Nonostante la paternità del Negroni sia riconosciuta a Firenze, ancora oggi c’è chi rivendica la nascita del celebre drink tra Novara, la Francia e persino il Senegal. Ecco le teorie (senza prove) che si possono trovare in rete e sui giornali

 

Oggi è il giorno dell’anno più lontano dal 1 aprile, il suo antipodo. Sei mesi fa su questa testata usciva un “pesce” diventato virale sui social a proposito della paternità del Negroni attribuita ad una fantomatica famiglia inglese. Se in quel giorno dell’anno tutto vale, oggi abbiamo deciso di riprendere la tematica in chiave estremamente seria per raccontarvi delle due più celebri rivendicazioni extra fiorentine sulla paternità del drink. Teorie del complotto? non proprio. Diciamo piuttosto versioni alternative che, per quanto ricche di fascino, non si basano su nessuna prova reale tranne i “sentito dire” e le tradizioni di famiglia. Ad oggi invece la versione toscana ha solidissime basi di ricerca storica, grazie al lavoro di grandi storici tra cui Luca Picchi.

Il Negroni Novarese

“Firenze ammetta la verità: il cocktail Negroni è nato qui a Novara” titolava in maniera altisonante un’articolo de La Stampa. Secondo a studi non meglio esplicitati di Antonio Poggi Steffanina, presidente della locale Opera Pia, sarebbe stato Carlo Negroni (avvocato e membro del parlamento del Regno d’Italia) ad inventare il celebre cocktail. Carlo Negroni.jpg

Questo illustre cittadino novarese, fine letterato e filantropo,morì senza figli e lascio alla sua città (di cui fu anche sindaco) la sua eredità culturale, oltre che l’Opera Pia che aveva fondato e di cui oggi è presidente Poggi Steffanina. A pochi passi dalla casa di Negroni il novarese sorgeva il celebre Caffè dell’Amicizia, dove un giovane Gaspare Campari invento il suo celeberrimo Bitter prima di portarlo a Milano e di renderlo l’icona mondiale che oggi è. Sono bastati questi due elementi, un cognome ed un’origine comune, a far scattare la molla e a spingere Poggi Steffanina a fare dichiarazioni altisonanti sulla stampa nazionale, anche se, guardando il suo bicchiere nella foto scelta per l’articolo, viene facile pensare che le sue competenze in materia di bar siano limitate.

“Firenze ammetta la verità: il cocktail Negroni è nato qui a Novara”

Il Negroni nato in Senegal

Molto più interessante, e basato su un lavoro di ricerca molto più serio, è il movimento che vorrebbe far risalire il Negroni alla città di Saint-Louis, in Senegal, per mano di un ufficiale Corso. Grazie a un enorme investimento in tempo, denaro, storici e grafologi, i discendenti della famiglia Negroni hanno ricostruito con prove una teoria sostegno delle loro affermazioni familiari. Secondo loro il cocktail Negroni nasce in Senegal, nell’Africa occidentale, oltre mezzo secolo prima dell’attuale storia che lo colloca in Italia.

Pascal-Olivier de Negroni il 4 aprile 1829 in Corsica, si arruolò nell’esercito francese a 18 anni dedicando 44 anni di servizio come corazzato d’élite (cavalleria d’assalto corazzata francese). Durante il suo servizio, Pascal ottenne il grado di Brigadiere Generale, e ricevette la più alta decorazione dell’esercito francese (Légion d’honneur) per aver guidato una carica eroica durante la Battaglia di Reichshoffen.

Mentre combatteva nella guerra franco-prussiana (1870), Pascal era il comandante di un reggimento di Cuirassier di stanza nella strategica regione nord-orientale della Lorena, un territorio conteso tra Francia e Germania. Con sede fuori dalla città di Lunéville e in qualità di alto ufficiale di nobile nascita, Pascal e i suoi colleghi erano spesso iavevano spesso serate libere. In una di queste serate – intorno al 1870 – Pascal presentò al Lunéville Officers Club il suo “cocktail a base di vermouth”, un drink che secondo la famiglia è il capostipite  del cocktail Negroni.

Grazie alla famiglia Negroni che conservava meticolosamente molti dei loro documenti di antenati e corrispondenza, è stata scoperta una lettera che è stata scritta da Pascal al fratello maggiore Roche in cui scrive;

” Per inciso, sapevi che il cocktail a base di vermouth che ho inventato a Saint Louis è un grande successo al circolo ufficiali di Lunéville?”

Il drink a cui si riferisce fu apparentemente creata in onore del suo matrimonio con Blanche Gérard-Fontallard (6 maggio 1857). Durante questo periodo Pascal fu inviato come comandante di base nella colonia francese di Saint Louis in Senegal, Africa occidentale (1855-1865).

Nel tentativo trovare ulteriori prove della pretesa di Pascal Negroni, uno dei membri della famiglia ha viaggiato in Senegal alla ricerca di ulteriori prove del generale che aveva inventato il cocktail durante il suo mandato in Africa, ed ha raccolto alcune testimonianze di discendenti di persone che avevano assistito e sentito in merito alla paternità del cocktail, come questa:

Negli ultimi dieci anni ho lavorato come barista a Saly (Senegal) … Posso dirti che il Negroni Cocktail è molto popolare in Senegal . Mio bisnonno possedeva una fabbrica tessile in Senegal intorno all’anno 1860. L’esercito francese si riforniva di uniformi tropicali in quella fabbrica e mia nonna mi riferì che erano diventati buoni amici con molti ufficiali francesi. Uno di loro, il Capitano de Negroni, ha creato un drink composto da gin (ha aggiunto Campari) e Martini (vermouth) , credo che il Negroni Cocktail abbia acquisito il suo nome.”

Nonostante gli sforzi della famiglia, per ora tutte queste teorie non sembrano avere grossi basi storiche credibili, ma ciò non ha impedito l’uscita di articoli (come quello da cui abbiamo tratto le informazioni) da titoli altisonanti come “New Evidence Negroni was Invented in Africa – Sorry Italy“.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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