Il format Dinner in the sky arriva a Napoli e Caserta, con una parata di chef stellati e il maestro pizzaiolo Franco Pepe. Ma un altro big della pizza, Francesco Martucci, ha annunciato che non parteciperà

Sono passati appena pochi giorni, da quando un attento osservatore del mondo dell’arte bianca mi ricordava l’elevato tasso di litigiosità che caratterizza la categoria dei pizzaioli, soprattutto nelle zone tradizionalmente più vocate. Ed ecco che in occasione dell’arrivo del format Dinner in the Sky a Napoli e Caserta, nella prima metà di giugno, la possibilità di essere i primi nella storia a cucinare una pizza a 50 metri d’altezza porta con sé uno strascico polemico.

Procediamo con ordine: il format arriva in Campania per la prima volta – dal 2 al 6 giugno a Napoli (Fontana dell’Esedra Mostra d’Oltremare) e dal 10 al 13 giugno a Caserta (Belvedere di San Leucio) e viene annunciato il programma gastronomico: “una parata di chef stellati e il maestro pizzaiolo Franco Pepe che preparerà la pizza per la prima volta al mondo a 50 metri di altezza”. Insieme ai 7 chef stellati che a Napoli cucineranno sospesi tra cielo e terra per 22 esclusivi ospiti – Salvatore Bianco (Il Comandante-Romeo Hotel), Adriano Dentoni (La dispensa di Armatore), Domenico Iavarone (Josè Restaurant), Lino Scarallo (Palazzo Petrucci), Francesco Sposito (Taverna Estia), Luciano Villani (La Locanda del Borgo di Aquapetra) e Marianna Vitale (Sud Ristorante) – ci sarà Franco Pepe, il celebre pizzaiolo di Caiazzo, cui è stata affidata la prima pizza di Dinner in The Sky.

E a Caserta? Gli chef saranno Sunrise, La bolla, Tre Farine, Dolce & Salato e Pasticceria Contemporanea. Ma a preparare la pizza non sarà il più noto interprete casertano della pizza, Francesco Martucci. E’ stato lui stesso a rendere noto di aver declinato l’invito, sui socia, in aperta polemica: “Ho rifiutato la cena a 50 metri di altezza a Caserta – ha spiegato in un post su Facebook – perché ho chiesto che tutti i protagonisti pizzaioli vengano trattati nello stesso modo. Ma purtroppo questo non è possibile perché un pizzaiolo che si crede il Papa ha voluto che l’esclusiva mondiale sia data solo a lui e non tutti insieme in egual modo”. Parole a cui ha replicato poco dopo l’organizzatore Enzo Moriello: “Nessun altro ha chiesto alcuna esclusiva sull’evento: le modalità della partecipazione, riferite a te in fase di definizione della possibile collaborazione, per dovere di chiarezza, erano state concordate già un anno fa. Quando si è definita la data dell’evento a Caserta, abbiamo ritenuto che la tua figura potesse essere rappresentativa della grande competenza e della capacità di rappresentare il nostro territorio al panorama internazionale, da qui il nostro invito a partecipare. Pensavamo possibile la collaborazione tra figure di prim’ordine tra maestri pizzaioli e chef di altissimo profilo, così come è avvenuto a Napoli quando nella definizione del programma, tutti i professionisti hanno dato disponibilità a partecipare in compresenza di altri colleghi, al di là di ogni personalismo”. A quanto pare, il casus belli è stata la gestione dei tempi della comunicazione, oltre al fatto che gli organizzatori avrebbero offerto l’esclusiva a Franco Pepe come pizzaiolo.

Per Napoli e Caserta, prime città del Sud Italia ad ospitare il ristorante più stravagante del mondo, è stato messo a punto un calendario articolato e vario, che punta ad offrire emozioni diverse col passare delle ore. “Ciascun appuntamento sarà riservato a soli 22 ospiti che saranno comodamente seduti in poltrona, in assoluta sicurezza. Con loro, di volta in volta, si alterneranno grandi nomi della cucina, chef stellati, pasticcieri e mixologist per offrire vertigini di gusto irripetibili” spiegano gli organizzatori Vincenzo Moriello e Vittorio Piccirillo.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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