A Pescia (Pistoia) la giovane imprenditrice Chiara Cantini ha ideato MemeCocktails, una linea di cocktail in barattolo. Ecco la sua storia

L’innovazione nel mondo dei cocktail è donna. Molto spesso si dice che il gentil sesso sia capace di essere multitasking, portando avanti più progetti contemporaneamente, e Chiara Cantini che nella vita fa la bartender, la mamma e l’imprenditrice – ha creato il brand MemeCocktails – ne è una splendida dimostrazione made in Tuscany.

chiara cantini memecocktails

Nata a Poggio a Caiano (Prato), questa ragazza ha individuato la sua strada nel mondo del bar e della ristorazione fin da giovanissima. Spinta dalla voglia di vedere il mondo trasforma inoltre la sua passione lavorativa in modo di viaggiare il mondo, trasferendosi di volta in volta da Londra alla Nuova Zelanda, dall’America all’Australia, scoprendo nuove realtà e soprattutto crescendo professionalmente.

chiara cantini memecocktails

Rientrata in Toscana, Chiara Cantini si trasferisce a Pescia, città di suo marito (nel settore della moda ed inventore di un nuovo metodo di colorazione del pellame attraverso il vino, un’altra bella storia di beverage nostrano) e decide di mettersi in proprio. Grazie anche ad una serie di incontri fondamentali (come quello con i titolari di Giù da Scara e Beo a Cortona, oppure quello con Opificio Nunquam) nasce in lei l’idea di creare una linea di cocktail pronti da bere, imbottigliati in simpatici ed ecologici barattoli di vestro. Preparati solo con prodotti del territorio, i Meme Cocktails possano essere goduti a casa, in barca, in aereo (essendo 100ml) oppure da proporre ad un party con gli amici. Serviva solo un nome per cominciare, e la scelta è stata Meme, ispirato alla memetica.

Questa linea di ready-to-drink ripropongono alcuni dei grandi classici della miscelazione reinterpretati con un tocco personale, e contemplano la giusta quantità di diluizione per essere gustati freddi dal frigorifero senza ghiaccio (non a caso il claim è FREDDAMI / AGITAMI / BEVIMI / RICICLAMI), oppure aggiungendo giusto qualche cubetto. Dalla durata minima di sei mesi, ad una scadenza pressoché infinita per il Negroni, questa gamma di cocktail conta già sei referenze. L’avventura di Chiara è appena iniziata, ma questa giovane imprenditrice ha le idee ben chiare: i suoi cocktail 100% toscani potranno andare lontano.

Previous articleFirenze: da Gurdulù arriva Stefano Cavallini, il primo chef stellato fuori dall’Italia
Next articleIn un ristorante di Pisa una delle più belle collezioni di whisky della Toscana
Federico Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…