Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Marina di Massa a scoprire Avarello’s

Una chiesa piena di fiori. Che pensieri vi fa venire in mente questa immagine? Un matrimonio magari, un giorno di festa speciale. Invece vi raccontiamo un cocktail bar che sorge in una location davvero particolare, e dove la miscelazione ha un’identità floreale difficile da trovare altrove. Per capire la storia e la filosofia di Avarello’s bisogna conoscere l’uomo che al locale ha dato la vita e il nome, ovvero Fabio Avarello.

fabio avarello avarello's

Nato a Pietrasanta, bartender da quando ha 18 anni, Fabio ha lavorato dietro al bancone di alcuni dei migliori cocktail bar del viareggino, fino ad arrivare tre anni fa alla decisione di aprirne uno proprio. L’idea c’era, mancava la sede. Dopo una lunga ricerca, ecco l’opportunità che stava aspettando: una chiesina sconsacrata, collocata a metà strada tra Marina di Carrara e Ronchi, ad un centinaio di metri dal mare. Questa location unica ha subito convinto e ispirato il bartender, che una volta firmato per il fondo si è dedicato ad una rispettosa ristrutturazione – che, ad esempio, ha mantenuto intatte le volte originali – per far nascere il suo bar.

La caratteristica più sorprendente dell’offerta cocktail di Avarello’s è l’utilizzo dei fiori in miscelazione, non solo come garnish bensì come veri e propri ingredienti. Si possono trovare sapori sconosciuti come quello dei fiori di curaro (da mangiare o in miscelazione), oppure il piccolo dushi button, un fiore super dolce che sorprende il palato. Insieme a questi ingredienti rari, poi, sono presenti anche i più conosciuti come viola, gelsomino e rosa. La cocktail list del locale è divisa in due parti principali: la prima che propone otto cocktail, ognuno preparato con una tecnica diversa (affumicature, spume, velluti, infusioni), la seconda che ne conta altrettanti ma che vede protagonisti i fiori di Bach e le loro proprietà benefiche.

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Grazie a una bottigliera veramente ampia, si può comunque spaziare attraverso i classici e non solo, magari all’aperitivo quando vengono proposti crostoni e salumi del territorio, oppure a tarda notte quando si può assaporare la vera specialità gastronomica del locale, le tortillas farcite. Da non perdere le serate a tema, durante il quale il locale viene completamente trasformato, tanto quanto quelle musicali, in cui si cerca di proporre scelte mai banali come suonatori d’arpa. Che alla fine, in una location del genere ci sta davvero piuttosto bene.

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Federico Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…