mostra con chiarezza che l’uso di forchetta e coltello è da preferirsi. La carne, i cui dati sono illustrati in un foglio presente su ogni tavolo, è effettivamente di alta qualità, così come gli altri ingredienti. Notevoli anche le patate, croccanti e salate al punto giusto. Accattivante anche la versione dell’hamburger con il burro aromatizzato alle erbe, il “tecnico”. Un po’ di parsimonia sulla cipolla, servita in una ciotolina a parte, mentre ciò che risulta difficile da affrontare è la parte superiore del panino, quella coi semi di sesamo. Si tratta di un tipo di pane molto più consistente di quello dei panini da fast-food, ma proprio per questo meno facile da mandar giù. Mentre la parte inferiore si imbeve dei succhi della carne e delle salse, infatti, quella superiore resta asciutta e alla fine pare destinata a restare intonsa. Il tutto a 15 euro.

foto 2

Le altre varianti, come da menù, spaziano dagli ingredienti aggiuntivi – la pancetta croccante (normale o di Cinta senese) oppure la fontina e il pecorino – oppure nelle dimensioni dell’hamburger e c’è persino  il secondo medaglione di carne. Ottimi gli abbinamenti con birre artigianali, e la possibilità di una variante vegetariana. Nel menù sono presenti anche altre “variazioni” sul tema della chianina (i piatti prendono il nome dai tori più famosi dei maggiori allevamenti della Val di Chiana), insieme a insalate e taglieri di salumi e formaggi, ma l’offerta di allarga anche ai primi piatti. Regina indiscussa resta però la chianina, che il menù racconta essere presa “dagli allevatori della zona di origine con un’accurata  di questa nobile razza bovina La carne (…) arriva in tavola secondo una cortissima filiera produttiva e distributiva. (…) I piatti sono preparati unicamente con prodotti provenienti da piccole realtà artigianali prevalentemente, ma non solo, della Toscana”. Insomma, è uno di quei casi in cui la qualità batte la quantità: in altre parole, il prezzo sarà anche il triplo di un panino da fast-food, ma l’esperienza gastronomica che offre è decisamente superiore e del tutto appagante.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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