GLI USA incoronano la Toscana del vino. E premiano il mix di griffe, storia, famiglia, qualità. Marchesi Antinori (con il Tignanello e il Chianti Classico Peppoli), Santa Margherita (con il suo pinot grigio dell’Alto Adige), e Angelo Gaja con il Bolgheri Ca’ Marcanda Promis, dunque un altro grande toscano, e il Sorì Tildin: ecco, in ordine di classifica, i produttori (e i loro vini) più amati in Usa, mercato che da solo vale quasi il 25% dell’export di vino italiano. A dirlo la classifica “Most Popular Italian Wines” dell’importante magazine americano “Wine & Spirits”, pubblicata sul numero di aprile 2013 e resa nota da Winenews.it, uno dei siti più cliccati nel mondo dell’enogastronomia.

Piero Antinori nella nuova cantina di Bargino con le figlie Albiera, Allegra e Alessia
Piero Antinori nella nuova cantina di Bargino con le figlie Albiera, Allegra e Alessia

UNA CLASSIFICA che, almeno a guardare le prime 24 posizioni, conferma trend storici e nuovi del mercato più importante per il Belpaese enoico: Piemonte, Toscana e Veneto sono le Regioni più popolari, per esempio, tra i bianchi, domina il Pinot Grigio, il Prosecco cresce, e la Puglia fa capolino.
Ai piedi del podio, al n. 4, c’è la cantina piemontese La Spinetta (con la Barbera d’Asti Ca’ di Pian e il Moscato d’Asti), seguita al n. 5 dalla bolgherese Tenuta dell’Ornellaia (con Le Serre Nuove e Le Volte) e, al n. 6, dalla chiantigiana Ruffino, di proprietà del colosso americano Constellation Brands (con il Chianti Classico Riserva Ducale Gold e il Pinot Grigio Lumina). Ancora Toscana, al n. 7 con Felsina (Chianti Classico e Chianti Classico Riserva Vigna Rancia), e al n. 8 con La Mozza (Morellino di Scansano I Perazzi e Aragone). Al n. 9 c’è la piemontese Vietti (con la Barbera d’Alba e la Barbera d’Alba Scarrone) e, a completare la “top 10”, la cantina friulana Bastianich, di Joe e Lidia Bastianich (Friuli Vespa Rosso e Friuli Vespa Bianco). Posizione n. 11 per Argiano, splendida tenuta appena venduta ad un imprenditore brasiliano (Brunello di Montalcino e Non Confonditur), seguita al n. 12 da Stella, brand siciliano (anche se i vini selezionati sono il Chianti e l’Umbria Pinot Grigio), e al n. 13 da G. D. Vajra, prima di un quartetto di piemontesi (con Barbera d’Alba e Nebbiolo). Al n. 14, infatti, c’è Palladino (con la Barbera d’Alba), seguito al n. 15 da Renato Ratti (Barbera d’Alba e Nebbiolo Occhetti), e al n. 16 da Damilano (con l’Arneis e il Barolo Cannubi). Posizione n. 17 per la ligure Bisson (con il Bianchetta Genovese U Pastine e il Prosecco), mentre al n. 18 c’è l’altoatesina Kris (con il Pinot Grigio), seguita al n. 19 dalla lombarda Nino Negri (Valtellina Francia e Valtellina Superiore Quardio). Al n. 20 i Produttori del Barbaresco (Barbaresco e Nebbiolo), seguiti al n. 21 da Castello Banfi di Montalcino (Brunello di Montalcino Poggio alle Mura e Chianti Classico). Al n. 22 c’è la piemontese Parusso (Barolo Mariondino), al n. 23 la pugliese Cantine di Polvanera (con il Primitivo Gioia del Colle), e al n. 24 la cantina trevigiana La Marca (con il Prosecco).

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