I vini di Villa Santo Stefano, sulle colline lucchesi, portano l’impronta del titolare – l’uomo d’affari tedesco Wolfgang Reitzle – e del suo amore per la Toscana. Ecco la sua storia e le sue bottiglie

L’azienda vinicola Villa Santo Stefano, situata sulle colline lucchesi è il frutto dell’amore che un uomo d’affari tedesco ha per la Toscana. Infatti, Wolfgang Reitzle, di Monaco di Baviera, fin da bambino era abituato a passare le vacanze nel Granducato. Un’abitudine mai dimenticata tanto che appena ha potuto ha cercato di acquistare un luogo dove continuare a vivere i suoi periodi di relax. La ricerca lo ha portato nel 2001 a innamorarsi di Villa Bertolli, nei dintorni di Lucca, una proprietà con alcuni oliveti e un vigneto i circa un ettaro.

ph: Massimo Tessandori Bernini (www.massimotessandoribernini.it)
Dopo una sapiente ristrutturazione degli edifici, Wolfgang Reitzle iniziò a passare gran parte dell’anno insieme a sua moglie Nina Ruge nel loro buen ritiro, ribattezzato Villa Santo Stefano in onore della pittoresca pieve del IX secolo che si trova nei pressi, godendo della vista mozzafiato della valle, di Lucca e, in lontananza, del mare.

Ma quando per la prima volta i proprietari assaggiarono il loro primo olio extravergine di oliva e il vino del loro piccolo vigneto decisero di dedicarsi alla loro produzione. Ormai da 15 anni Villa Santo Stefano produce vini, grazie alla collaborazione iniziale Carlo Ferrini che contribuì a creare i vigneti per la coltivazione del Sangiovese, il vigneto più vecchio di circa 20 anni e poi di Merlot, Cabernet e Petit Verdot, per quanto riguarda le uve a bacca rossa, e di Vermentino per quanto riguarda le uve bianche. Oggi su 11 ettari l’azienda produce circa 30mila bottiglie tra vino rosso e bianco, nonché 2500 litri di olio extravergine di oliva.

 

Per quanto riguarda l’olio extravergine di oliva, la produzione è frutto della collaborazione dei fratelli Pruneti, produttori di olio di altissima qualità a S. Paolo, nel Chianti classico. Per quanto riguarda la produzione vinicola, dopo Carlo Ferrini continua con l’assistenza degli agronomi Antonio Spurio e Alessandro Garzi e dell’enologo Alessio Farnesi. La produzione si basa sul rispetto per la natura, in quanto sia i vigneti che gli oliveti sono in conversione biologica, e per l’alta tecnologia utilizzata in cantina costruita nel 2014. Oltre alle vasche in acciaio, vengono utilizzati anche barrique e tonneau.

Gioia è il vino bianco IGT a base di Vermentino, Dopo una leggera macerazione, le uve vengono messe a fermentare per circa 15/20 giorni in vasche di acciaio a temperatura controllata. Ḕ un vino fruttato leggero, con una bella mineralità e una piacevole acidità. Al naso l’annata più giovane. 2017, si ritrovano note agrumate e erbacee, in particolare di macchia mediterranea, una bella mineralità e sapidità. In bocca si coglie la freschezza, la mineralità che bilanciano l’alcolicità di questo vino che raggiunge i 14°. Bella persistenza sul finale con una nota amaricante. L’annata 2018 appena versata è un’esplosione di mineralità che poi lascia il posto alle note di frutta gialla, come ananas e pesca, floreali ed erbacee. In bocca mostra una spiccata acidità ed una bella freschezza.

L’azienda produce anche un rosato IGT Luna, annata 2019, a base di 50% Merlot e 50% Sangiovese. Viene vinificato in bianco e imbottigliato e vengono prodotte circa 5 mila bottiglie. Al naso si sentono sentori floreali, in particolari fiori di campagna e rosa selvatica e profumo di frutta, come il melone, pesca e fragola, e minerali. In bocca è fresco, leggermente acido e sul finale sapido e persistente. Un vino piacevole ed equilibrato.

La novità di quest’anno è Volo (2019), rosso IGT prodotto con 40% di Cabernet Sauvignon, 40% di Petit Verdot e 20% di Alicante. Un vino che dopo otto mesi di affinamento in cemento viene imbottigliato a fine giugno. L’idea che sta alla base di questo vino è quella di produrre un vino adatto a tutte le stagioni ma anche adatto a tutti gli appassionati. Il profumo contiene sentori di fiori rossi, di frutti di bosco con una lieve nota erbacea. In bocca è caldo, il tannino è abbastanza morbido e piuttosto persistente sul finale. Un vino bilanciato, semplice, elegante e versatile.

Sereno è un vino rosso DOC. Prodotto con 80% di Sangiovese e 20% di Ciliegiolo, Canaiolo e Colorino, che rientra nella classica tradizione toscana. Dopo l’affinamento in acciaio, fa 12 mesi in botte grande. L’annata 2018 che abbiamo degustato è un campione di botte (verrà imbottigliato a settembre), al naso mostra profumi floreali, come la rosa e la viola, frutti neri maturi, una leggera speziatura, note di legno, liquirizia. In bocca appare piuttosto morbido, caldo con tannino che ancora mostra una certa acidità e persistente. Il colore è rosso rubino intenso. L’annata 2017, dal colore è rosso rubino già tendente al granato, al naso mostra maggiore intensità con sentori di viola e pansé, frutti di bosco, spezie dolci, note balsamiche e erbacee, tabacco e coccolata. In bocca è caldo, persistente con un tannino rotondo e non eccessivo. Un vino decisamente equilibrato. L’annata 2016 è forse la meno equilibrata. Al naso si sentono profumi floreali e frutti, i fiori di bosco sono decisamente ben maturi, belle note balsamiche e boisé. In bocca il tannino è molto morbido, anche in modo eccessivo, il vino a corpo e struttura e bella persistenza. L’invadenza del tannino fa sì che il vino non sia perfettamente equilibrato anche se potrebbe essere un buon vino da meditazione.

Last but not least, Loto, vino rosso IGT prodotto con 50% di Cabernet Sauvignon, 40% Merlot e 10% Pedit Verdot. Le uve fanno separatamente 12/14 mesi di barrique francesi sia nuove che vecchie per poi affinare in blend in cemento. Come per Sereno, anche l’annata 2018 è un campione da botte in quanto verrà imbottigliato a gennaio 2021. Al naso Loto mostra sentori floreali e fruttati, note speziate e boisé, tabacco e cioccolata. In bocca appare piuttosto caldo, il tannino è sulla via di una maggiore morbidezza anche se ancora la nota acida è ancora bella presente, persistente sul finale. Un vino che con il tempo darà certamente delle belle soddisfazioni olfattive e gustative. Mentre l’annata 2017 appare piuttosto equilibrata, morbida, calda e persistente, merita attenzione l’annata 2016. Il profumo è complesso, note floreali e fruttate, in particolare frutta nera ben matura, lasciano il posto a note balsamiche e boisé, alle spezie non solo dolci perché si possono percepire sul finale il pepe nero e i chiodi di garofano. In bocca è caldo, tannino morbido, ma fresco con una leggera acidità con una bella persistenza. Il migliore dei tre probabilmente per equilibrio e complessità con la possibilità di migliorare ancora.

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