Con la brasiliana Denya Pandolfi continua la rubrica che racconta culture gastronomiche diverse attraverso gli occhi di chi ha scelto Firenze come casa
Dalla Toscana all’Umbria, dall’Alto Adige alla Sardegna, un viaggio tra etichette fresche, eleganti e identitarie, perfette per accompagnare aperitivi, cene all’aperto e i sapori delle vacanze
Con Asa Johansson continua la rubrica che racconta i rapporti tra culture gastronomiche diverse attraverso gli occhi di chi ha scelto Firenze come casa
Al ristorante Opera a Torino iceberg, lattuga, radicchio, indivia belga e sucrine conquistano il centro della scena in un percorso di degustazione che dona alle insalate un’inaspettata valenza gastronomica
Con la spagnola Ruth Claramonte continua la rubrica che racconta i rapporti tra culture gastronomiche diverse attraverso gli occhi di chi ha scelto Firenze come casa
Entrano Trapani del "Magnolia" e Brunel del "Borgo San Jacopo", perde la stella la Badiola. Ecco la nuova geografia degli chef stellati in Toscana dopo l'uscita della Guida Michelin 2016
Bianco o nero, estivo o invernale, pregiato o meno: ecco una breve guida su come riconoscere il tartufo ed evitare fregature. Il fungo (non è un tubero) viene considerato il diamante della terra, ma se un diamante è per sempre ciò non vale affatto per il tartufo, che va consumato entro 7 giorni
Fresca o secca, candita o al naturale, da degustare a fine pasto oppure all’interno di piatti salati e dolci: la frutta a Natale è un must, dalla classica arancia alle esotiche pitahaya e karambola. Ecco alcune tradizioni e curiosità
Alcune riflessioni semiserie e parecchio provocatorie sulla “moda” del terzo millennio: essere vegetariani e vegani. Un po’ per etica, un po’ per ecologia, un po’ per spirito salutistico e parecchio per moda. Cosa dice chi sostiene il veganesimo davanti a un vegetale che respira, mangia e soffre?
La pizza è uno dei prodotti simbolo della cucina e della cultura italiana nel mondo, probabilmente il più famoso e diffuso. Ok, così come è anche un patrimonio da preservare dagli effetti collaterali della globalizzazione. Ma questo basta per poter diventare patrimonio immateriale dell'Umanità Unesco? Scopriamolo