martedì 27 Ottobre 2026
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Atelier de’ Nerli, in San Frediano la nuova cucina aromatica griffata Cavalli

In San Frediano ha da poco aperto i battenti Atelier de’ Nerli: è il nuovo ristorante creato da Daniele Cavalli, dall’animo vintage ma che strizza l’occhio alla Firenze bene. Ai fornelli il piemontese Gianluca Camilotto e la sua cucina aromatica

Visto dall’esterno, dalle ampie vetrate che affacciano su piazza de’ Nerli, lascia ancora aperte molte domande: la mancanza di un’insegna ha fatto a lungo sì che l’apertura di Atelier de’ Nerli passasse praticamente quasi sotto silenzio, almeno sul fronte della critica. Eppure il ristorante creato da Daniele Cavalli – figlio dello stilista Roberto e fratello di Tommaso, ideatore della linea di vini e di vodka di famiglia – incuriosisce soprattutto per l’atmosfera tra il bohemien e il vintage.

Lo stesso Daniele Cavalli lo ha definito “un luogo d’incontro intimo e vivace, un bistrot con l’anima da galleria nel quartiere di San Frediano”, e in effetti l’ambiente sembra un po’ fuori dal tempo, tra pareti rosa confetto, divanetti di velluto, lampade dalla luce soffusa, cristalli e specchi di foggia antica, tutto realizzato a mano dagli artigiani di San Frediano e acquistabili su ordinazione. Inoltre, la struttura è stata ricavata da un’ex torrefazione al piano terreno di un edificio che – sopra – conta anche 9 appartamenti extralusso di proprietà dell’hotel Baglioni.

La cucina è affidata al torinese Gianluca Camilotto, proveniente da Vini e Vecchi Sapori ma con alle spalle esperienze che spaziano dall’Enoteca Pinchiorri fino alle trattorie fiorentine più conosciute (il Garga, Cammillo, la Buca dell’Orafo, Celestino, ecc…). Proprio il rimando alla cucina delle trattorie è il fil rouge dei suoi piatti, semplici e vocati a una spiccata componente aromatica, al servizio di una clientela che sin dall’apertura conta sull’apprezzamento di famiglie nobili e capitani d’industria, da Stefano Ricci (che poco distante ha l’Antico Setificio Fiorentino) a Sandro Fratini.

Tra gli antipasti spicca un cuore di lattuga con insalata di mazzancolle, avocado e mentuccia fresca (in alto), mentre tra primi piatti in carta (16-28 euro) non manca un risotto con carote e rosmarino. Anche i secondi si attestano tra i 20 e i 32 euro, mentre i dolci oscillano tra gli 8 e i 12 euro. I piatti salati col tartufo sfiorano i 50 euro, quelli dolci i 30. I prezzi non sono certo popolari, soprattutto per uno stile di cucina alternativo al mainstream, ma evidentemente i titolari puntano sul fascino della location e – come detto – su una clientela over 60 che comprende la Firenze bene.

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