Da Pontassieve ai fiaschi around the world: i 140 anni di Ruffino in 10 pillole

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L’azienda vitivinicola toscana Ruffino festeggia quest’anno i 140 anni di attività, iniziati a Pontassieve e i cui frutti sono oggi presenti in mezzo mondo. Dall’intuizione dei fratelli Ilario e Leopoldo all’ingresso del gruppo Constellation, fino al recupero del fiasco, ecco i momenti salienti della storia di Ruffino

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Quando iniziarono a produrre vino, l’Italia come Stato unitario era nata da meno di vent’anni e il torneo di tennis di Wimbledon vedeva la sua prima edizione. Ebbene, a Pontassieve iniziava la storia vinicola di Ruffino. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti e tanto vino nelle botti, tanto che oggi l’azienda celebra i 140 di attività con una bottiglia speciale, un vino che più di un secolo fa ha fatto la fortuna dell’azienda: il chianti stravecchio con il nome Chianti Riserva. Ecco i momenti più salienti di una storia lunga 140 primavere.

1877 – Quando tutto ebbe inizio

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Nata dall’intuizione dei due cugini Ilario e Leopoldo, che nel 1877 videro in Pontassieve ­- piccolo borgo di mezzadri unito a Firenze dall’Arno e dalla ferrovia – il luogo ideale dove deporre la prima pietra della cantina che porta ancora il loro nome: la Ruffino. Dopo 140 anni, una alluvione e un drammatico bombardamento la cantina è ancora lì sulla ferrovia, ad accogliere chi in treno arriva da Firenze. Fu proprio la locomotiva, mito di progresso del 900, che folgorò i due cugini con un’idea: portare in tutti i continenti, sino a distanze che sembravano infinite, il frutto delle loro colline: il Chianti.

1890 – Il Duca d’Aosta

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La fama di questo vino, chiamato allora solo Chianti Stravecchio, crebbe rapidamente fino a raggiungere i confini nord-occidentali della neonata Italia, dove viveva il Duca d’Aosta. L’illustre personaggio, grande appassionato di vino, si recò in visita alle cantine di Pontassieve e, dopo aver degustato il Chianti Stravecchio, nominò Ruffino fornitrice ufficiale della sua corte, come attesta il certificato datato 31 Dicembre 1890, gelosamente conservato nel museo aziendale.

1913 – La casata Folonari

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Non avendo discendenti a cui poter tramandare la guida delle Cantine di Pontassieve, i due cugini affidarono, nel 1913, le sorti della proprietà di Ruffino alla famiglia Folonari, una famiglia bresciana già operante nel mondo del vino. Con loro Ruffino vive una fase di sviluppo che la porta a collocarsi nelle maggiori denominazioni della toscana e tra le più grandi aziende vinicole italiane. Anche all’estero il successo è grande: si dice che Ruffino sia stato il primo vino italiano a essere importato negli Stati Uniti.

1927 – La Riserva Ducale

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Ruffino nel cinquantesimo anno dalla sua fondazione decise di dedicare al reale estimatore il suo vino più esclusivo, nasceva così la Riserva Ducale, vino che raggiunse subito tutti i migliori ristoranti del vecchio e nuovo continente. Lasciare pressoché immutata la sua etichetta, raffigurante l’episodio in cui il cantiniere porge al Duca d’Aosta il vino a lui riservato, è per la Ruffino un segno di rispetto verso un vino che è storia nel Chianti Classico.

1947 – La Riserva Ducale Oro

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Nata sotto il numero 7, che per i pitagorici era il numero della santità e per gli alchemici della creazione, la Ruffino celebra i suoi compleanni restando nel solco della tradizione toscana, creando vent’anni dopo la Riserva Ducale, un nuovo vino frutto di una grande annata. Nasce una nuova leggenda, da sempre vetta tra le eccellenze del Chianti Classico: la Riserva Ducale Oro.

1950 – Il Rosatello

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Negli anni Cinquanta, quando rinascita e ottimismo verso il domani portarono aria fresca nella vita degli italiani, Ruffino inventa il Rosatello. Fra i primi rosati italiani, è gustato e amato nelle meritate vacanze al mare e nei locali della dolce vita.

1984 – La fascetta del Chianti Docg

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Nel 1984 anno in cui il Chianti diviene una DOCG è del Chianti di Ruffino la prima fascetta, la AAA00000001 e non poteva essere altrimenti visto l’essenziale contributo di Ruffino nel diffondere ed elevare la qualità del Chianti, facendolo conoscere a tutto il mondo.

2011 – Constellation, una nuova famiglia

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A fine 2011 si compie nuovamente un passaggio di proprietà che rappresenta una svolta ed identifica un nuovo corso: Ruffino diventa parte del gruppo americano Constellation Brands, una delle più grandi aziende di wine & spirits al mondo, tutt’ora guidata dalla famiglia fondatrice. Ruffino così entra a far parte di una nuova e grande famiglia.

2014 – Il nuovo fiasco

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Per una casa vinicola con una storia che attraversa i secoli, l’elisir di lunga vita sta nel non tradire le proprie radici ma allo stesso tempo anticipare i tempi e così è stato anche con la nuova acquisizione. Un esempio su tutti è il fiasco, contenitore considerato folcloristico ai più, a cui viene data una forma contemporanea (in alto l’interpretazione artistica di Clet) e rilanciato sul mercato.

2017 – I primi 140 anni

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La storia di Ruffino arriva fino ad oggi, 140 anni di esperienza che non pesano anzi, proprio in questo anno Ruffino è tra le aziende più emergenti della toscana, in costante crescita ed espansione anche per numero di dipendenti. Non smentendosi Ruffino celebra questi 140 anni riproponendo un vino che più di un secolo fa ha fatto la fortuna dell’azienda: il chianti stravecchio con il nome Chianti Riserva. Scelta “Chianticentrica” che denota di Ruffino il rispetto della sua essenza.

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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