Da mezzo secolo i vini di Giovanni Abrigo raccontano il territorio di Diano d’Alba: dal Barolo al Dolcetto, dalla Barbera al Nebbiolo, in 14 ettari l’azienda produce 60mila bottiglie l’anno. E ora arriva la cantina ecosostenibile

Alla fine degli anni ’60 le campagne venivano abbandonate per andare alla lavorare in fabbrica in città. Fu proprio nel 1968 che Giovanni Abrigo decise di acquistare dei terreni a Diano d’Alba per avviare la propria azienda. Così ebbe inizio l’attività agricola della famiglia Abrigo producendo uva – venduta in gran parte a grandi cantine – allevando la celebre razza bovina piemontese e coltivando anche la famosa nocciola Piemonte Igp.

giovanni abrigo

Con l’arrivo nel 1987 di Giorgio Abrigo, figlio di Giovanni, l’attività si concentra soprattutto sulla parte vinicola. Da allora Giorgio con la moglie Paola, i figli Giulio, che si occupa della cantina e della parte commerciale, e Sergio, enologo, produce i vini Doc e Dogc del territorio di Diano d’Alba: il Barolo, il Dolcetto di Diano d’Alba, la Barbera d’Alba, il Langhe Favorita e il Nebbiolo d’Alba.

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Attività che prosegue con successo da più di cinquant’anni con circa 60mila bottiglie prodotte. Sono circa 14 gli ettari vitati posizionati sui migliori versanti collinari di Diano d’Alba, Roddi, Grinzane Cavour e Novello. E per meglio gestire la produzione, negli ultimi è stata costruita una nuova cantina ecosostenibile interrata unendo così la funzionalità alla riduzione dell’impatto visivo. Dall’esterno è infatti soltanto uno splendido giardino pensile, su diversi livelli. Ecco i vini di Giovanni Abrigo:

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Dolcetto di Diano d’Alba Sorì dei Crava Docg 2020

“Sorì dei Crava” (Menzione Geografica Aggiuntiva) è il vigneto posto al centro di questo Sörì, in piemontese “solatio”, da dove provengono i migliori Dolcetto di Diano d’Alba. L’esposizione a sud-ovest e l’altezza sui 400 metri permettono alle uve delle viti di circa trent’anni di produrre un vino dal sapore secco, fresco, dal profumo fragrante e di buona persistenza. È prodotto con uve selezionale di Dolcetto 100%, raccolte manualmente a metà settembre e vinificate in acciaio con rimontaggi durante a macerazione. Anche l’affinamento avviene in acciaio (fino all’estate successiva) per poi passare all’imbottiglimento. Di colore rosso rubino intenso con riflessi violacei al naso ha sentori di amarena, piccoli frutti rossi e leggere note mandorlate. Al gusto è secco, avvolgente con tannini ben presenti e nel finale si ritrovano i piccoli frutti rossi e la mandorla.

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Dolcetto di Diano d’Alba Superiore “Garabei” Docg 2020

Ḕ la massima espressione del Dolcetto Abrigo. Il vigneto “Garabei”, situato nella MGA Sorì dei Crava, è esposto a sud-ovest a circa 350 metri s.l.m., è formato da viti di circa cinquant’anni e conferisce al vino una complessità e un’espressione particolari mentre il terreno argilloso gli dona armonia, eleganza, profumo e longevità. Le uve vengono raccolte manualmente a fine agosto e vinificano in acciaio per pochi giorni e qui affina fino all’estate successiva prima di essere imbottigliato. Di colore rosso con riflessi violacei, al naso si percepiscono la ciliegia sotto spirito, i piccoli frutti rossi e leggere note di fieno e mandorle. Al gusto è morbido, corposo con tannini avvolgenti. Mostra una buona freschezza e persistenza. Da gustare anche fra qualche anno quando l’ulteriore invecchiamento darà delle piacevoli sorprese gustative.

Barbera d’Alba Superiore “Rocche dei Frisu” Doc 2018

Questo vino è prodotto con uve provenienti dai vigneti di Diano d’Alba, con terreni caratterizzati da strati di sabbia ed arenarie grigie, e Roddi, più compatti e profondi, entrambi esposti a sud-ovest. I grappoli sono spargoli con acini piccoli che vengono raccolti manualmente ad inizio ottobre. Considerato la massima espressione del Barbera Abrigo, viene prodotto solo nelle annate migliori in grado di mostrare il suo carattere. Le uve vengono lavorate separatamente e affinano sei mesi in botte di rovere francese e tonneaux. Passa poi 12 mesi in cemento prima dell’imbottigliamento, effettuato a maggio 2020, affinando per altri sei mesi. Di colore rosso porpora intenso, al naso mostra sentori di ciliegia e amarena, frutta rossa croccante, note balsamiche e liquirizia e una leggera speziatura. Al gusto appare morbido, di buona struttura con tannini setosi, fresco, persistente ed equilibrato.

Barolo “Ravera” Docg 2016, 2017 e 2018

Ḕ prodotto con uve provenienti da due ettari in località Ravera a Novello, uno dei Cru più importanti del comune. Un vigneto unico che si allunga da un capo all’altro della collina. Il suolo è composto da marne di Sant’Agata, con strati di calcare misti a sabbia. Le uve delle vigne allevate nella MGA “Ravera” in generale donano a questo Barolo grande longevità, freschezza e struttura. Prodotto con Nebbiolo 100% le cui uve vengono raccolte manualmente e lavorate separatamente a seconda delle parti di provenienza. Dopo la fermentazione in acciaio con rimontaggi e delestage, il vino affina 38 mesi di cui 20 in botticelle di rovere e in piccola percentuale in tonneaux. Dopo un periodo di assemblaggio in acciaio viene imbottigliato e affina per altri sei mesi. In generale è un vino di colore rosso granato che diventa più intenso nelle annate più vecchie. Al naso si percepiscono i frutti di bosco, più freschi nell’annata 2018 e più maturi nella 2016. Il carattere distintivo del Ravera è la tipica nota balsamica, sia al naso che in bocca, che dona freschezza. Al gusto è morbido, corposo, i tannini sono setosi che diventano sempre più vellutati nelle annate più vecchie. Ottima la persistenza con il ritorno sul finale della nota balsamica.

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