venerdì 11 Settembre 2026
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Firenze: ecco i top (e i flop) del poke hawaiano, il piatto cult dell’estate

Abbiamo assaggiato cinque diversi poke bowl – il piatto di origine hawaiana cult dell’estate – in altrettanti locali fiorentini. Ecco i migliori (e i meno convincenti)

È uno dei piatti icona dell’estate 2019, per il basso apporto calorico e perché – diciamoci la verità – è colorato e salutare: niente fritto, niente carni grasse e così via. Il Poke Bowl (o semplicemente Poke, o Pokè), piatto di origine hawaiana a base di pesce crudo (in genere tonno o salmone), avocado, alga wakame, edamame e così via, ormai si trova con una certa facilità anche a Firenze. Ne abbiamo sentiti cinque e li presentiamo in ordine crescente, ossia dal meno convincente fino al migliore tra quelli assaggiati.

5° posto – Il poke di Temakinho

Il locale da poco aperto in piazza Strozzi al posto del Fashion FoodBaller è sicuramente invitante per i colori dell’arredamento, decisamente meno per i vincoli che impone al momento della prenotazione online: “Vi aspettiamo per 15 minuti dall’orario indicato, poi la prenotazione decade” oppure “il tavolo è prenotato solo per 90 minuti” sono segno di efficienza ma non rappresentano esattamente il modo più cordiale di porsi. Contrariamente a quanto avviene in molti ristoranti analoghi, il poke non si mangia con le bacchette (kuàizi in cinese, hashi in giapponese) bensì con una loro variante in legno a incastro che ricorda molto delle larghe pinzette e che rende piuttosto difficile raccogliere i singoli pezzi di cibo.

Inoltre, essendo più ruvide delle tradizionali bacchette, danno in bocca una sensazione non esattamente gradevole. Sarà forse anche per colpa delle bacchette, che anche i rolls tendevano a sfaldarsi. Il poke in sé non è male, per carità, ma arrivare in fondo con quelle bacchette abbassa decisamente il voto. Prezzi da 13 a 15 euro.

4° posto – Il poke della Pokeria

Il poke “a vista” dove ognuno può scegliere gli ingredienti. Nei due punti vendita di Firenze (a Novoli e a Ponte alla Carraia) il cliente ha davanti una serie di vaschette con cui può crearsi il proprio poke scegliendo una base di carboidrati (riso, riso nero, farro, quinoa, ecc…), proteine (tonno, salmone, gamberi, polpo, ecc..), verdure, salse, topping e così via. L’idea è carina, ma il rischio è di ingolfare il servizio con la conseguenza che a volte i tempi d’attesa non sono brevissimi. Prezzi da 9 a 11,50 euro.

3° posto – Il poke di Firenzen

Avevamo raccontato di questo ristorante asiatico qui, e anche sul tema del poke valgono i discorsi legati alla qualità delle materie prime e all’attenzione che Teresa pone nella preparazione come nella presentazione. Anche qui c’è possibilità di scegliere una base, una proteina e tutti gli ingredienti preferiti. Prezzo: 9,50 euro.

poke firenze

2° posto – Il poke di Kawaii

Dei poke fiorentini è uno dei pochi ad avere la variante “pancia di maiale”. Il locale in San Frediano, l’unico sake bar della città (e non solo) accompagna ad una serie di ingredienti fissi (riso, mango, avocado, semi di soia e alga) un ventaglio di ingredienti principali che comprende anche tofu e spigola). Interessante poter degustare il poke con una serie di sake: ce ne sono ben 40, divisi in 7 differenti tipologie. Prezzi da 11 a 13 per le piccole, da 14 a 18 per le grandi.

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1° posto – Il poke del Via Vai

Una sorpresa, non tanto e non solo perché lo chef partecipa ai Mondiali di sushi. È nel locale di via Pisana che abbiamo assaggiato il poke più convincente, quasi “gourmet” per l’attenzione ai particolari: viene servito infatti accompagnato da due salse, una agrodolce e una maionese tinta di lilla. Insieme alle tradizionali bacchette ci sono poi forchetta e coltello, per non perdersi nemmeno un chicco di riso. Inoltre, è la versione che sa distinguere tra un gamberetto (di quelli da due centimetri e mezzo, per intendersi) e un vero gambero, peraltro servito crudo. Prezzo: 17 euro.

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