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Degustazioni, assaggi, incontri, presentazioni e performance dal vivo: per le ottocento realtà toscane – tra aziende e consorzi – presenti al Vinitaly, oggi si chiudono quattro giorni davvero intensi. Non a caso, Verona Fiere ha nuovamente assegnato alla Toscana tutto il padiglione 8, il più grande del complesso, più un altro spazio espositivo nel padiglione 9. Dalle realtà più grandi e strutturate, come i “Tre maestri” (i Consorzi del Brunello di Montalcino, del Chianti Classico e del Vino Nobile di Montepulciano) fino a quelle numericamente meno articolate, ognuno ha messo in mostra il meglio della propria produzione. Il risultato è stato, come sempre, fruttuoso: “Il bilancio è positivo – commenta Lorenzo Mariani, presidente del Consorzio Chianti Rufina – e abbiamo riscontrato un forte interesse negli operatori del settore sia a livello internazionale che nazionale a conferma della penetrazione raggiunta dal nostro brand”.

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Del resto, per la prima volta nella storia l’export 2012 potrebbe superare la soglia dei 700 milioni di euro (+6,8% rispetto al 2011): il 15% del valore nazionale, terzo gradino del podio dopo Veneto e Piemonte. Primo mercato gli Usa (135,5 milioni nei primi 10 mesi del 2012), poi la Germania, con 67,5 milioni. Altro segnale, le aste internazionali: grazie alla Toscana, il vino italiano scala posizioni su posizioni nella “top 100” delle bottiglie extralusso. Dettaglio non trascurabile, poi, le nuove frontiere: Cina, Russia e Brasile sono gli ultimi della “top ten”, ma in risalita. Alla Cina guarda con intensità il Consorzio Chianti, che al mercato del Celeste Impero ha dedicato anche un ideogramma: si pronuncia Kang Di, significa “salute all’Imperatore”.

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Dal canto suo, invece, il Chianti Classico ha allestito un fitto programma di seminari tecnici condotti da esperti, mentre la Maremma ha puntato su un’offerta a tutto tondo tra “mare, terra e ruralità”. Il consorzio del Chianti Colli Fiorentini, infine, ha ospitato una performance dal vivo di EnoArte – la tecnica di dipindere usando il vino rosso al posto dei colori – tenuta dalla sua ideatrice, la pittrice fiorentina Elisabetta Rogai.

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Le aziende più ispirate, quelle che hanno meglio compreso l’importanza della promozione, hanno organizzato eventi collaterali: l’azienda Campo alla Sughera (zona Bolgheri, proprietà dei tedeschi Knauf) ha ospitato uno show cooking di Tiziana Stefanelli, l’avvocata romana che ha vinto la seconda edizione di MasterChef. Dal canto suo Rocca delle Macie, l’azienda di Sergio Zingarelli che è anche il presidente del Chianti Classico ha celebrato i suoi primi 40 anni con le creazioni del pasticcere Ernst Knam. La casa Cecchi di Castellina in Chianti ha avuto nello stand uno chef come Giancarlo Morelli del Pomiroeu di Seregno, mentre i Balzini di Barberino Val d’Elsa hanno riproposto i loro vini su una gigantografia delle Nozze di Cana di Giotto.

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Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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