Toscana da bere, viaggio tra i cocktail bar della regione: Sartoria ’33 a Massa

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Torna Toscana da bere, il viaggio tra i cocktail bar del Granducato: da un’idea di Federico Bellanca, ogni settimana passiamo in rassegna i luoghi del “bere bene” miscelato. Oggi andiamo a Massa per scoprire il Sartoria ’33

Nel mondo dell’ospitalità si usa spesso il concetto di “taylor made” – mutuato dal mondo della moda – per definire la capacità di donare al cliente un servizio su misura per le sue esigenze, riuscendo a farlo sentire a casa ovunque si trovi. Ma questa dizione forse non era mai stata presa così alla lettera nel campo della mixology come hanno fatto i titolari del nuovissimo Sartoria ’33. Già dal nome infatti, il locale che ha aperto i battenti a Massa, mette ben in chiaro le proprie intenzioni.


La nuova creatura dei ragazzi del Franklin ’33 si distingue dal locale lucchese sia come format che come identità, ma non abbandona minimamente gli standard qualitativi che hanno contraddistinto il primo locale in questi anni. In questo spazio di 150 mq è stato infatti allestito un cocktail bar (probabilmente il primo con un identità così marcata della provincia), che si propone l’idea di rovesciare l’equazione classica, partendo dai gusti del cliente per creargli un “drink su misura”. Attraverso una bottigliera di circa 200 referenze, si prova a capire il palato del cliente, parlandoci, ascoltandolo e ovviamente metterlo a suo agio, per poi preparare il drink perfetto per lui.

Il locale è stato aperto ufficialmente solo da pochi giorni, ma va a completare l’offerta cittadina alzando lo standard del bere miscelato, e la curiosità intorno a questo progetto è sicuramente tanta. Chissà, forse esiste il cocktail perfetto per ognuno di noi, basta trovare un bartender in grado di “prendere le misure” e crearlo. Ora a Massa la Sartoria è aperta, non resta che andare a scoprirla, e ovviamente a scoprire meglio anche se stessi.

Federico Bellanca

Federico Bellanca

Federico Silvio Bellanca, nato l’ultima settimana del 1989 a Fiesole, reputa se stesso la risposta alla domanda di Raf “cosa resterà di questi anni 80”, e si crede simpatico ogni volta che fa questa battuta. Specialista in Marketing del settore Beverage, ha lavorato in quest'ambito per alcuni anni (soprattutto sul mercato francese), per poi passare a ruoli di responsabilità nelle vendite in diverse aziende spaziando dal vino alla birra fino ai prodotti food. Stregato dal fascino del giornalismo ha cominciato a scrivere per riviste tecniche nel 2015, prima su GDOnews e successivamente su Beverfood.com. A fine 2017 inizia a scrivere su il Forchettiere per raccontare la passione di tutti i protagonisti della ristorazione incontrati mentre cercava dati di mercato e trend di marketing. Ama i cocktail in cui gli ingredienti sono creati del bartender, i ristoranti che non fanno razzismo regionale nei vini e tutto quello che viene servito crudo o quasi. Odia i sorrisi forzati nelle foto , gli appassionati morbosi di un singolo prodotto e scrivere di se stesso in terza persona nelle biografie perché non riesce a farlo troppo seriamente…

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