sabato 12 Settembre 2026
HomeStorie e personaggiFirenze, il politico...

Firenze, il politico e i suoi 500 barattoli di pomodori secchi diventati un cult

A Firenze il consigliere di quartiere Alessio Bandinu ogni anno prepara 500 barattoli di pomodori secchi per regalarli ad amici, colleghi, chef e vip. Nella lotta ad accaparrarseli c’è chi ha “copiato” la ricetta per venderla

Nei circoli cittadini a cavallo tra la politica e la gastronomica, i suoi pomodori secchi sono diventati un po’ uno status symbol, quasi l’oggetto del desiderio della Firenze che conta. Chi li ha assaggiati li considera una prelibatezza, e il fatto che ogni anno ne vengano realizzati solo 500 esemplari li rende ancor più preziosi agli occhi di coloro ai quali la notizia arriva spinta dal più classico dei passaparola. È una storia di quelle insolite e bizzarre, quella che vede protagonista Alessio Bandinu, sardo di origine ma fiorentino d’adozione, consigliere di quartiere del Pd a Firenze.

I suoi barattoli di pomodori secchi finiscono ogni anno a una ristretta cerchia di amici e colleghi istituzionali – Bandinu ne fa omaggio a ogni consigliere, di maggioranza e opposizione, per il compleanno – ma una quota finisce anche a chef e ristoratori, soprattutto per avere un parere tecnico.

Ed è qui che il gioco si fa interessante: se tra i destinatari dei pomodori ci sono il sindaco Dario Nardella e mezza giunta comunale, nel novero degli estimatori non mancano il cantante Francesco Guccini e una schiera di chef fiorentini: lo stellato Vito Mollica o Paolo Gori (Da Burde), per intendersi, insieme ai trippai Marco di Aurelio (piazza Tanucci) e Lorenzo di Il farro (piazza Artom).

Ma ad impazzire per i pomodori di Alessio Bandinu è anche Fabio Picchi, titolare del Cibreo e del Teatro del Sale. Anche lui è stato folgorato dal mix di sapori che il consigliere di quartiere aggiunge ai pomodori: c’è il finocchietto selvatico, i capperi, la cipolla di Tropea, l’aglio, il prezzemolo, il basilico, l’origano, il peperoncino, il sedano, il gambo del carciofo sardo, semi di finocchio, il cavolfiore e una foglia d’alloro sul fondo.

Proprio Picchi, dopo averli assaggiati, ha replicato la ricetta e dopo qualche tempo l’ha messa in vendita (a 12 euro al pezzo) all’interno di C.Bio, in zona Sant’Ambrogio. A scanso di equivoci, l’istrionico ristoratore fiorentino ha comunque inserito il nome di Bandinu nel nome del prodotto, a voler riconoscere una paternità – se non di copyright, almeno simbolica – ad Alessio Bandinu. Il quale ammette, ammiccando, che “sì, sono buoni, ma i miei sono un’altra cosa”.

E dire che tutto è iniziato circa dieci anni fa, quando per la prima volta un’amica calabrese portò a Bandinu una confezione dei suoi pomodori sott’olio, per farglieli assaggiare. “Non erano male – spiega – ma ho pensato che qualcosa si potesse migliorare. Ho iniziato a fare un po’ di prove e ho scoperto che alla fine il mix di ingredienti della versione attuale è quello che piaceva di più. Ho cominciato a preparare qualche barattolo per gli amici e sono andati a ruba, quindi mi sono attestato su una produzione di circa 500 pezzi. Me li chiedono in tanti, e tutti ne sono entusiasti”.

“Il mio segreto – racconta ancora Alessio Bandinu – è scegliere i pomodori più dolci, scartando quelli salati, che alla fine sono circa il 20%”. E così, tra uno chef e un politico, a Firenze si continua ad agire per entrare nelle grazie del consigliere di quartiere ed entrare nel ristretto novero dei 500 possessori dei pomodori secchi.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

Il 21 settembre rinasce Bibite Corallo, un marchio scomparso da 60 anni. Un progetto no-profit che intreccia storia, gusto e recupero delle Terme del Corallo

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Dal Locale a SantaBar, cosa si muove a Firenze dietro il bancone

Negli ultimi giorni Firenze è alle prese con una serie di novità importanti nel campo della mixology, sia per lo spessore dei protagonisti che per la rilevanza dei locali coinvolti. Il bar manager Daniele Cancellara lascia Rasputin, così come Fabio Fanni il Locale. E in via Pier Capponi Santabarbara raddoppia con SantaBar

Italian Chef Charity Night, raccolti 12mila euro per UNHCR

Nonostante la pioggia, oltre 400 persone sul rooftop del The Social Hub Belfiore per il decennale della Italian Chef CHarity Night. Ai fornelli anche due chef rifugiati, da Siria e Afghanistan

A Casa Santoni nasce “Il Salotto”: domenica a Chianciano libri, musica e pici

Domenica 6 settembre Casa Santoni, a Chianciano Terme, inaugura “Il Salotto di Casa Santoni”, un nuovo ciclo di appuntamenti dedicato a libri, musica, incontri e protagonisti del territorio. Il primo evento si intitola “Visioni a km zero” ed è...