domenica 25 Ottobre 2026
HomeNewsFuori casa quasi...

Fuori casa quasi una colazione su due: in Italia regge il rito del “caffè è brioche”

Quello della prima colazione fuori casa è un rito che resiste alla crisi economica, con oltre 140.000 bar in Italia e un volume d’affari di 11 miliardi l’anno. Il duo “caffè & pastarella” (o “cornetto & brioche”) rappresenta da solo il 18% del mercato della ristorazione informale fuori casa.

colazione-al-bar

I dati arrivano da McDonalds, non propriamente il trionfo della tradizione gastronomica made in Italy, però i numeri – nella loro rassicurante neutralità – sono significativi e parlano chiaro: quello della prima colazione fuori casa è un rito che resiste alla crisi economica, con oltre 140.000 bar in Italia e un volume d’affari di 11 miliardi di euro l’anno. Insomma, il duo “caffè e pastarella” (declinato nella variante “cornetto e brioche”) rappresenta da solo il 18% del mercato della ristorazione informale fuori casa.

colazione

Con buona pace della famiglia del Mulino Bianco (qui) che ogni mattina si riunisce intorno al desco (oppure della conturbante Jane che prepara la colazione a Tanzan e prole sulla cima di un albero, qui per i più nostalgici), secondo un’indagine, l’Italia è il Paese europeo dove si fa maggiormente colazione fuori casa: 47% delle consumazioni effettuate in mattinata contro il 31% della Spagna e il 17-18% di Germania, Gran Bretagna e Francia. E quanto costa tutto cio? E’ presto detto: lo scontrino medio a colazione è di 2,30 €, con caffè o cappuccino nell’83% dei casi, prevalentemente accompagnati da una brioche, nel 61% dei casi. “Una scelta classica – spiegano da McDonald’s – ma in qualche modo anche l’unica possibile”. Beh, mica vero: c’è la spremuta d’arancia o, per i più coraggiosi, il chinotto con la panna.

Da una ricerca condotta da NPD Group emerge che nel 37% dei casi la colazione fuori casa è un rito, un piacere; per il 33% rappresenta anche una comodità: un modo per risparmiare tempo, evitando di prepararla a casa e regalando quel tempo a se stessi. Il fattore relax acquisisce maggiore importanza durante il week-end, quando il tempo a disposizione per la colazione aumenta: si cerca infatti un posto speciale per fare colazione, che offra qualcosa di particolare, dove portare la famiglia o incontrarsi con gli amici in totale rilassatezza.

colazione--580x333

Già, ma in tempo di ristrettezze economiche? Secondo un’ulteriore ricerca,  il 69% degli Italiani dice di non aver cambiato la frequenza con cui fa colazione fuori casa nonostante la crisi. Le motivazioni principali restano il tempo risparmiato (39%) da dedicare al relax, ma anche un momento da dedicare alla socializzazione (26%). Il 70% degli intervistati fa colazione in compagnia di amici/colleghi o familiari, mentre il 30% da solo. Percentuali che cambiano a seconda del luogo geografico – al nord il 57% degli intervistati fa colazione con amici/colleghi, contro il 19% che fa colazione con la famiglia; al sud invece le percentuali sono 41% e 24% – e del genere: fa colazione con la famiglia il 28% delle donne, contro il 12% degli uomini. Il 68% del campione fa colazione fuori casa più volte alle settimana nei giorni feriali (nei festivi la percentuale scende al 63%), più al Sud (71%) che al Nord (62%), più gli uomini (77%) delle donne (58%). Se al nord si fa più colazione fuori casa durante la settimana (53% vs 32% al Sud), al Sud anche nei weekend.

Da qui l’invito di McDonald’s a provare la “colazione che non c’era” con i National Breakfast Days: negli oltre 300 ristoranti aderenti, il 22 e il 23 settembre, dalle 7 alle 10.30, McDonald’s offrirà a tutti coloro che faranno colazione un caffè, un cappuccio o un EggMcMuffin.

Segui Il Forchettiere su Google
Aggiungi Il Forchettiere alle tue fonti preferite per trovare più facilmente i nostri articoli nelle Notizie principali di Google.

Rimani aggiornato: iscriviti!

ARTICOLI SIMILI

La Guida Michelin avrebbe utilizzato l'intelligenza artificiale per scrivere le recensioni di alcuni ristoranti di Dallas, negli Stati Uniti. A sostenerlo è un'inchiesta pubblicata...

DELLO STESSO AUTORE

Continua a leggere

Essenza, con Stefano Cavallini a Borgo Pignano il girarrosto torna protagonista

Lo chef Stefano Cavallini, primo italiano a conquistare una stella Michelin all’estero, torna a Firenze alla guida del ristorante di Borgo Pignano Florence: una cucina essenziale tra cotture allo spiedo, servizio al tavolo e memoria gastronomica.

50 Best, Ana Roš si sfila: «Preferisco investire nel ristorante, non nella visibilità»

La chef slovena di Hiša Franko non andrà alla cerimonia di Lima del 4 novembre. Nel mirino non c'è la qualità dei colleghi, ma il tempo e le risorse che i ristoranti devono dedicare a eventi, viaggi stampa e campagne promozionali per restare nel radar della gastronomia internazionale.

Antropologia della pizza tonno e cipolla. Storia di un pregiudizio napoletano

Venticinque anni fa, in una pizzeria di Verona, la mia allora fidanzata ordinò una pizza tonno e cipolla. Io rimasi scioccato. E non mancai di farglielo notare, con quella fastidiosa sicumera che soltanto un napoletano convinto di conoscere tutto...