venerdì 11 Settembre 2026
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Bonet, krumiri, gianduiotti & co: alla scoperta dei dolci tipici piemontesi

La tradizione è ricca di dolci tipici piemontesi: dalla panna cotta langarola al bonet, dai krumiri di Casale Monferrato ai baci di Dama, fino ai gianduiotti e alle bignole

Com’è bello ricordare un paese per le delizie che porta in tavola; e che menù sarebbe senza il dolce? Ogni angolo della nostra bella nazione regala leccornie da scoprire e da gustare, una dietro l’altra. Ricette tipiche, caratteristiche, che ci fanno catapultare nel paese di origine. Come il Piemonte, la terra delle nocciole, che sforna dolci unici nel loro genere, apprezzati dal nord al sud. I dolci piemontesi sono così diffusi perché fanno leva sulla qualità delle materie prime con cui vengono preparati. 

Vediamo quali sono i dessert più conosciuti della regione, con un focus su uno dei dolci più gettonati ma di cui non tutti sono a conoscenza delle origini: la panna cotta.

La panna cotta – dolce tipico della tradizione langarola

dolci tipici piemontesi

La leggenda narra che questo dolce sia originario delle Langhe e che sia stato preparato per la prima volta agli inizi del novecento da una signora di origini ungheresi. Le prime testimonianze effettive risalgono alla famiglia cuneese dei Songia; negli anni 60, infatti, Ettore Songia, chef di un ristorante stellato, fu il primo a scrivere la ricetta su carta. Da lì in poi, il successo riscontrato dalla ricetta è noto. Questo dolce al cucchiaio non è altro che un budino molto semplice, fatto con panna, latte, zucchero e colla di pesce. Può essere servito con una copertura di caramello, frutti di bosco o cioccolato per i più golosi. È un dessert che accontenta tutti, grandi e piccini. Fresca e dolce allo stesso tempo, una panna cotta morbidissima non ha stagioni.

I 5 dolci tipici piemontesi più famosi

Di seguito invece alcuni dei dolci che meglio rappresentano il Piemonte all’interno dei confini della nazione ma anche nel mondo.

Il Bonet

Il Bonet è uno dei dolci tipici piemontesi al cucchiaio e viene fatto con uova, zucchero, cacao, latte e liquore. La ricetta originale prevedeva l’uso del Fernet, bevuto di solito a fine pasto, successivamente è stato sostituito dal rum e dagli amaretti secchi. Il termine significa “cappello” e sta a indicare l’ultima portata che chiude in bellezza un pasto, così come il cappello rende unico un outfit e dà quel tocco in più. 

I krumiri 

dolci tipici piemontesi

I biscotti dolci tipici piemontesi originari della zona di Casale Monferrato, nati nel 1878 dall’idea del pasticciere Domenico Rossi, sono tra i prodotti agroalimentari della tradizione regionale d’eccellenza. La ricetta originale è top secret, tuttavia è possibile cimentarsi con la versione casalinga che prevede farina, zucchero, burro, uova e vaniglia. Un biscotto semplice e delizioso dal successo invariato da oltre un secolo.

Le bignole

Le bignole sono delle paste tondeggianti ripiene di crema pasticciera e ricoperte di glassa colorata. Alla fine di un pranzo o di una cena, la voglia di dolce è quasi automatica e questi dolci sono molto richiesti nelle zone del Piemonte per arricchire il menù. 

I Baci di Dama

dolci tipici piemontesi

La loro nascita risale all’Ottocento e, nonostante siano piemontesi, hanno stregato il cuore di tutti gli italiani. Fragranti e delicati, i Baci di Dama sono uno dei dolci tipici piemontesi più noti: la loro ricetta originale prevede come ingrediente di base le mandorle che, impastate poi con burro, farina e zucchero, vanno a formare due gustosi biscotti uniti da uno strato di cioccolato.

I gianduiotti

dolci tipici piemontesi

Il cioccolato a Torino è un’istituzione. I gianduiotti sono un simbolo della locale tradizione dolciaria, un impasto di cacao finissimo e nocciole. La specialità dei gianduiotti si deve a Napoleone Bonaparte; quando il Piemonte fu conquistato dalle truppe francesi, i maestri pasticceri raggirarono il problema della poca disponibilità di cacao e lo miscelarono con le squisite nocciole, “la tonda e gentile delle Langhe”, tostate e macinate. Da qui nascono quelli che sono i cioccolatini più famosi del nostro Paese. 

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Emiliano Wass
Emiliano Wass
Antropologo, docente universitario, consulente editoriale, traduttore e curatore. giornalista pubblicista. All'enogastronomia arriva dall'antropologia, convinto che il cibo sia l'unico vero elemento identitario delle persone. Ha svolto lavoro di campo in Messico, occupandosi di diritti e tradizioni indigene. Ha scritto su Finzioni, Doppiozero, Scrivo.me, Distillerie.it, FirenzeToday.

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