Nella quarta edizione dell’Open Day dei Caseifici Agricoli, a Montefalco (Perugia) “La Redola Verde” apre le porte ai visitatori

La Redola Verde

Giunta alla quarta edizione, “Caseifici Agricoli – Open Day” fa da vetrina al formaggio italiano e intende avvicinare pubblico e produttori agricoli, aprendo le porte dei caseifici e promuovendo visite e degustazioni. In Umbria ha aderito alla manifestazione anche “La Redola Verde”, fattoria tra le colline di Montefalco (PG) che alleva pecore della razza Lacaune, maiali di Cinta Senese, oche e galline.

La Redola Verde

“La Redola Verde” è nata nel 2015 ed è guidata da Marco Tabarrini, che dopo aver lavorato per anni come geometra ha deciso di cambiare vita e ricalcando i passi del nonno contadino è diventato prima allevatore e poi produttore. A muoverlo è stato il desiderio di un ritorno alle origini, all’autenticità di certi gesti e consuetudini. Guidato da un grande amore per la natura e gli animali, Marco ripropone la “buona prassi contadina”, quella votata alla naturalità e alla genuinità; concimazioni, trattamenti e mangimi puntano, in primis, alla salubrità degli animali e dell’ambiente in cui questi vivono, mentre i prodotti finali sono tutti privi di additivi.

Le pecore Lacaune – dalla grande attitudine alla lattazione e di origine francese – vengono nutrite utilizzando il fieno prodotto in azienda, senza impiego di fertilizzanti chimici ma concimando con il letame, mentre i maiali di Cinta Senese, liberi tra querce e noccioli, si alimentano dei frutti che offre il sottobosco o con una miscela di cereali e graminacee. Inoltre, le pecore non vengono munte in gravidanza e ad ognuna è riservato il giusto riposo dopo il parto; gli agnelli, poi, rimangano con le madri fino allo svezzamento. Infine, galline e oche, razzolando sotto il sole, in spazi aperti, contribuiscono a mantenere in equilibrio l’intero habitat.

La Redola Verde

A “La Redola Verde” il latte delle pecore Lacaune è trasformato in diverse varietà di formaggio, mentre dai maiali di Cinta Senese si ottengono peculiari salumi, tutti prodotti senza conservanti. Il primo pecorino nato a “La Redola Verde” è stato il Turriolo Fresco, un formaggio morbido, con un’occhiatura marcata, che ricorda, all’assaggio, il latte appena munto; a questo se ne sono poi aggiunti altri come il Cremoso, il Blu di Pecora e i Riserva. Quest’ultimi, in particolare, hanno visto la luce durante il lockdown; quando infatti, un anno fa, tutto si è fermato, Marco si è concentrato sulla sperimentazione e in, particolare, sui tempi di stagionatura, dando forma prima al Turriolo Riserva 12 mesi e poi al Turriolo Riserva 24 mesi, ancora in fase di maturazione.

Tra i salumi, invece, spiccano il prosciutto, la lonza, il capocollo, il salame casareccio e la salsiccia stagionata; il prosciutto, in particolare, è una vera e propria delizia. La grande marezzatura di grasso dei maiali e la tipica lavorazione umbra lo rendono gustosissimo; è deciso all’assaggio e, al contempo, dotato del giusto grado di dolcezza. Scelti, per accompagnare le degustazioni, anche da molti viticoltori montefalchesi, i prodotti de “La Redola Verde” sono in continuo divenire; Marco, infatti, intende cimentarsi in molto altro e probabilmente, presto, avremo la fortuna di assaggiare anche il suo prosciutto d’oca.

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"Galeotto fu per lei il Montepulciano d'Abruzzo 2009 di Emidio Pepe": così, con una parziale citazione, si potrebbe iniziare a raccontare quello che è stato, per Martina, un cambio di passo. Nata a Terni nel 1984, benché gli studi universitari in Biologia sembravano portarla altrove, Martina infatti ha lavorato qualche anno come autrice televisiva per poi - con quel "famoso" calice in mano - decidere di iscriversi a un corso della Fondazione Italiana Sommelier. Ancora fresca di diploma, si è fin da subito impegnata nella divulgazione enogastronomica e poi è entrata a far parte, in qualità di Editor e Wine Specialist, della grande distribuzione, italiana e internazionale. Oggi, per lavoro e per inclinazione, si occupa in particolare dei piccoli produttori, degli artigiani della vigna e dei loro vini coraggiosi.

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