Sarà un autentico rebus, l’estate fiorentina ai tempi del Covid: tra nuove aperture e veti dei ristoratori del centro storico, i prossimi giorni saranno decisivi. Ecco chi apre e chi no

In epoca di Covid, l’estate fiorentina 2020 è un rebus. Ristoratori del centro “bloccano” la concessione degli spazi lungo l’Arno da parte del Comune di Firenze. Non c’è nulla di ufficiale, ma sembra che Palazzo Vecchio stia subendo forti pressioni da parte degli imprenditori della ristorazione affinché non concedano le autorizzazioni ad aprire le strutture in riva all’Arno. “Già siamo in grande difficoltà – è la posizione dei ristoratori – e se il Comune apre i cancelli alla movida sui lungarni per noi sarà la fine”. Le strutture sull’Arno, come vedremo, gettano acqua sul fuoco.

Proprio ieri, il Molo ha scritto una lettera aperta agli amministratori della città ribadendo il suo ruolo di centro culturale dell’estate fiorentina: “Cultura è la chiave con la quale la nostra amministrazione ha permesso di aprire spazi ed opportunità fino ad allora dimenticati e ignorati. Cultura è frutto del puro Mecenatismo da parte degli imprenditori coinvolti negli spazi estivi. Ci servono chiarezza sulle norme da rispettare per il mantenimento della sicurezza e l’appoggio dell’amministrazione per permettere le condizioni di apertura e coesistenza di tutte le attività”. Il Molo lancia quindi “un appello al buon senso di chi ci amministra, che intervenga con chiarezza per permettere di godere dell’offerta culturale senza soffrire il caldo, la sete, la voglia di stare bene. Gli spazi estivi sono un luogo di bellezza, educazione, convivio, rispetto delle norme. Non una punizione”.

Ma chi apre? Tra le novità di quest’estate, gli outsider delle Pavoniere e della Beppa Fioraia. Se lo storico ristorante in via dell’Erta Canina, in Oltrarno, riapre i battenti dopo alcuni mesi di ristrutturazione con una nuova offerta pensata per il periodo di distanziamento sociale (tavoli a distanza di sicurezza, bancone bar nel giardino), le Pavoniere alle Cascine portano soprattutto il know how del Dome dietro il bancone dei cocktail e l’appeal della piscina e del giardino di 6000 mq. I tavoli potranno essere così sistemati saranno a 2,5-3 metri di distanza.

E se la Limonaia di villa Strozzi dovrebbe restare ferma per un turno per gli alti costi di gestione, è sicura la chiusura di Utopiko e di almeno un’altra delle 15 strutture che l’anno scorso erano presenti sui lungarni da un capo all’altro della città. La Toraia ha rinviato una decisione ai prossimi giorni, “quando la Toscana – spiega il titolare Enrico Lagorio – dovrà adeguarsi alla legge nazionale. Solo allora si potrà prendere una decisione”. E sul “veto” dei ristoratori del centro aggiunge: “Il stesso ho 7 locali chiusi, ma il problema non è di mera concorrenza tra centro e lungarni, perché i ristoranti del centro storico non hanno la stessa clientela di quelli che vengono sul lungarno. Ogni estate, per i fiorentini che restano in città vengono allestiti spettacoli, intrattenimento, attività culturali, e naturalmente anche somministrazione non assistita. A prescindere dal Covid, i fiorentini non vanno nei locali del centro al chiuso, d’estate”.

villa vittoria firenze

Dal canto suo Villa Vittoriache l’anno scorso è stata una delle sorprese dell’estate, performando piuttosto bene – sta cercando di aprire con geometrie diverse, all’aperto. Meno movida, insomma, ma ancora tutto è work in progress. Capitolo Mercato Centrale: avrebbe dovuto riaprire i battenti il 1 giugno ma alla luce della situazione attuale ha deciso di sospendere l’apertura e resterà chiuso fino a quando non ci sarà maggiore circolazione di turisti, anche interni. E se il Parterre ospiterà al massimo un chioschetto di bibite, resta da definire la posizione delle Serre Torrigiani in piazzetta, di Light e di Offbar (con questi ultimi due che ancora sui social non hanno comunicato eventuali ripartenze), mentre la Manifattura sta gradualmente riaprendo gli spazi: “Tra pochi giorni inaugureremo la mostra La meraviglia, mentre il bistrò di Bulli & Balene è di nuovo aperto e ha ripreso il servizio”.

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Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.

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