Quattro chef toscani – Marco Stabile, Gaetano Trovato, Cristiano Tomei e Filippo Saporito – alla ricerca di un’idea per mettere d’accordo la Toscana a tavola, e presentarsi ad Expo2015 con un piatto tipico 2.0. In scena a marzo a Siena “Toscana Terra del Buon Vivere”.

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Sembra già di sentirli, i mille cori dei mille campanili di Toscana. Chi dice pappa al pomodoro, chi risponde acquacotta. Chi punta sul cacciucco, chi sul “gattò”, chi tifa per la cioncia e chi osanna i rocchini di sedano, e chi più ne ha più ne metta, dalla bistecca al panforte, dalla scottiglia alla zuppa di farro, dai testaroli alle fiche maschie di melù.

TOSCANA che vai, piatto tipico che trovi: e per ognuno, il più tipico è sempre il suo, non per nulla il “granducato” è la terra che da sola copre il dieci per cento delle tipicità censite come “bandiere del gusto” sul suolo nazionale.

E ALLORA, quale sarà il “piatto del buon vivere” che nell’anno dell’Expo mondiale all’italiana tutto dedicato al cibo, alla nutrizione, all’alimentazione sostenibile ma anche vivaddio al gusto del bello e del buono, quale sarà il piatto che consegneremo alle generazioni future come il “moderno piatto della tradizione toscana”? Lo sapremo a fine marzo, e a svelarci l’arcano saranno quattro delle “toque” più rappresentative della Toscana culinaria. Succederà a Siena, che la Regione, Artex, Unioncamere e chi più ne ha più ne metta hanno scelto come palcoscenico di anteprima per dare un’idea della “terra del buon vivere” (questo lo slogan ormai consacrato) che milioni e milioni di visitatori potranno “assaggiare” (e mai termine non fu più azzeccato) nei padiglioni dell’Expo milanese. Soprattutto nel primo mese, visto che per l’appunto la Toscana sarà la protagonista dell’apertura nel Padiglione Italia, e avrà giusto venticinque giorni, dal Primo al 25 maggio, per offrire tutto il suo gran catalogo di bellezze e di bontà, ma anche di idee (già, di idee: perché la piramide alimentare e gli studi sulla nutraceutica sono pensate mica da poco, in un mondo ormai eternamente a dieta e quasi soffocato – almeno quella parte di mondo che se lo può permettere…- dalle diete e dalle malattie legate al sovrappeso, alla sedentarietà, all’ansia, alle tensioni ecc ecc).

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SUCCEDERA’ a Siena, s’è detto. Alla fine di marzo, dal 27 al 29. Quattro chef, tutti “tesserati” per la medesima associazione, gli Jeunes Restaurateurs d’Europe: a tirare le fila Marco Stabile, chef stellato e patron all’Ora d’Aria di Firenze; con lui Gaetano Trovato, due stelle Michelin da Arnolfo a Colle Val d’Elsa, Cristiano Tomei, neo-stellato viareggino ai fornelli dell’Imbuto, ora allestito all’interno del Lu.C.C.A. (Lucca Center of Contemporary Art), e infine Filippo Saporito, che apre in questi giorni con la moglie Ombretta la sua “nuova” Leggenda dei Frati a Villa Bardini, splendida terrazza su Firenze . Saranno loro a pensare e preparare questo piatto  “semplice ma incisivo – spiega lo stesso Marco Stabile – ma in ogni caso un piatto moderno che rappresenti la tradizione della gastronomia toscana”.

E SARANNO tre giorni ricchi di iniziative in una delle vetrine sicuramente più suggestive della Toscana, cuore di una delle province che più producono e offrono in termini di eccellenze e di tipicità, dalle denominazioni del vino a quelle dell’olio, dai dolci alle carni, dai salumi ai formaggi… C’è un titolo per tutto questo, è “Toscana terra del buon vivere”, un programma molto ricco che si dipanerà tra Piazza del Campo, il Palazzo Pubblico, la Piazza del Mercato ma coinvolgerà altri angoli suggestivi della Città del Palio. Teatro, in quei giorni, dalle 10 alle 20 con accesso libero a tutti – almeno alle manifestazioni e iniziative che non prevedono prenotazioni o numeri chiusi – di mercatini a chilometro zero (non fa mai male…) e di show cooking, di lezioni “collettive” di cucina, di degustazioni dop e igp con i consorzi di tutela, dibattiti e visite guidate, wine tasting anch’essi guidati. Perfino di due gare vere e proprie, o meglio “contest”, come fa tanto figo dire oggi: una di cucina con il vino, “dove il vino – racconta ancora Marco Stabile – non sarà complemento nel bicchiere per un piatto ma sarà proprio ingrediente protagonista di quel piatto”, riservata agli studenti degli istituti alberghieri toscani; l’altra, se si vuole più “democratica”, roba davvero da far venire altro che acquolina in bocca… l’altra sarà “Tipi di pici”, rivolta invece ai foodblogger e aperta però anche ai semplici appassionati, purché residenti in provincia di Siena (insomma, se volete partecipare, affrettatevi a cambiare residenza…). Simpatico e curioso, ma ahimé ristretto, anche l’invito a cena a casa di famiglie senesi, che però sarà riservato solo a un piccolo manipolo di chef, tutti del gruppo JRE: pazienza, consoliamoci per l’occasione perduta pensando che avremo da marzo dieci ambasciatori in più per i sapori e le coccolare made in Toscana. Per saperne di più: www.buonviveretoscano.it.

MA NON FINISCE qui. C’è dell’altro, e comunque divertente. Contemporaneamente (ohiohi che brutta parola…  vabbè…) parte un’altra gustosa iniziativa. Rivolta a chi ha voglia di raccontare: giornalisti, blogger, scribacchiatori d’ogni tipo e d’ogni età, fatevi sotto.  Vetrina Toscana, il progetto della regione e di Unioncamere nato per valorizzare le tipicità e le tradizioni di questa terra, lancia “Storie di piatti e di territori“. Insomma, la Toscana che i toscani – e non solo, ovvio – raccontano attraverso la tavola. I ricordi della nonna o il cacciucco della zia (la mia lo faceva spettacolare, a Cecina…), le proprie abilità nel trattare questo o quel prodotto, questo o quel piatto: invece di vantarvi sui social, o magari oltre a vantarvi sui social, raccontatele. Meglio con foto, meglio ancora con video. Anche questo è un contest, una gara, perché anche qui per i migliori ci saranno sorprese. Di certo la lettura “live” ai giornalisti e ai media del mondo intero nei giorni di expo, in speciali luoghi dedicati; di certo la realizzazione “live” insieme ai Ragazzi di Sipario, coop sociale che inserisce ragazzi con disabilità nel mondo del lavoro grazie alla ristorazione e altre attività. Di certo la realizzazione di un e-book che resterà pubblicato, e sarà promesso in sede di Expo 20’15. Su www.storiedipiatti.it trovate tutto quello che vi serve.

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