domenica 25 Ottobre 2026

E le stelle non stanno a guardare… Caino sbarca a Firenze, nel Chianti torna Haverkock

guido

LE STELLE, in Toscana, non stanno a guardare. Ha riaperto, ma questa non è una novità Il Canto alla Certosa di Maggiano, sempre con Paolo Lopriore (in versione un po’… trasformata, però) ai fornelli e Anna Claudia Grossi al timone della struttura. La notizia, invece… sono due. Già, perché ritorna una sorta di figliol prodigo: Guido Haverkock, il cuoco dei tempi d’oro di Taverna Banfi, dopo la partentesi ai Portici di Bologna – parentesi che gli ha regalato la sua brava stella – e un anno sabbatico, si riaffaccia alle nostre latitudini. A Castellina in Chianti, per l’esattezza. Dove in questi giorni prende forma un progetto con la Locanda Le Piazze, uno di quei resort di campagna che ti fanno sempre restare a bocca aperta. Haverkock firma i menu e cura la cucina: all’inizio, magari, solo per i clienti dell’hotel. Poi, “quando – assicura la direzione – saranno completati tutti i passaggi necessari”, leggi autorizzazioni e burocrazia, sarà tempo di accogliere anche di nuovo la clientela esterna. E saranno di nuovo delizie, per chi ricorda quella cucina.

valeria-piatto

MA LA NOTIZIA  più bella, dell’ultima ora, è fiorentina. Con lo sbarco di una corazzata a due stelle in riva all’Arno. Proprio in riva all’Arno. Nel bellissimo palazzo che ospita quel capolavoro che è il Giardino d’Inverno dell’Hotel St. Regis, in piazza Ognissanti, arriva Caino. Arriva Valeria Piccini. E’ la conclusione del percorso cominciato con un mezzo passo falso, l’accordo poi saltato per realizzare “Etichetta Pinchiorri”; ora l’accordo invece è definito, e da mercoledì 8 maggio, pochissimi giorni dunque, parte “Winter Garden by Caino”.

“INIZIA una nuova avventura”, le prime parole che abbiamo strappato al solito splendido raggiante sorriso di Valeria Piccini, accolta in sala dal general manager Valentino Bertolini (“ci voleva qualcosa di marcatamente toscano per la nostra clientela internazionale”, commenta visibilmente soddisfatto) appena uscita dalla cucina dove da un mese, con lo chef executive dell’hotel, Michele Griglio, sta lavorando ai nuovi menu. “Piatti che ho già in carta, i piatti ‘memorabili’ di Caino, e piatti nuovi”. Per capirsi, le immancabili pappardelle “accoppiate”, sfoglia bianca su sfoglia verde al formaggio di fossa, lo scorfano con i carciofi, il piatto di trippa e lampredotto, magari i celeberrimi tortellini all’olio. E piatti creati per Firenze. “Ho pensato – anticipa Valeria – a un minestrone ‘particolare’, in tre cotture. A una ‘tagliata con i fagioli’ che è tutta da scoprire. Al piccione, il ‘mio’ piatto, la carne che preferisco, con l’agnello e il manzo…”. Intanto, si assaggia: un antipasto a base di coniglio, semplice e fresco, al basilico con insalatine di verdure e pompelmo, con infusione di succo di carote e menta. E un dessert, “torsione” di cioccolato (il 70% Valrohna) con sorbetto di nocciole e sorbetto di arancio, peperoncino e finocchietto.

 

Valeria Piccini
Valeria Piccini

PIU’ MESTOLO che sifone? “No, entrambi. La tecnica e la tecnologia sempre al servizio della materia prima. Quello che non trovo me lo porto dalla Maremma, ma ho rtrovato già tante cose anche qui”. E i ragazzi del St. Regis? “Bravi, e attenti. Mi ascoltano, mi seguono. Io li correggo solo quando ce n’è bisogno”. Non ci starà fissa, naturalmente. C’è Caino, a Montemerano, da guidare. A Firenze due giorni a settimana, il mercoledì e il giovedì, quando Caino è chiuso. Sette su sette ai fornelli, Valeria.. “Meglio, perderò due chili…” No, non si smentisce mai.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Lorenzo Ruggeri, direttore del Gambero Rosso, ripercorre quattro decenni di rivoluzioni a tavola e guarda al futuro tra intelligenza artificiale, nuove generazioni e libertà di giudizio: «Non è più tutto straordinario. Dobbiamo riappropriarci dell’autenticità».

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...