A Torgiano, tra le colline a pochi chilometri da Perugia si trova la Osteria dei Birbi, ristorante che coniuga bene la rusticità del contesto con una cucina di qualità, attenta agli accostamenti e brillante nelle soluzioni creative

IMG_1538

I nostri viaggi del gusto oggi ci portano a Torgiano, sulle colline a sud di Perugia, lungo quella che – informalmente, per il momento – possiamo definire la “strada del cashmere”. Ci fermiamo a cena alla Osteria dei Birbi, in un ristorante non facile da raggiungere, ma da queste parti le strade in cattive condizioni sono un problema comune a molti… Comuni. Il cammino percorso per arrivare lì, sempre ammesso che le sospensioni dell’auto non facciano scherzi, finisce in cima a una collinetta dove sorge una costruzione dal sapore antico. Entriamo, e la prima cosa che colpisce l’occhio è l’ambiente rustico, informale, che lascia presagire una cucina non particolarmente complessa ma in grado di regalare soddisfazioni. Basta poco, appena il tempo di sederci a farci consegnare il menù, per doversi ricredere: accanto a una lista dei vini non troppo ampia ma orientata allo stile dei vini umbri c’è una carta fatta di piatti interessanti, stimolanti. Nulla da far restare a bocca aperta, intendiamoci, ma abbastanza per far nascere aspettative di una cena interessante.

IMG_1539

Dopo l’inattesa entrée  – una crema di broccoli con acciuga – che arriva un po’ a sorpresa, visto lo stile rustico, ordiniamo. Tra gli antipasti (in carta tra gli 8 e ii 15 euro) scegliamo la tartara di chianina in tre gusti (foto in alto): la prima con capperi e pomodoro confit, la seconda col tartufo nero, la terza con l’uovo di quaglia. Tre abbinamenti riusciti, soprattutto i primi due, con una carne tenera e dell’olio di pregevole fattura. Un piatto che vale gli 11 euro cui è proposto.

IMG_1541

Dal momento che il numero tre ha portato bene con l’antipasto, saltiamo i primi e proseguiamo sulla falsariga della trinità con le costine d’agnello in tre cotture. Ossia con la carne rispettivamente impanata in modo tradizionale, con una panatura grossolana di pistacchio e infine grigliata. Per gli appassionati di agnello è un piatto interessante, perché dà la possibilità di saggiare cotture e preparazioni diverse, per chi non ama questo tipo di carne il sapore può risultare un po’ forte. Questione di gusti, of course. Ma resta la pregevolezza di un piatto curato, ben presentato, servito a temperatura corretta e soddisfacente, per il 19 euro cui è proposto. Abbiamo accompagnato le costine con un contorno di carciofi e fiori di zucca fritti, scoprendo i primi molto più riusciti dei secondi, leggermente unti. Il mix è in menù a 5 euro, così come ognuno dei due.

IMG_1542

Concludiamo la cena con un dolce a base di crema chantilly, millefoglie e fettine di pera con una copertura soft di cioccolato. Inaspettatamente leggero, si è rivelato  un modo adeguato di finire il pasto. A fine cena, chiediamo spiegazioni sul nome del ristorante: si chiama Osteria dei Birbi perché i birbi esistono davvero, sono due, Luca Ciabattini e Amanda Masoni, marito e moglie che da 13 anni mandano avanti il ristorante. Il nome è una contrazione di “birbanti”, in senso bonario: un soprannome che potrebbe forse non addirsi tanto a una coppia di ristoratori, cui sono richieste altre doti. Eppure a conti fatti, viste le peculiarità della cena, lungo la strada di Torgiano non ci hanno giocato alcun tiro mancino.

Articolo precedenteA tavola coi Papi: Giovanni XXIII e la polenta
Articolo successivoCucina tipica: il “drogo” e lo stufato alla Sangiovannese
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

Rispondi