martedì 27 Ottobre 2026
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Tenuta Bossi: nasce Fiammae, il primo vino di Gerardo e Lapo Gondi

Buon sangue non mente: nella cantina dei marchesi Gondi – proprietari della Tenuta Bossi in Chianti Rufina – nasce Fiammae, il primo vino realizzato da Gerardo e Lapo, i figli di Bernardo e Vittoria Gondi

Non è un passaggio di consegne, ma il segno che la strada imprenditoriale della storica casata è in discesa, almeno da un punto di vista vitivinicolo. I fratelli Gerardo e Lapo Gondi, i figli di Bernardo Gondi e di donna Vittoria – i marchesi proprietari della Tenuta Bossi in Chianti Rufina – hanno dato vita al loro primo vino, il Sangiovese in purezza Fiammae.

A trent’anni dalla “prima volta” del padre, che nel 1989 vinificò per la prima volta in purezza il Cabernet Sauvignon impiantato cinque anni prima, dando vita a quel Mazzaferrata che è stato di recente protagonista di una grande verticale in onore dei 30 anni del vino, adesso anche Gerardo e Lapo hanno voluto interpretare il proprio territorio seguendo la loro personale visione del Sangiovese.

Il Fiammae 2016 è un Sangiovese prodotto con uve raccolte in un vigneto aziendale situato a un’altitudine di 300 metri ed esposto a sud est. Il nome, latino, è declinato al plurale perché dentro la bottiglia si ritrovano due anime e due fiamme: quella di Gerardo e quella di Lapo, unite dall’infinita passione per il Sangiovese. “Le fiamme ricorrono spesso nella nostra famiglia – racconta Gerardo, classe 1982 – perché sono il logo del Banco Gondi ed il Sangallo le volle raffigurare su alcuni bassorilievi lungo lo scalone principale del palazzo. Inoltre, mia figlia si chiama Fiammetta, un nome di famiglia. Ma sono anche le fiamme che rappresentano la passione che mio fratello ed io abbiamo per il vino”.

Anche da un punto di vista tecnico, le anime di Fiammae sono due: il vino nasce dall’appassimento di metà delle uve per circa un mese, mentre l’altra metà viene vinificata subito. Le uve sono state fermentate in barrique e poi messe ad affinare separatamente in barrique di rovere francese. Per le uve fresche è stato scelto un legno di media tostatura, mentre per quelle appassite si è preferito utilizzare una barrique dalle note più austere e potenti. Terminati i 18 mesi di affinamento, il vino è stato assemblato e imbottigliato. La commercializzazione è iniziata dopo un ulteriore affinamento in bottiglia di 12 mesi.

“Quando nel 2015 Gerardo ed io abbiamo deciso di metterci alla prova con un nuovo vino – spiega Lapo, classe 1986, fresco di nomina a presidente dei giovani agricoltori di Confagricoltura Toscana – ci siamo subito resi conto di avere visioni diverse del Sangiovese. Lui aveva in mente un vino fresco ricco di profumi primari mentre io volevo un vino più potente e austero. Quindi avendo noi due visioni diverse, il nostro enologo Fabrizio Moltard, con la sua lunga esperienza, ci ha aiutati a fondere sapientemente le nostre due anime e a dare vita a Fiammae”.

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