La minaccia: in arrivo un’ondata di contaminazioni da monossido di diidrogeno (DHMO)

Con l’inverno torna l’allarme per una nuova ondata di contagi causati dal temibile monossido di diidrogeno (DHMO), che – nonostante gli avvertimenti della comunità scientifica internazionale – rischia di abbattersi sul nostro Paese. Ecco i pericoli per la nostra salute e come difendersi

C’è un sottile ma temibilissimo nemico della nostra salute che rischia di creare conseguenze piuttosto serie: secondo gli esperti è in arrivo anche nel nostro Paese un’ondata di contaminazioni da monossido di diidrogeno (DHMO), sostanza pericolosa che nei prossimi mesi potrebbe entrare a contatto in maniera più significativa con le popolazioni. Come noto, i danni alle persone derivanti dal contatto con questa molecola sono molteplici: basti pensare alla morte per inalazione (il DHMO uccide se inalato, anche in piccole quantità, mentre se assunto in grandi quantità in un breve lasso di tempo può provocare iponatremia). E se allo stato solido può danneggiare i tessuti biologici, ingerire troppo DHMO può causare una serie di effetti sgradevoli, anche se non letali. Allo stato gassoso, infine, è responsabile di gravi ustioni. Viene regolarmente rilevato nelle biopsie di tumori pre-cancerosi e di diversi tipi di lesioni.

Ogni anno il DHMO miete centinaia di vittime in tutto il mondo. Il problema è che in natura il monossido di diidrogeno si presenta come un liquido incolore, inodore e insapore, che col passare del tempo si è diffuso sulla superficie terrestre in fiumi, laghi e serbatoi, fino ad raggiunto persino l’Antartide. E non è tutto: al di là dei danni per le persone, è stato dimostrato che la presenza del monossido di diidrogeno – noto anche come acido ossidrilico o acido idrico – è legata al fenomeno delle piogge acide, dell’effetto serra e dell’erosione del suolo (è tra le cause dei “cicloni killer”, negli Stati Uniti come in altri Paesi, ed è sospettato di contribuire non poco all’effetto meteorologico “El Niño“).

È inoltre in grado di danneggiare impianti elettrici, se si deposita su componenti elettronici e circuiti elettrici, è responsabile in certi casi anche di cortocircuiti. In più, riesce a corrodere e ossidare diversi metalli, e può ridurre di molto l’efficienza dei freni delle auto. Infine, viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare. Come se non bastasse, il monossido di diidrogeno viene anche indicata come sostanza in grado di produrre dipendenza e – di conseguenza – l’astinenza da essa provochi la morte.

Come difendersi? È presto detto: imparando a non farsi trarre in inganno. Usando la giusta terminologia e omettendo opportunamente taluni dettagli rivelatori, infatti, si può far leva sull’emotività e l’ignoranza dei lettori, spesso influenzati da forme di chemofobia, fenomeno alimentato talvolta dagli stessi mass media. Il monossido di diidrogeno non è infatti che un altro modo di chiamare l’acqua. Rileggiamo insieme:

  • Il DHMO uccide se inalato, anche in piccole quantità
  • Il DHMO se bevuto in grandi quantità in un breve lasso di tempo può provocare l‘iponatremia.
  • Il DHMO allo stato solido può danneggiare i tessuti biologici (pensate a un blocco di ghiaccio)
  • Ingerire troppo DHMO può causare una serie di effetti sgradevoli, anche se non letali (provate a bere 5-6 litri di fila)
  • Il DHMO, noto anche come acido ossidrilico o acido idrico, contribuisce al fenomeno delle piogge acide.
  • Il DHMO allo stato gassoso è anche responsabile di gravi ustioni. (pensate a chi scotta con l’acqua bollente)
  • Il DHMO è tra le principali cause dell’erosione del suolo (pensate alle inondazioni)
  • Il DHMO è in grado di corrodere ed ossidare diversi metalli. (pensate al ferro e alla ruggine)
  • Il DHMO, se si deposita su componenti elettronici e circuiti elettrici, è responsabile in certi casi anche di cortocircuiti.
  • Il DHMO può ridurre di molto l’efficienza dei freni delle auto. (pensate al fenomeno del grip delle ruote)
  • Il DHMO viene regolarmente rilevato nelle biopsie di tumori pre-cancerosi e di diversi tipi di lesioni. (siamo fatti al 70% di acqua, no?)
  • Il DHMO è tra le cause dei “cicloni killer”, negli Stati Uniti come in altri Paesi.
  • Il DHMO è sospettato di contribuire non poco all’effetto meteorologico “El Niño“.
  • Il DHMO viene ampiamente usato negli impianti di produzione dell’energia nucleare (sì, come refrigerante)

Un’ultima cosa? Perché mai è in arrivo un’ondata di contaminazioni da monossido di diidrogeno? Beh, sta arrivando l’inverno. Vedete voi.

Marco Gemelli

Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itreforchettieri.it, embrione del Forchettiere. Gestisce infine un Bed & Breakfast a Firenze (www.damilaflorence.com).

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