Dalle fettuccine Alfredo, croce (e basta, altro che delizia) di ogni italiano all’estero, alla Caesar Salad, passando per il cappuccino postprandiale, le polpette nella pasta e la ciotolina olio & aceto: ecco alcune delle peggiori leggende metropolitane sul cibo italiano

sordi

Qualche tempo fa, a Firenze un’Università americana mi chiese di tenere una lezione ai suoi studenti sul cibo italiano. Per non annoiare i ragazzi né ripetere loro una sequela di nozioni che probabilmente già un minimo conoscevano da libri e (più facilmente) tv, decisi di fare con loro un gioco. Chiesi di dirmi cosa conoscevano della cucina italiana, e mi divertii a smontare – per oltre un’ora – una dopo l’altra le bizzarre leggende metropolitane che girano intorno al cibo italiano. Ecco le migliori.

1) Fettuccine Alfredo

fettuccine alfredo

Non esiste turista italiano negli States che non le abbia incrociate lungo la sua strada, magari esposte sul menù di un ristorante (pseudo)italiano se non addirittura nel piatto del vicino di tavolo. Spesso invitanti come una cipolla caramellata, e non meno dietetiche, le fettuccine Alfredo sono – per fortuna – introvabili in Italia e rappresentano l’esempio classico di ciò che gli Americani sono convinti abbondare sulle tavole della penisola. Eppure le Fettuccine Alfredo sono effettivamente nate in Italia, e precisamente a Roma. Nonostante nessun ristorante italiano con pretese di serietà oggi ardisca metterle in carta, quelle fettuccine sono al centro di una lotta serrata per la primogenitura. Mentre appare assodato che a portarle negli Stati Uniti fu la coppia di attori Douglas Fairbanks – Mary Pickford, il dubbio è su dove i due divi del muto l’abbiano assaggiate per la prima volta prima di portarle oltreoceano e farle diventare un must per le celebrità di Hollywood. Si dice infatti che le fettuccine Alfredo fossero il piatto simbolo del ristorante dello chef Alfredo Di Lelio, che vantava grande successo specie tra i turisti americani e che le abbia ideate nel 1914 proprio nel suo locale in Via della Scrofa. Ma a rivendicare la paternità è anche il ristorante “Vero Alfredo” (piazza Augusto Imperatore), sempre a Roma: anch’egli cita la coppia Fairbanks-Pickford, aggiungendo che questi omaggiarono Alfredo con le “mitiche posate d’oro” (sic!). E non è tutto: cercando in rete, i locali che rivendicano di essere gli “Alfredo” originali sono almeno altri tre.

2) Caesar Salad

Ceasar-Salad

Sebbene l’insalata faccia parte a pieno titolo della dieta mediterranea, e nonostante sia plausibile che dunque quell’insalata abbia origini italiane (come in effetti è), la risposta è no: la Caesar Salad non è un piatto tipico italiano, come invece sono convinti oltreoceano. A trarre in inganno molti statunitensi, che notoriamente non sempre hanno un’idea molto articolata e coerente della storia europa, è il nome: Cesare, l’imperatore, era romano. Ergo, la Caesar Salad è un piatto di origine romana ben diffuso in Italia. Macché. La ricetta nasce nel 1924 quando lo chef Cesare Cardini – lui sì, di origine italiana, essendo nato sul Lago Maggiore nel 1896 – inventò la ricetta di questo piatto per la festa del 4 luglio, l’Independence Day. La ricetta si chiama dunque “Caesar” in suo onore, ma dalle nostre parti è più facile trovarle in un McDonalds che su una tavola. Ciò la rende dunque una delle leggende metropolitane sul cibo italiano.

3) Le polpette sulla pasta

Spaghetti polpette

Le chiamano “meatballs”, palle di carne, e in effetti le polpette sono piuttosto diffuse anche da noi. Ma non certo sulla pasta, insieme al sugo, se non in alcune ricette della nonna. Anche mia mamma, quand’ero piccolo, aggiungeva le polpettine nel sugo (grazie, mammà) ma un’esperienza non è sufficiente a fare un trend. Tanto che nessun ristorante, a meno che non si sia svenduto allo stereotipo, metterebbe mai in carta la pasta con le polpette (tranne alcune zone dell’Abruzzo, dove in effetti le polpettine nel sugo sono una tipicità). Nulla a che fare però con le polpettone che abbiamo visto in Lilli e il vagabondo… Dell’argomento si sono occupati fior di siti, e persino l’Istituto Smithsonian, arrivando a questa conclusione: molti negli Usa sono convinti che i “meatballs spaghetti” siano un tipico piatto italiano perché l’avevano visti preparare dalle donne emigrate a inizio Novecento dalle regioni più povere del sud Italia. La voce, poi, si è alimentata da sé fino a trasformarla in una delle più diffuse leggende metropolitane sul cibo italiano.

4) Cappuccino a ogni ora

cappuccino

Nelle città turistiche li guardiamo con una certa compassione, e magari una punta di disgusto. Ma quei visitatori stranieri intenti a sorseggiare un cappuccino in pieno pomeriggio o addirittura in orario da aperitivo spesso non hanno idea che un italiano “de puta madre” non ordinerebbe mai un cappuccino oltre l’ora di pranzo. Anzi, è praticamente vincolato alla prima colazione. Eppure oltreoceano sono convinti che si possa ordinarlo sempre e dovunque. Persino alla fine di un pasto, al posto del caffè. Eresia.

5) La ciotolina olio & aceto

olio aceto

Questa è tipicamente asiatica, ma si è diffusa oltre i confini del Celeste Impero con la velocità di un tormentone su Youtube. L’ho sperimentata io stesso a Hong Kong un paio di mesi fa. In ogni ristorante italiano, accanto al piatto viene posta una ciotolina, non eccessivamente concava: una per ogni commensale. Ma non serve per appoggiare il pane, come succede da noi. La cameriera arriva infatti con due bottiglie, una per mano: in una c’è l’olio, nell’altra l’aceto. I due condimenti finiscono insieme nella ciotolina, e ciò che si aspettano che il cliente faccia – pensando che sia qualcosa di tipicamente italiano – è di intingere il pane in quella soluzione a pois formata da olio&aceto. Quando ho chiesto di avere solo l’olio, mi hanno guardato come per dire: “Ma è sicuro di essere italiano?”. Cazzarola, sì.