Castello di Querceto 1897-2017, 120 anni di successi in 10 momenti da ricordare

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Il Castello di Querceto spegne quest’anno 120 candeline. Per l’occasione abbiamo chiesto al titolare Alessandro François di ricordare i 10 momenti salienti della vita dell’azienda. Il risultato è un amarcord di aneddoti, memorie e successi. Eccolo

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Appena si entra a Castello di Querceto una foto di fine ‘800 ci mostra alcuni avi della famiglia François: immagini segnate dal tempo ma sguardi fieri che, 120 anni dopo, lasciano intendere le ragioni per cui i François – tutt’oggi proprietari della tenuta – siano divenuti una delle famiglie protagoniste del Chianti Classico, spinti dal desiderio di proporre al mercato espressioni autentiche dei vitigni toscani. Dall’inizio del ‘900, con i primi vigneti monovarietali di Sangiovese, Castello di Querceto continua a parlare al mondo con i suoi vini. L’interpretazione dei cru e la ricerca delle selezioni più rappresentative della tenuta sono state infatti fin dagli anni ’70 gli obiettivi di Alessandro François, che è riuscito a far conoscere Castello di Querceto come una delle realtà chiantigiane più presenti all’estero, oggi con una produzione al 90% destinata all’export in oltre 50 paesi. Un traguardo commerciale di cui Alessandro e la moglie Antonietta François sono molto orgogliosi.

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Con il 2017 Castello di Querceto festeggia i 120 anni di produzione e lo fa stappando due dei suoi vini simbolo, ovviamente 100% sangiovese: La Corte IGT Colli della Toscana Centrale, il primo cru dell’azienda (ancora oggi si trovano alcuni esemplari di inizio ‘900 nelle cantine storiche), e il Chianti Classico Gran Selezione DOCG Il Picchio, l’essenza dei migliori vigneti a sud-est della tenuta. Per entrambi “nessuna etichetta commemorativa” spiega il produttore. “Basta il vino a raccontare la nostra storia”. E, infatti, questi due interpreti della filosofia aziendale preferiscono svelarsi direttamente nel bicchiere: la Corte con la sua eleganza, le sue note fruttate e leggermente balsamiche, il Picchio con la sua struttura e la sua persistenza, esaltate da sentori erbacei, floreali e di cioccolato. Brindare con i vini di Castello di Querceto è un tuffo nella storia del Chianti Classico. Ed eccola, questa storia, divisa nei 10 momenti da ricordare

 

1897 – L’inizio

Castello di Querceto 1897-2017, 120 anni di successi in 10 momenti da ricordare

Carlo François ed Elvira Colombini, dopo aver celebrato il loro matrimonio, acquistano il Castello di Querceto e circa 200 ettari di terreno circostante che comprendono la maggior parte della piccola valle di alta collina dove è ubicato il villaggio di Dudda, nel Comune di Greve in Chianti e che si chiama Valle di Lucolena.

1904 – La prima vendemmia

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Viene prodotto il primo vino di Sangiovese in purezza con le uve provenienti dalla vigna “La Corte”, che era stata piantata poco dopo l’acquisto dell’azienda, uscendo dai canoni da tutti usati in quel tempo e che prevedevano in ogni vigna 4-5 diverse varietà di uva, secondo la ricetta proposta nel XiX secolo da Bettino Ricasoli.

1910 – Il primo successo

Castello di Querceto 1897-2017, 120 anni di successi in 10 momenti

In occasione della prima partecipazione ad un concorso internazionale svoltosi in Argentina, il vino Castello di Querceto risulta vincitore del secondo premio. È solo l’inizio di una serie di riconoscimenti in Italia e all’estero.

1924 – Nasce il consorzio

La famiglia François, in qualità di proprietaria del Castello di Querceto, partecipa attivamente, insieme ad altre 32 aziende, alla fondazione del “Consorzio del Chianti Classico” per il quale viene scelto l’emblema del “Gallo Nero”. Si tratta di un organismo privato che, in assenza di qualunque tipo di legislazione, si proponeva lo scopo di controllare e garantire la qualità dei vini prodotti dai suoi soci.

1944 – La guerra

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La seconda Guerra Mondiale non risparmia la Valle di Dudda. Il centro aziendale del Castello di Querceto viene requisito dall’esercito Tedesco che vi installa il “Comando locale” e vi rimane per circa 3 settimane fino a quando, verso la fine del luglio 1944, non viene spinto verso nord dall’esercito “alleato” che stava risalendo la penisola. In questo tempo, oltre a decimare un’importantissima collezione di vini, creata anno dopo anno da Carlo François, i nazisti hanno perpetrato azioni incomparabilmente più gravi, come la deportazione di Tito, figlio di Carlo, in un campo di concentramento in Germania, ed un eccidio di sette persone innocenti nel cortile del centro aziendale.

1978 – L’arrivo di Alessandro François

Castello di Querceto Antonietta e Alessandro François

Alessandro François, figlio di Tito e nipote di Carlo, inizia ad interessarsi dell’azienda insieme a sua moglie Antonietta e trasforma la ragione sociale in Società per Azioni, allo scopo di reperire le risorse per avviare un quanto mai necessario programma di rinnovamento e modernizzazione. Una ventina di amici entrano con entusiasmo a far parte del “corpo sociale”. Pochi anni dopo Alessandro François abbandona la sua attività professionale che svolgeva a Milano nel campo dell’Ingegneria Industriale e si trasferisce in azienda con tutta la famiglia. Da questo momento il “Castello di Querceto” diventa non solo la sua attività ma anche la sua ragione di vita. Subito dopo i vini cominciano ad essere promossi ed esportati.

1996 – La famiglia si allarga

Lia François, trentenne e Simone François, ventitreenne, figli di Alessandro ed Antonietta, oltre a Paolo Zucconi, nipote di Alessandro, decidono di entrare nell’attività di famiglia, dando un grosso contributo a rinforzare le risorse umane responsabili delle gestione dell’azienda.

1997 – L’anno del centenario

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Si festeggia il “Centenario del Castello di Querceto”. Una grande festa cui partecipano circa 200 invitati ha come preludio, per un gruppo di 30 selezionatissimi ospiti in massima parte giornalisti specializzati, una memorabile degustazione verticale comprendente 16 vendemmie del vino storico “La Corte”. Il debutto prevedeva l’assaggio della prima vendemmia che allora aveva 93 anni. Il risultato è stato splendido, lasciando attonito tutti i presenti.

1999 – Il riconoscimento

Il Consorzio del “Chianti Classico” in occasione della ricorrenza dei suoi 75 anni, nel corso di una cerimonia, ha consegnato un premio a Tito François, allora novantacinquenne, in qualità di unico fra i fondatori ancora in vita.

2006 – In sette al timone

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Allo scopo di rinforzare ulteriormente il gruppo dirigenziale familiare dell’azienda, entrano a farne parte Stefania Bussotti, moglie di Simone François, e Marco Fizialetti, marito di Lia François. Sono perciò oggi coinvolte nell’attività aziendale ben 7 persone della famiglia. Si compiono così 120 anni di attività, durante i quali quattro generazioni si sono succedute ed hanno contribuito al successo dei vini del Castello di Querceto nei 5 continenti, raggiungendo oltre 50 Paesi e spingendo la quota di esportazione ad oltre il 90% della produzione.

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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