One Night in Beijing, la cucina orientale nel segno delle soluzioni creative

A Porta al Prato – nella rotonda dei Barbetti che tante volte ha cambiato vita – ha aperto i battenti One Night in Beijing, un fusion bar e ristorante con piatti d’impronta cinese nelle materie prime e tecniche di cucina, ma aperti a soluzioni creative e mai banali

One Night in Beijing la cucina orientale nel segno delle soluzioni creative

Chi ha familiarità con la rotonda di Porta al Prato, scavando nella memoria, potrà ricordarsi di aver cenato in una pizzeria, una steak house, un ristorante e così via. Adesso nella rotonda dei Barbetti – dal nome dell’intagliatore senese che nel 1863 acquistò l’area (due ambienti circolari collegati fra di loro e coperti da un lucernario centrale) – ha trovato posto un nuovo ristorante, probabilmente destinato a lasciare il segno in maniera importante. Dopo un laboratorio artistico, un magazzino, un maneggio, una concessionaria di automobili, un’agenzia ippica e così via, adesso tocca a One Night in Beijing, grazie alla volontà imprenditoriale di uno degli ex soci del Fulin.

One Night in Beijing la cucina orientale nel segno delle soluzioni creative

Varcando la soglia del ristorante, l’impressione è di entrare nel topos dell’autentico locale cinese d’alta fascia, con gli interni contemporanei ed evocativi: al piano terreno, dove si trova il Sushi Bar i colori dominanti sono il bianco e nero del pavimento di marmo, mentre il bianco e l’ocra dei pavimenti del primo piano – dove è situato il ristorante e il bar vero e proprio – ben si mixano con il rame del bancone del bar e delle foglie di loto sul soffitto e con la struttura ottocentesca. La balconata superiore è illuminata dai giochi di luce sui tessuti dei divani. Il nome One Night in Beijing si ispira al titolo di una famosa canzone che narra di una storia d’amore nell’affascinate atmosfera della notte di Pechino, e fonde il canto tradizionale tipico dell’opera cinese con il rock contemporaneo interpretata dagli Shin, gruppo rock celebre in Asia.

involtini-di-pesce

Sebbene la struttura abbia diverse anime che provano a coesistere in maniera armoniosa mantenendo ognuna la propria identità – inclusa quella che porta nei menù la bistecca alla fiorentina – è la cucina cinese a giocare un ruolo fondamentale. Nel crocevia gastro-culturale che porta con sé, One Night in Beijing dà il meglio di sé nella sapiente commistione tra ingredienti e preparazioni tradizionali da un lato, e soluzioni non convenzionali dall’altro.

spinaci-beijing

Per la cucina orientale non solo è fondamentale soddisfare il palato, ma anche la vista e l’olfatto. E l’impronta voluta dallo chef Sun Li Wei – di origine cinese ma che vive a Vienna da quando era bambino e dove ha aperto il suo ristorante Küche 18 – propone una cucina orientale che si ispira a quella della tradizione cinese, giapponese, vietnamita e thailandese ma i cui piatti sono reinventati in stile contemporaneo per soddisfare una clientela sia italiana che orientale e internazionale, più attenta alle combinazione dei 5 sapori fondamentali (acido, piccante, amaro, dolce, salato), delle 6 gradazioni del gusto (fresco, fragrante, profumato, fermentato, grasso, forte) e delle 4 consistenze (fondente, croccante, secco, morbido). Ne è un esempio il piatto nella foto in alto, gli spinaci Beijing con arachidi salate, fagioli e pinoli.

 

nigiri-manzo e uova di quaglia

Oppure piatti – come questo carpaccio di manzo e uova di quaglia – che rispettano la stagionalità, la freschezza e la qualità delle materie prime, realizzati con abbinamenti talvolta sorprendenti e ben curati nella presentazione. Da segnalare anche le vongole sake (vongole veraci cotte in un pentolino con il sake), l’anatra con mango (anatra con mango fresco e salsa di mango) oppure i gamberi long jing(gamberi cotti con tè long jing in brodo di pollo). Interessanti anche i piatti tipici come gli uramaki, i nigiri, i sashimi i sushi gunkan, proposti con ingredienti nuovi, così come la tartare di gambero rosso di Mazara con fondo di avocado in salsa di tartare. 

La carta dei vini

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La carta dei vini comprende circa 45 etichette tra vini toscani, italiani e esteri. La selezione comprende vini rossi, bianchi, rosé e bollicine italiane e francesi prodotti da aziende vitivinicole più blasonate e conosciute senza dimenticare alcune proposte con un buon rapporto qualità/prezzo. A consigliare il miglior abbinamento dei vini con i piatti è la sommelier Tiziana Cantini, fresca vincitrice della borsa di studio I Balzini vinta come miglior giovane sommelier del 2017. 

Il Cocktail Bar

Il cocktail bar di One Night in Beijing propone un’ampia selezione di drink per ogni momento della giornata. Accanto ai cocktail più tradizionali si trovano anche quelli di ispirazione orientale per scoprire i sapori e i profumi d’oriente grazie alla presenza di spezie tipiche come lo sciroppo di Sichuan, lo zafferano oppure lo zenzero. Il bartender è Fabio Graffi, alle spalle una lunga esperienza nei locali della nightlife fiorentina, creatore dei cocktail di ispirazione orientale.

One Night in Beijing

Fusion Bar &Restaurant
rotonda dei Barbetti
via il Prato 14/r – Firenze
http://www.onenightinbeijing.it
ristorante@onenightinbeijing.it
telefono: 055 260 8885

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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