Il gesto simboleggia la richiesta di aiuto degli imprenditori della ristorazione alle istituzioni locali affinché si facciano portavoce delle richieste presso il Governo. La replica di Nardella: “Stiamo lavorando su più fronti”

L’avevano promesso e l’hanno fatto: i ristoratori toscani hanno consegnato oltre 1500 mazzi di chiavi al sindaco di Firenze Dario Nardella e all’assessore alle Attività Produttive Federico Gianassi. Al di là del gesto simbolico, ogni chiave rappresenta una storia di piccola imprenditoria, migliaia e migliaia di posti di lavoro. Forse mai prima una terra di campanili come la Toscana era riuscita a vedere uniti i ristoratori in una lotta comune, per fronteggiare le enormi difficoltà che coinvolge il loro settore come uno degli ambiti più colpiti dagli effetti economici e sociali del Covid-19.

I ristoratori hanno espresso al sindaco Nardella e all’assessore Gianassi le loro istanze, chiedendo di portarle presso il Governo: “Allo stato attuale delle informazioni – spiegano i ristoratori – per noi non sarà possibile aprire il 1 giugno. Ad oggi non ci sono le condizioni né sanitarie né economiche per la riapertura, sebbene noi auspichiamo quanto prima che si verifichino queste condizioni perché desideriamo ripartire. Non vogliamo sapere quando apriremo, ma abbiamo bisogno di sapere come ci aiuterà il Governo in questo periodo di chiusura e quando lentamente ripartiremo, abbiamo bisogno di un concreto aiuto oggi non domani. Quando decideranno di riaprire noi saremo pronti, ma ci saremo solo se ci aiuteranno a rimanere vivi”.

“Ci sono stati rappresentati problemi molto gravi e urgenti – ha risposto il sindaco Dario Nardella – e sono gli stessi temi che stiamo denunciando da giorni a livello nazionale. Abbiamo convenuto su alcuni punti: intanto con un piano di concessione di ulteriore suolo pubblico gratuito, per tavolini e sedie, e con la cancellazione della COSAP per questi mesi di chiusura. Poi, se arrivano fondi dal Governo come mi auguro, vogliamo procedere con la riduzione della tassa sui rifiuti, che inizialmente abbiamo posticipato a giugno. Poi serve una norma nazionale per calmierare gli affitti commerciali. Lavoriamo insieme per far rinascere Firenze, città di grande tradizione culturale e commerciale e vincere la battaglia contro il coronavirus”. Nardella ha aggiunto che si farà portavoce verso il Governo delle richieste dei ristoratori e lancia un appello affinché i soldi della cassa integrazione possano arrivare subito.

Fondamentale è il tema degli affitti. “C’è un confronto permanente con tutte le associazioni di categoria e con i ristoratori – ha spiegato poi l’assessore Gianassi – Stiamo lavorando per trovare un accordo sul tema degli affitti fra proprietari e locatori, ma serve una norma nazionale per calmierare gli affitti commerciali. Così come serve una norma nazionale per estendere e velocizzare la cassa integrazione e ridurre le tasse”.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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