Feste di fine anno, è tempo di buoni propositi gastronomici: dai ravioli alla pizza, dall’etnico al forno, ecco una selezione di 5 locali a Firenze Nord da provare nel 2020

In una Firenze che è riuscita anno dopo anno a spostare parte delle proprie attività di punta al di fuori del centro storico (dalle università al palazzo di giustizia, dagli hotel al divertimento notturno) quello che ancora forse manca a Firenze Nord per diventare un polo d’attrazione è un’offerta ristorativa di livello. Eppure alcune nobili eccezioni ci sono già

Vino e Ravioli (via Ponte alle Mosse)

Chi ha visitato l’Asia resterà piacevolmente sorpreso da questo minuscolo locale nei pressi di Porta a Prato, che nelle ore di maggior afflusso permette di rivivere l’esperienza di una bancarella del mercato di Singapore o un Izakaya nel cuore di Tokyo: tra calore e voci si respira un’atmosfera allegra e pulsante. Bancone e cucina sono praticamente fusi, tutto viene cucinato davanti agli occhi del cliente, Proposta ridotta ma super coerente, tra ravioli al vapore preparati espressi in diverse versioni ed alcuni semplici piatti “fusion”. Da bere vino alla spina, servito al bicchiere. Prezzo medio veramente basso per quello che viene proposto, assolutamente da provare.

Giotto (via Veracini)

mini pizza

Marco Manzi dal 2016 conduce questa piccola pizzeria collocata nell’emergente quartiere di Novoli, e la cui fama è ormai tale da rendere necessaria la prenotazione con un discreto anticipo. Il menù è ovviamente incentrato vera pizza napoletana, ma vi consigliamo di provare anche qualche antipasto o fritto campano, come le crocchè di patate, polpette o la frittura all’ischitana. Sotto Natale è assolutamente imperdibile l’ormai leggendaria Pastiera cotta in forno a legna. Ormai una certezza, e forse il ristorante più conosciuto di tutta Firenze Nord.

Il Ristorantino di Pesce (piazza Giorgini)

L’ex ristorante del gruppo Panino Tondo ha cambiato proprietà da meno di un mese, e terminati i lavori si riposiziona adesso su una fascia più alta di mercato: abbandonato il concept Street Food di mare si sposta su un’idea di cucina di pesce fresco più classica in un ambiente più raffinato. Un piccolo gioiellino per la periferia fiorentina, a cui forse servirà ancora qualche mese per trovare la propria identità definitiva, ma il 2020 è lungo e lo inseriamo già nella lista dei locali a Firenze da provare.

Izakaya di Koto Ramen (viale Lavagnini)

Dopo le sedi di via Verdi e Borgo San Frediano, arriva Koto Ramen Izakaya”. Al piano terra di The Student Hotel, in viale Spartaco Lavagnini, è stata inaugurata un’originale formula ibrida che fonde la sezione ramen con tanti piattini Izakaya e una selezione di Poke bowl. Il tutto, seguendo sempre la filosofia di base che ha ispirato fin dal primo giorno i locali del brand toscano: rispettare la tradizione nipponica ma, partendo da quella, sperimentare anche l’utilizzo di prodotti tipici della cucina italiana e del territorio, in modo da accostare le due tradizioni gastronomiche ed esaltare (pur senza fonderli) i sapori.

Pane, amore e fantasia (via Ponte alle Mosse)

lulzim vulashi

Non è un vero e proprio ristorante, ma nel corso del 2020 il locale di Lulzim “Lorenzo” Vulashi è sicuramente da provare per almeno tre motivi: la collezione di bollicine, soprattutto francesi, che non teme il confronto con le cantine di ristoranti ben più quotati; stesso discorso per i formaggi – anche qui la Francia la fa da padrona – da accompagnare agli champagne; infine, per il modo in cui ogni venerdì sera il “fornaio buono di via Ponte alle Mosse” ha saputo trasformare il suo forno in un luogo decisamente “in” dove concedersi un aperitivo di alta qualità.

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Federico S. Bellanca
Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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