Esistono spirits lontani dal mainstream, prodotti che non è sempre facile trovare sugli scaffali o dietro il bancone. Ecco quindi 5 spirits made in Tuscany da provare

Alpemare

Non è sempre facile trovare prodotti innovativi, ma Alpemare è un liquore che ha dietro un concept molto chiaro, che racconta bene il territorio d’origine. in completa sintonia con la famosa località versiliese di Forte dei Marmi, questo prodotto artigianale (in quanto interamente lavorato a mano e privo di qualsiasi aroma sintetico, di coloranti e di stabilizzanti) è a base di aromatiche della costa versiliese, pinoli ed erbe delle Apuane.  Che le botaniche siano raccolte principalmente in loco lo si evincie anche dalla leggera sapidità ; Essendo infuse fresche senza essiccamento, conservano infatti quindi profumi affini, tipici
della pineta marina. Se interessati, si può acquistare qui.

Yerbito

L’ idea è stata quella di realizzare un liquore che richiamasse fedelmente i sapori e gli odori del Mate, e che ne avesse le stesse proprietà benefiche. Dopo una lunga fase di studio, di ricerca, di infinite prove, è stato ottenuto il prodotto che Gonzalo (Ristoratore e barman professionista uruguagio trapiantato a Firenze), e di Karin, (20 anni di esperienza nel settore del commercio) volevano: un liquore totalmente naturale, senza aggiunta di coloranti o prodotti chimici, col gusto tipico del Mate, prodotto in Toscana. Gli ingredienti, infatti, sono solo yerba mate, zucchero, alcool.

Rabarbaro Zampetti

Farmacista di vecchio stampo, il dott. Ernesto Zampetti, nei primi anni del secolo passato nella propria farmacia in Pontremoli si prodigava per adempiere al proprio compito di curare e migliorare l’esistenza dei numerosi richiedenti aiuto che a lui si rivolgevano.Ci si curava con poche medicine, allora, con erbe, molti scongiuri e preghiere. Le cure erano spesso a base di erbe medicinali tra cui spiccava il Rabarbaro del Levante (Rheum palmatum ).Quasi un secolo fa il dott. Zampetti formulò le sue prime ricette di infusi alcolici tra cui uno a base di radici di Rabarbaro, noto per le sue proprietà toniche e digestive.Seguendo tale antica ricetta è stato ottenuto questo elisir dal sapore gradevolmente amaro e dal profumo inconfondibile.

Volgare – Amaro Nazionale

Ottenuto con cannella biologica come botanica principale, e altre spezie morbide, è un amaro che ha la dolcezza di un liquore ma con un utilizzo minimo di zucchero, il che lo rende incredibilmente beverino. Il colore rossiccio e la sua limpidezza sono dati dal fatto che non vengono utilizzati caramelli artificiali che normalmente danno il colore scuro agli amari.

Làbaro

La storia del Làbaro nasce ad un bancone di un bar, da una parte il cliente e dall’altra colui che lo serve, condivisione di pensieri, una parola tira l’altra un buon drink. Giulio Cossentino, intento a preparare cocktails al bancone di un noto locale fiorentino, incontra così il suo futuro socio, Roberto D’Alessio .Nasce col tempo un’amicizia.Una sera, tra una chiacchiera ed un drink, Roberto racconta a Giulio di un’idea che ha da molto tempo e che vorrebbe sviluppare. L’idea è quella di recuperare dal passato qualcosa di prezioso, qualcosa che nel primo ventennio del secolo scorso suo nonno Enrico, mosso dalla passione per la creazione di di bevande artigianali, realizzò nel suo laboratorio farmaceutico.

Era un liquore dal gusto unico e piacevole, amaro e dall’incantevole color viola, che il nonno produceva solo per la famiglia. Della ricetta però non era rimasto altro che la memoria di alcuni degli ingredienti che la componevano ed il lontano ricordo del suo gusto, nonno Enrico non aveva lasciato niente di scritto.Seguendo i pochi indizi a loro disposizione i due amici, due anni fa, hanno iniziato la loro impresa, arrivando oggi ad aver messo a punto una ricetta unica ed un prodotto dal gusto dolce, amaro, piacevolmente piccante e dal color viola.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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