lunedì 26 Ottobre 2026
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Firenze, il ristorante che “copia” i piatti colpisce ancora (e sempre sul dessert….)

Dopo aver raccontato dei due piatti presentati da un ristorante che ha appena aperto a Firenze, fin troppo simili a quelli di un altro locale cittadino, un altro caso coinvolge la stessa struttura: un ristorante – peraltro vicino a quello che ama un po’ troppo “ispirarsi” ai colleghi – ci segnala che il loro dolce “Toscanello” sarebbe troppo simile al “Sigaro cubano” dell’altro locale

toscanello dolce sigaro

La segnalazione arriva a pochi giorni dalla pubblicazione del pezzo (qui) in cui raccontavo come due piatti del menù di un ristorante aperto da poche settimane a Firenze fossero “troppo simili” – per dirla con un eufemismo – a quelli dell’Osteria Personale, che avevo assaggiato un annetto prima. Mi scrive una lettrice del Forchettiere, raccontandomi questo: “Sono la proprietaria dell’Osteria la Vinaina, ho letto il tuo articolo dove si parla di copiare, molto bello: ti mando la foto di come servo il salame al cioccolato da noi chiamato Toscanello, molto simile al dolce chiamato Sigaro cubano del ristorante XXX (qui c’è il nome del ristorante, ndF) aperto da poco a 300 metri da me.

Insomma, un altro caso del genere che coinvolge sempre lo stesso ristorante, anche stavolta – come avvenuto per uno dei due piatti dell’Osteria Personale – sul dessert. Il tempo di fare qualche verifica online e in effetti scopriamo che nel menù del locale di fresca apertura c’è il dolce “Sigaro cubano” a 8 euro con mousse al gianduia e rum domenicano (foto in basso). Lo stesso rum che anche la nostra lettrice presenta nella foto (in alto) del “suo” Toscanello.

sigaro cubano dolce

Intendiamoci: così come per una amatriciana o una lasagna, anche sul dessert nessun pasticcere o chef può seriamente avanzare pretese di primogenitura o copyright su un tiramisù o un cheesecake, mentre persino i dolci che avrebbero effettivamente un autore chiaro (vedi il caso emblematico della Torta Sacher, che raccontiamo qui) rinunciano a tentativi di tutela del marchio. Però ci sono piatti che, per la loro specificità e per il contesto geografico – andiamo, in quanti ristoranti fiorentini pensate di trovare un dessert fatto a forma di sigaro con tanto di bicchiere di rum in abbinamento? – rendono possibile pensare a un’ispirazione un po’ troppo marcata. E mettendo a confronto le foto dei due dessert effettivamente sembra che uno si sia ispirato all’altro. Sempre per usare un eufemismo.

Per la cronaca, comunque, il dessert a forma di sigaro non è certo stato inventato dalla nostra lettrice, che infatti parla del modo in cui è presentato. Il dolce in sé è stato presentato da diversi chef e proposto da almeno una decina d’anni (inclusi il “Havana Special” di Giuseppe Mancino e il “Vietato Fumare” del compianto Mattias Peri). La questione è proporre lo stesso dessert “d’autore” a poca distanza, nella stessa città.

La vicenda, iniziata con i due piatti, è stata ripresa dal blog del collega Leonardo Romanelli (qui) e chissà che casi così ravvicinati non inizino a far riflettere gli addetti ai lavori, suscitando magari un po’ di sano dibattito?
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