Come apparecchiare la tavola, istruzioni per l’uso

Come apparecchiare la tavola, istruzioni per l’uso

Il galateo non ammette errori: tra posate, bicchieri, piatti, sottopiatti e tovaglioli, ecco dove piazzare correttamente ogni singolo utensile per non sfigurare in società. Una mini-guida su come apparecchiare la tavola

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Prima o poi ci caschiamo tutti: basta una forchetta non nell’esatta sequenza, e il gioco è fatto. Apparecchiare la tavola è una di quelle prove da bon ton in cui è più semplice commettere errori. Se è vero che l’abito non fa il monaco, magari una bella tavola apparecchiata non garantirà necessariamente il buon esito gastronomico di una serata, è vero. Però l’occhio vuole la sua parte, e iniziare col piede giusto è il modo migliore di soddisfare i commensali più attenti ai dettagli.

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Ecco alcuni consigli per apparecchiare la tavola secondo i dettami del galateo:

Come apparecchiare la tavola, istruzioni per l’uso

Apparecchiare la tavola: il tavolo

Quante sedie per ogni lato? Quanto spazio tra il gomito di un commensale e il suo vicino? E se c’è qualche mancino? Il posto da capotavola a chi va? La regola aurea per districarsi nel ginepraio è questa: ogni commensale deve avere almeno 50 cm di spazio per potersi sentire a proprio agio, con sedute uguali (no a sedie diverse). Meglio sistemare i mancini in una posizione d’angolo che non confligga con il vicino di tavolata, e il padrone di casa (o in alternativa il più anziano, ma dipende dal contesto) a capotavola.

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Apparecchiare la tavola: la tovaglia

Consideratela come se fosse un abito da sera se la cena è elegante, oppure come il vostro vestito casual per una cena più informale. L’importante è che risponda allo stile del pranzo o della serata. Nel primo caso, spazio a sobrie tovaglie di lino bianche o di fiandra, nel secondo si può osare qualcosa di più ardito. Se a tavola ci sono anche bambini, transeat anche per tovaglie antimacchia. Quanto devono essere lunghe rispetto al tavolo? Circa 30-40 centimetri: meno darebbero l’effetto pinocchietto, oltre quello “giacca del ragionier Filini”.

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Apparecchiare la tavola: i piatti

Al di là dei must di stagione (il rosso a Natale o Capodanno) o del contesto (i piatti di plastica per un picnic in riva al lago), in genere sotto il piatto piano – con l’unica eccezione del piatto fondo se nel menù sono previste zuppe o minestre – va sistemato anche un sottopiatto, solitamente tra i 30 e i 35 cm, rigorosamente coordinato al piatto. Il piattino per il pane non è necessario, per un cena in casa, ma se c’è è di sicuro un valore aggiunto d’eleganza. Un’unica accortezza: dal momento che pochi ricordano che la sua posizione è in alto a sinistra, meglio “sbilanciare” il piattino di qualche centimetro in direzione del commensale per evitare dubbi amletici.

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Apparecchiare la tavola: il tovagliolo

In omaggio a un generale principio di armonia, anche il tovagliolo dev’essere coordinato con la tovaglia (stesso tessuto, colore uguale o complementare) e non superiore ai 40 centimetri di lato, per evitare l’effetto lenzuolo. Dove posizionarlo, soprattutto se rinunciamo a piegature in stile origami? Qui il galateo è aperto a un po’ d’interpretazione: nell’apparecchiare la tavola il tovagliolo può andare a destra o a sinistra (meglio) e persino sopra il piatto, purché non sia mai sotto le posate.

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Apparecchiare la tavola: le posate

Va da sé che non sono ammesse posate di tipo diverso alla stessa tavola: devono essere uguali per ogni commensale e possibilmente coordinate – almeno nella dicotomia di stile tra eleganza o informalità – col resto dell’apparecchiatura. Vanno disposte vicino al piatto secondo quest’ordine: a sinistra si dispone la forchetta poiché si usa con la mano sinistra (almeno per la maggior parte della popolazione), con le punte – rectius, i rebbi – disposti verso l’alto. Stesso discorso ma al contrario per il coltello, che va invece a destra e con la lama rivolta verso il piatto. A seguire, sempre a destra, si pone il cucchiaio ma soltanto se è richiesto dal menù. Altrimenti, spazio alla semplicità. Finito? Macché: le posate da frutta vanno davanti al piatto, al centro con l’impugnatura verso la mano che dovrà utilizzarla (il coltello a destra e la forchettina con l’impugnatura rivolta verso la sinistra). Il cucchiaino da dessert si dispone infine sopra la forchetta da frutta, perché si presume venga utilizzato prima della frutta (il padrone di casa può comunque variare l’ordine) con l’impugnatura a destra.

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Apparecchiare la tavola: i bicchieri

Altra nota dolente su come apparecchiare la tavola, ma c’è il trucco. Basta osservare la punta del coltello: i bicchieri – meglio se in vetro o cristallo, sobri – vanno disposti in alto a destra rispetto alla punta del coltello. Se sono previsti vini bianchi e rossi, prima si sistema il calice da vino bianco, poi quello da vino rosso, sensibilmente più grande (anche un balloon se il vino è all’altezza) e per ultimo il bicchiere per l’acqua, destinato a essere usato per primo. Altri bicchieri come la flute per le bollicine o il calice da champagne, vanno infine disposti dietro a tutti gli altri. Le sottocoppe di peltro, dopo i fasti di Amici Miei, sono da evitare.

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Apparecchiare la tavola: il segnanome

Praticamente inutile per le cene tra amici o conoscenti, diventa importante in due occasioni: se è necessario che – per mille motivi, i più disparati – il padrone di casa voglia tenere lontani due ospiti, avvicinarne altrettanti oppure tenere vicino a sé un ospite particolare; oppure se non tutti gli ospiti si conoscono e allora il segnaposto può evitare imbarazzi e gaffe. Piccolo trucchetto: si prevede una serata moscia o ingessata? Sotto al nome del commensale, scrivete una parola che possa aiutare a identificarlo o a far partire la conversazione (es. la professione, il tifo calcistico, la città di provenienza, ecc….)

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Apparecchiare la tavola: bottiglie, decanter o caraffe

Se in casa la tovaglia può essere un degno supporto, nelle occasioni più formali sia le bottiglie che le caraffe hanno i rispettivi “accompagnamento” come sottobottiglie, ecc… purché siano sempre a portata di mano degli ospiti. Se c’è spazio, meglio optare per un carrello o un tavolino accanto al tavolo da pranzo.

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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