OverFit, il ristorante che calcola quante proteine, carboidrati e calorie stai assumendo

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Abbiamo provato il ristorante OverFit, alla periferia di Firenze, incuriositi dalla fama di locale salutista. In effetti il menù riporta, oltre al prezzo, anche le calorie (e fin qui poche novità) e i quantitativi di proteine, carboidrati e grassi di ogni singola portata. Altro che mezza porzione: i piatti hanno la versione “mass”

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Come vi gustereste una cena, conoscendo già in partenza l’esatto numero di calorie che state per ingurgitare (pardon, assimiliare)? Se non vi sembra abbastanza, immaginate di sedervi a tavola e sapere in anticipo quanti grassi, quante proteine e quanti carboidrati state per ingerire. Magari sarete sollevati da questa nuova consapevolezza, magari invece continuerete la cena con qualche senso di colpa. E mentre finora eravate abituati alla “mezza porzione”, adesso potrete cimentarvi con la versione “mass mode” (piatti che contengono il doppio della porzione normale) e “protein mode” (con doppia razione di proteine). Se tutto ciò vi sembra difficile da gestire, beh… potrete sempre sgarrare e cedere alle tentazioni. Tutto ciò è il ristorante OverFit, nella zona periferica tra Firenze e Scandicci.

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Abbiamo scoperto OverFit quasi per caso, trovandoci catapultati in pieno mood salutista: accanto agli elementi canonici, ossia nome del piatto e prezzo, il menù – nella foto in alto – riporta una serie di tabelle che comprendono anche le calorie complessive, la quantità di lipidi, proteine e carboidrati, il tutto bellamente evidenziato con una barra colorata. Più questa è lunga, meno il piatto è dietetico. Inoltre sono evidenziati, al pari di quanto avviene nei menù tradizionali con pietanze vegetariane o piccanti, i piatti con bassa quantità di grassi o carboidrati, e quelli con grandi quantità di proteine. Ogni partita ha però un’eccezione, lo “sgarro”, decisamente meno salutista delle voci precedenti.

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Partiamo dal contesto: OverFit è al primo piano di un edificio a due piani fortemente influenzato dalla presenza della palestra, nella zona vicina al cinema Uci. L’arredamento è essenziale e minimale (ai confini della mensa aziendale), ma non privo di un certo gusto. Al muro una parete a lavagna con frasi motivazionali, e un sacco da boxe lungo le scale che portano alla sala da pranzo.

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Passiamo in rassegnail menù di OverFit: più che i prezzi, in linea con i tipi di piatti offerti, ci colpiscono i numeri. Con le sue 135 calorie la vellutata terrebbe a bada i sensi di colpa, ad esempio, ma la voglia incalzante di uno spaghetto viene sedata dalla consapevolezza del dazio delle 580 calorie.

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Alla fine scegliamo un antipasto, i felafel di ceci con salsa tzatziki (7 euro, 308 calorie, 15 proteine, 31,5 carboidrati, 11 grassi) che a prima vista ricordano un po’ i cookies e non fanno pesare più di tanto la mancanza di intingoli goduriosi. Non male, infatti: leggeri e ben cotti, del tutto in linea con lo spirito del ristorante.

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Proseguiamo poi l’assaggio dei piatti di OverFit con il pollo al curry con verdure saltate (8 euro, 160 calorie, 24 proteine, 11,8 carboidrati, 1,1 grassi): piatto semplice ma saporito, anch’esso in linea con il contesto. Cibo leggero, cotture semplici ma non per questo mortificanti le papille, tutt’altro. Per chi vuole controllare il proprio regime alimentare è un buon compromesso.

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Passiamo al pesce: il menù di OverFit propone un trancio di tonno, anch’esso su letto di verdure alla julienne. Come si può vedere dall’immagine, forse il piatto è un filino essenziale, ma – si torna sempre lì – in un locale che fa del salutismo e della attenzione alle calorie la sua cifra distintiva, è esattamente ciò che ci si aspetta.

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Chiudiamo con il dessert, dove la presenza di uno “sgarro” è palese nella differenza di lunghezza della barra colorata. Si va da quelli meno calorici come il rocher di ricotta e salsa ai frutti di bosco (129 calorie) fino ai tre cioccolati (875 calorie). Abbiamo assaggiato il cannolo di ananas con mousse allo yogurt e cioccolato fondente. Tranne forse per un’eccessiva liquidità del piatto, e per la scelta di usare quel tipo di cioccolato anziché magari uno fondente “vero” a scaglie, è stato un dolce piuttosto gradevole, leggero, facilmente replicabile anche a casa.

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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