Antica pizzeria Da Michele, a Firenze lo stile napoletano extralarge ed extralight

Nella new wave della pizza napoletana a Firenze, non poteva mancare l’Antica pizzeria Da Michele, in piazza del Mercato Centrale. Le caratteristiche? Impasti leggeri, dimensioni extralarge e olio di semi al posto dell’extravergine d’oliva

antica pizzeria da michele

Con il suo ingresso in città, la pattuglia delle pizzerie napoletane a Firenze si arricchisce di un altro attore destinato a ricoprire un ruolo di prim’ordine. Da meno di due mesi ha aperto in piazza del Mercato Centrale – a pochi passi da Mamma Napoli di Raffaele Menna, un altro che di pizza se ne intende – l’Antica pizzeria Da Michele, ultimo tassello di una strategia di espansione che ha portato il locale a Milano, Roma e presto anche a Dubai.

antica pizzeria da michele

Per fortuna, da una città all’altra il risultato non cambia: chi ha assaggiato le pizze nei diversi locali conferma che si tratta della stessa pizza, replicata in maniera precisa e puntuale. In fondo, come insegnava il fondatore Michele Condurro, le pizze servite si contano sulle dita di una mano: Marinara, Margherita, Cosacca (con pecorino dop) e Napoletana (con alici di Cetara e fiordilatte di Agerola), più quella ripiena e la pizza fritta, il tutto a prezzi non superiori ai 9,50 euro. Nei circa 80 posti tra dehor e interni, l’Antica pizzeria Da Michele porta avanti la sua tradizione: nei forni realizzata dall’artigiano partenopeo Stefano Ferrara vengono cotte materie prime del territorio napoletano, dal fior di latte di Agerola ai pomodori San Marzano da Santa Maria la Carità.

antica pizzeria da michele

Le due caratteristiche principali della pizza dell’Antica pizzeria Da Michele sono da un lato le dimensioni extralarge – circa 35 centimetri, più del diametro del piatto – frutto di un panetto da 310 grammi (rispetto ai canonici 280), e dall’altro la leggerezza dell’impasto: a renderla meno pesante contribuisce poi l’olio di semi, usato in cottura al posto dell’olio extravergine d’oliva tradizionalmente usato a fine cottura, a crudo. Certo, per chi è abituato all’olio Evo può essere un po’ straniante, ma non così tanto da pregiudicare l’esperienza.

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E così, lasciata la casa madre di Forcella, dopo Roma, Milano e Firenze (più Londra, Barcelona, Tokyo e Fukuoka) adesso sarà la volta di Dubai. Anche lì la famiglia Condurro potrà raccontare gli aneddoti che l’hanno resa uno dei nomi cult della pizza partenopea, a partire da quello sulla pizza “cosacca”. Una pizza – un mix tra margherita e marinara – nata dopo la visita dello Zar Nicola I a Napoli nel 1844. Sempre secondo la leggenda il re del re rimase talmente soddisfatto del soggiorno che inviò a Ferdinando II i due cavalli di bronzo che adornarono prima l’ingresso dei giardini reali e poi il Maschio Angioino. Non a caso, il capostipite Michele Condurro era maestro pizzaiolo alla corte dei Borboni.

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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