Insieme ai brunch più classici e consolidati Firenze ne offre alcuni in contesti più “alternativi”, ad esempio in locali che offrono particolare attenzione al mondo della mixology

formaggi

Ne abbiamo scritto più volte: una città come Firenze ha una serie importante di brunch domenicali (dal Four Seasons Hotel a Villa Cora fino all’Helvetia & Bristol). Accanto a questi, però, non mancano occasioni di concedersi un pasto in contesti un po’ alternativi, ad esempio in locali – ristoranti e non – che offrono una particolare attenzione al mondo della mixology. Ciò non significa che propongano alcolici la domenica mattina, per carità, ma che magari sono più conosciuti al pubblico generalista per la scelta di legare parte del loro successo a settori come il bere miscelato.

Gunè (San Frediano)

Con la cucina affidata a Mirko Margheri e una spiccata attenzione al mondo della mixology (declinato in rosa con la barlady Veronica Costantino), Gunè in San Frediano sembra aver trovato il suo equilibrio non solo in cucina ma in tutte le sue componenti: ogni domenica si può pranzare con piatti alla carta o scegliere il menù del brunch, che comprende quattro portate a scelta tra i classici (omelette, uova strapazzate, affettati, formaggi, club sandwich, ecc..) e pancake con sciroppo d’acero, uovo cotto a bassa temperatura con crema inglese al rafano e spinaci, Caesar salad al canestrato, hamburger di anatra con cipolle croccanti e dolci. Prezzo: 25€.

Habitat (via del Giglio)

Servito dal lunedì alla domenica, il brunch è sicuramente uno dei punti di forza di “Habitat”. Elemento fondante del locale fin dalla sua apertura, con un’offerta pensata per accontentare fiorentini e turisti, può essere degustato dalle 9 alle 16. Gli ingredienti? Avocado e salmone, bagel e crostoni, fino alle uova. Ma ci sono anche i dolci fatti in casa e i classici pancakes con sciroppo d’acero e mirtilli, frutta o gelato. Il tutto, accompagnato da un cocktail (o più di uno) studiato ad hoc per esaltare il sapore del piatto. Perché da “Habitat Drink & More” a far da padrone non è solo la cucina, ma anche la mixology. Con una drink list toscaneggiante, tanto nel nome (consigliati ad esempio “Piglio Foho” o il Boia De”) quanto nelle materie prime (“DìWine” da Barberino Val D’elsa o “La Casa del Rum” da Follonica).

Dome (via Il Prato)

Il cocktail bar di via Il Prato – che qualche tempo fa ha ospitato la premiazione del Forchettiere Awards 2020 – ha recentemente inaugurato l’appuntamento, una volta al mese, del brunch della domenica. Non mancano piatti a base di uova, dalle omelette con miele e pistacchi alle uova strapazzate, accanto ai classici come il club sandwich, cornetti dolci e salati, pancakes, hummus, muffin, ecc…. Oppure pasta al ragù di bardiccio e altri primi lontani dal mainstream. Prezzo: 25 euro.

Previous articleCoronavirus, i ristoranti (ri)scoprono l’asporto e il buon senso. Ecco come
Next articleCoronavirus: le campagne, il tempismo e il coraggio delle scelte impopolari
Marco Gemelli
Marco Gemelli, classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society e dell'Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana. E’ stato redattore ordinario al quotidiano Il Giornale della Toscana, dove per anni si è occupato di cronaca bianca e nera, inchieste, scuola e università, economia, turismo, moda ed enogastronomia. In seno alla stessa testata è curatore dell’inserto semestrale Speciale Pitti Uomo. Oggi è un libero professionista: collabora con diverse testate – sia online che cartacee – nel settore degli eventi e delle eccellenze del territorio, in particolar modo nel campo enogastronomico. E’ coideatore del progetto “Le cene della legalità” (2013) e autore de “L’Opera a Tavola” (2014), nonchè fondatore del sito www.itrelforchettieri.it, embrione del Forchettiere.