Due novità nella ristorazione fiorentina, entrambe all’insegna della parola-chiave “Santo”. Al Santo Graal va via lo chef Simone Cipriani, che da gennaio viene sostituito da Gabriele Andreoni (già al Fico a Scandicci), mentre i titolari del Santo Bevitore entrano nel progetto Gurdulù dove è approdata Entiana Osmenzeza dopo l’esperienza al Se-Sto on Arno
Doppia novità nel mondo della ristorazione fiorentina. Oltre all’annunciata partenza dello chef Italo Bassi dall’Enoteca Pinchiorri alla volta di Verona (grazie ad Aldo Fiordelli per la segnalazione su Consumazione Obbligatoria), in una città alle prese con un periodo di effervescenza con pochi precedenti il Risiko degli chef continua con due avvicendamenti. Entrambi all’insegna della parola-chiave Santo.
La prima novità è l’arrivo al Santo Graal di Gabriele Andreoni dopo l’addio di Simone Cipriani. Quest’ultimo, al termine di quattro anni alla corte di Emanuele Canonico nella struttura di via Romana, a inizio mese aveva deciso di lasciare l’Oltrarno per intraprendere altre strade in cucine differenti dopo aver a lungo fatto sperare i suoi numerosi supporter nell’arrivo di una stella (mentre finora è arrivata “soltanto” – si fa per dire – una forchetta del Gambero Rosso e 14/20 sulla guida dell’Espresso). Resta il pregio di aver portato avanti una cucina contemporanea, legata ai sapori della tradizione. Vedremo che tipo di “nuovo corso” darà il giovane Andreoni, classe 1981, proveniente dal “Fico” di San Martino alla Palma dopo aver studiato ad Alma e aver acquisito esperienze a Villa Cora (2013-15), al Palagio 59 (2011-12), alle “Cassolette” (2010-11) con chef Fabio Barbaglini (1 stella Michelin), e ancora con Paolo Lopriore al “Canto” della Certosa di Maggiano, con Heinz Beck alla “Pergola” dell’hotel Cavalieri a Roma (3 stelle), più stage al “Trussardi alla Scala” con Andrea Berton (2 stelle).

L’altra novità – anche se ormai è datata qualche giorno, un’eternità nel mondo della comunicazione contemporanea – non è tanto l’apertura di un nuovo locale al posto del Cibi in Santo Spirito dove è appena approdata Entiana Osmenanzeza (nella foto in basso), di cui aveva parlato per primo Firenze Spettacolo, quanto il fatto curioso che il Santo Bevitore dia una mano all’ex Cibi, oggi Gurdulù (nella foto in alto), dove è appena approdata Entiana dopo l’esperienza al Se-Sto on Arno adesso feudo di Matteo Lorenzini. Nella compagine societaria del nuovo ristorante di via delle Caldaie, il cui nome è ispirato a un personaggio del Cavaliere Inesistente di Italo Calvino, sono presenti infatti anche Stefano Sebastiani e Marco Baldesi, due dei titolari del Santo Bevitore. Accanto a loro, il trio formato da Pietro Olivari, Marino Vieri e Michele Di Cataldo, tutti uomini legati in un modo o nell’altro al mondo della ristorazione.

In quanto alla presenza del Santo Bevitore, una precisazione è d’obbligo: il locale di via Santo Spirito (pur essendo geograficamente non distante dall’ex Cibi) non entra nel progetto Gurdulù con il proprio marchio, mentre Baldesi e Sebastiani hanno portato il loro contributo in termini di know how ed esperienza. Un bagaglio di esperienze che unito alle skill di Entiana in cucina promette di fare scintille. Verificheremo presto…


